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La denuncia

Vercelli: "Fontana del Billiemme, continua lo spreco d'acqua"

Nonostante le segnalazioni non si è ancora provveduto a riparare la perdita

Fontana Billiemme

L'acqua ha raggiunto la panchina intorno alla fontana

Oltre 15 giorni sono trascorsi dalla nostra precedente segnalazione inerente la costante perdita d'acqua dal basamento della fontana antistante la chiesa di Billiemme a Vercelli, ma nessun intervento di riparazione è stato ancora effettuato.

Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, dunque, continua il lento ed assurdo spreco di acqua. Se prima la pozzanghera circostante la fontana era ben visibile, ora con la caduta autunnale delle foglie è parzialmente nascosta. Ma ciò non toglie, assolutamente, che il problema non persista. Anzi, con l'abbassamento delle temperature, quel "letto" di foglie umide e lo strato d'acqua potrebbero trasformarsi in una lastra di ghiaccio, diventando un potenziale pericolo.
Già il 21 ottobre scorso (vedi altro articolo cliccando qui) avevamo sollecitato un immediato ripristino, menzionando anche un passaggio del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, sul dispendio delle risorse naturali, ma nessuno ha recepito il nostro appello pubblico. Ci troviamo, pertanto, a dover nuovamente sollecitare l'Amministrazione comunale (e/o chi di dovere) a intervenire per risolvere, una volta per tutte, questa fuoriuscita d'acqua.

Proprio in queste giornate a Glasgow (in Scozia) si sta svolgendo la grande conferenza mondiale "Cop26", indetta dalle Nazioni Unite per discutere sui cambiamenti climatici: prima ancora di puntare il dito contro gli altri e pretendere il rispetto e la tutela dell'ambiente, bisogna (o bisognerebbe) iniziare dal "basso" - a partire da piccole realtà cittadine come Vercelli - a dare i primi segnali concreti sulla lotta agli sprechi e ai consumi ambientali, ivi compreso il corretto utilizzo dell'acqua. Se la sovranità popolare è riconosciuta ancora come un principio della nostra Costituzione italiana, ricordiamo che esattamente dieci anni fa (nel 2011) i cittadini furono chiamati ad esprimersi in un referendum, scegliendo che l'acqua rimanesse un bene comune e collettivo, da tutelare come risorsa fondamentale e imprescindibile per la vita sul nostro pianeta.

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