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Città della Salute di Torino: "Ammanco di 7 milioni di euro"

Esposto in Procura

Città della Salute di Torino: "Ammanco di 7 milioni di euro"

La denuncia di Anaao Assomed, Cimo Fesmed e Aaroi Emac Piemonte

Gentile direttore,
                        i sindacati medici apprendono dell'esistenza, alla Città della Salute di Torino, di un ammanco di oltre 7 milioni di euro destinati all'abbattimento delle liste d’attesa e per gli interventi di prevenzione, e depositano un esposto in procura per escludere estremi di reato e per identificare le eventuali responsabilità. Le cifre dovevano essere accantonate dall'azienda a partire dalle somme pagate per l’intramoenia dei medici dipendenti, ma una parte di questi soldi è stata destinata ad altre attività ed un’altra parte non è mai stata chiesta agli utenti. Questo in violazione di un esplicito accordo firmato con i sindacati dei medici e ancora oggi colpevolmente disapplicato. 
Il cosiddetto decreto Balduzzi inserisce, tra le numerose trattenute sulla cifra pagata dai pazienti per una visita in intramoenia, una somma pari al 5% a partire dal compenso del libero professionista da vincolare ad interventi di prevenzione o di riduzione delle liste di attesa. Apprendiamo invece che l'azienda ha destinato questo 5%, in parte ad altre attività ed in parte ha omesso di aggiungerla all'onorario da pagare al medico, determinando un progressivo ammanco di somme (oltre 7 milioni di euro) che sarebbero dovute servire per la riduzione delle liste di attesa. 
L'ammanco di milioni di euro su un fondo destinato alla riduzione delle liste di attesa e su interventi di prevenzione quali le vaccinazioni danneggia in modo inaccettabile sia l'utenza, quotidianamente afflitta dal problema delle liste di attesa, sia i professionisti sanitari che da tale fondo avrebbero potuto attingere per lo svolgimento di prestazioni aggiuntive (gettoni). Alle Molinette, per una spirometria si attende circa 1 anno, per un’ecografia della mammella ben 225 giorni: questi soldi sarebbero serviti per ridurre attese inaccettabili.
Per questo chiediamo chiarezza: perché le cifre non sono state accantonate? Perché ai sindacati non sono mai stati forniti i dati riguardanti questo accantonamento? Di chi è la responsabilità? Che utilizzo ne è stato fatto? L'intersindacale medica ha depositato un esposto in procura affinché venga fatta luce sulla grave inadempienza dell'azienda e sta procedendo con la denuncia per attività antisindacale, per assenza di accordi sindacali in materia tra il 2012 e 2015, e inadempienza degli accordi del 2015 fino ad oggi, con una situazione grave ed illegittima, non ancora a norma.

Anaao Assomed Piemonte 
Cimo Fesmed Piemonte 
Aaroi Emac Piemonte 

04/08/22

Lorenzo Gozzi

Lorenzo Gozzi, sindaco di Buronzo

Elezioni provinciali

"Gozzi ha raccolto un consenso maggiore di quanto immaginavamo"

Il ringraziamento dei partiti di centro sinistra

Ringraziamo il nostro candidato Lorenzo Gozzi per la disponibilità e la condivisione di un percorso che ha permesso, soprattutto, di offrire un'alternativa, dando voce a tutti quegli amministratori che non si sentivano rappresentanti dal candidato di centrodestra.

I numeri ci hanno dato ragione: la figura di Gozzi ha saputo raccogliere attorno a sé, in poche settimane, un consenso perfino maggiore di quanto avevamo immaginato.
Grazie ancora Lorenzo per il tuo impegno!


I Segretari Provinciali di:
Partito Democratico - Maria Moccia
Azione- Gian Paolo De Dominici
Italia Viva - Francesca Tini Brunozzi e Diego Costanzo
+Europa - Federico Bodo
Articolo 1 - Norberto Greppi

26/07/22

"Per la sanità italiana non è tempo di una crisi di governo al buio"

L'appello dei sindacati

"Per la sanità italiana non è tempo di una crisi di governo al buio"

"Non rallentiamo lo sforzo per rendere più forte il servizio nazionale"

Per la sanità italiana non è il tempo di una crisi di governo al buio. A nome delle donne e degli uomini delle professioni sanitarie e sociosanitarie rivolgiamo un accorato appello all’unità ed alla responsabilità al Presidente Draghi, al Ministro Speranza, a tutte le forze politiche e sociali, ad ogni singolo rappresentante delle Istituzioni.

Non è il tempo di lasciare solo chi, da oltre due anni, con competenza e dedizione, combatte in prima linea la battaglia, ancora in corso, contro la Covid-19. Non è il tempo di fermare o rallentare lo sforzo straordinario per rendere più forte e moderno il nostro Servizio sanitario nazionale e per portare avanti riforme ed investimenti attesi da anni, di cui potranno beneficiare le persone che hanno bisogno di assistenza e cura.

Le ragioni dell’unità nazionale, di un sforzo comune del nostro Paese, sono rafforzate dalla guerra e dalle sue drammatiche conseguenze economiche e sociali.

Fermarsi adesso, far prevalere le ragioni personali e di parte, sarebbe un errore imperdonabile.

I presidenti

David Lazzari CNOP

Nausicaa Orlandi FNCF

Filippo Anelli FNOMCeO

Barbara Mangicavalli FNOPI

Silvia Vaccari FNOPO

Teresa Calandra FNO TSRM e PSTRP

Gaetano Pennocchio FNOVI

Vincenzo D'Anna ONP

Gianmario Gazzi CNOAS

18/07/22

Crisi idrica: "I commissari lavorino insieme ai territori"

Uncem

Crisi idrica: "I commissari lavorino insieme ai territori"

Le considerazioni del presidente Marco Bussone

Gentile direttore,
                     vent'anni fa Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) già lavorava per pianificare invasi, piccoli e più grandi, sui territori montani. Per affrontare la crisi idrica e avere una efficace programmazione. Già vent'anni fa invitavamo multiutilities a investire sulle reti acquedottistiche, per togliere di mezzo le perdite. Oggi ne parlano in tanti e i cambiamenti climatici sono seri, gravissimi, da non sottovalutare. La crisi idrica oggi in corso impone al Governo l'individuazione di due Commissari per l'emergenza. Bene. Ma in questo percorso occorre ridefinire il rapporto tra chi produce e stocca il bene, le aree montane, con chi lo consuma. È un fattore decisivo per le politiche sulla risorsa idrica, ancora incastrate tra cose non fatte da molte regioni in particolare al Sud, a partire dalla pianificazione, e tribunali delle acque che decidono sopra le teste anche dei sindaci. Cambiare strumentazione per lavorare meglio e proteggere il bene è necessario.

Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem

04/07/22

"Finalmente anche a Vercelli il progetto taser è realtà"

Sindacato autonomo di polizia

"Finalmente anche a Vercelli il progetto taser è realtà"

Il segretario Caselli: "Una nuova arma non letale su cui contare"

Dopo anni di lotte del Sap (sindacato autonomo di polizia) improntate sulla sicurezza e la tutela dell'operatore, finalmente il progetto taser è realtà!
Da oggi, lunedì 4 luglio, gli operatori della Squadra volante si uniranno ai tantissimi colleghi in tutta Italia a poter utilizzare il nuovo equipaggiamento non letale in dotazione. Sono stati mesi di addestramento, in cui gli operatori affinavano la tecnica e la capacità nel comprendere l'intima meccanica del nuovo armamento. Oggi possiamo dire che anche Vercelli avrà una nuova arma non letale su cui contare. Ma la nostra lotta non si ferma qui.
Stiamo cercando di rendere realtà anche altri progetti, come il jacket tattico e l’introduzione delle bodycam per poter aggiungere maggiore comfort operativo e tutela ai colleghi impegnati nel controllo del territorio. La dedizione del Sap verso tutti i colleghi continuerà ancora, non esaurendosi in questo grande traguardo odiernamente raggiunto.

Il Segretario provinciale Sap
Claudio Castelli

Anche la Questura di Vercelli interviene sulla questione: "Da lunedì 4 Luglio anche i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso  pubblico della impiegati nei servizi di controllo del territorio saranno dotati dell’arma ad impulsi elettrici taser. Questo nuovo strumento che si aggiunge a quelli già in dotazione agli operatori, consentirà ai poliziotti di avere a disposizione un ulteriore dispositivo da utilizzare in caso di necessità per la gestione di eventi critici o di difficile approccio". 

La distribuzione dell’arma sul territorio nazionale, dopo un periodo di sperimentazione, ha avuto inizio nel marzo di quest’anno soltanto in alcune città ed è stato gradualmente esteso, interessando oggi anche la città di Vercelli. "L’impiego in altre  province, ove il progetto è già in fase esecutiva, ha dimostrato la particolare efficacia dello strumento in questione che si è rivelato risolutivo in numerosi interventi - proseguono dalla Questura - La particolare caratteristica dissuasiva del Taser consentirà, quindi, una gestione più sicura degli interventi sia per i poliziotti che per i soggetti nei confronti dei quali l’impiego di tale strumento dovesse rivelarsi necessario. Agli operatori abilitati all’utilizzo di questa nuova arma è stato dedicato un apposito ciclo formativo che ha trattato gli aspetti operativi, giuridici e sanitari analizzati rispettivamente dagli istruttori, i funzionari ed il dirigente dell’Ufficio Sanitario in servizio presso la Questura. Al termine degli incontri formativi il personale ha dovuto sostenere una prova pratica volta ad ottenere la prescritta abilitazione".

L’impiego del dispositivo, "che comunque dovrà essere utilizzato solo ove strettamente necessario, prevede l’emissione di impulsi elettrici attraverso la proiezione a corto raggio di una coppia di dardi con lo scopo di inibire, temporaneamente, le funzionalità motorie del soggetto attinto rendendolo dunque inoffensivo. Prima di esplodere i colpi gli operatori di polizia dovranno in ogni caso segnalare all’aggressore la possibilità di impiegare l’arma con avvisi verbali e visivi attivando l’arco voltaico all’interno della pistola che la rende estremamente visibile ed udibile in modo da disincentivare la continuazione di condotte aggressive o pericolose", sottolineano gli uffici di polizia.

04/07/22

Vercelli: "Iniziative a supporto dell'autoconsumo"

Consiglio comunale

Vercelli: "Iniziative a supporto dell'autoconsumo"

L'annuncio del gruppo Lega Salvini premier

Gentile direttore,
                        buone notizie in ambito Ambientale ed Energetico dalla Città di Vercelli. Grazie alla mozione della “Lega Salvini Premier Vercelli”, arriveranno iniziative e proposte di supporto per i cittadini ed enti locali a favore dell’autoconsumo. Ecco qui di seguito cosa significa in termini pratici di risparmio energetico, economico, vantaggi sotto il profilo della tutela ambientale e coesione sociale. I clienti finali, consumatori di energia elettrica, possono oggi associarsi per produrre localmente, tramite fonti rinnovabili, l'energia elettrica necessaria al proprio fabbisogno, “condividendola". Questo grazie all'entrata in vigore del decreto-legge 162/19 (articolo 42bis) e dei relativi provvedimenti attuativi, quali la delibera 318/2020/R/eel dell'ARERA  e il DM 16 settembre 2020 del MiSE. L'energia elettrica “condivisa" (pari al minimo, su base oraria, tra l'energia elettrica immessa in rete dagli impianti di produzione e l'energia elettrica prelevata dai consumatori che rilevano per la configurazione) beneficia di un contributo economico a seguito dell'accesso al servizio di valorizzazione e incentivazione. Due sono le tipologie di configurazione ammesse al servizio:
Gruppi di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente;
Comunità di energia rinnovabile;

Un gruppo di autoconsumatori rappresenta un insieme di almeno due autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente in virtù di un accordo privato e che si trovano nello stesso condominio o edificio. Per autoconsumatore di energia rinnovabile si intende un cliente finale che, operando in propri siti ubicati entro confini definiti, produce energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo e può immagazzinare o vendere energia elettrica rinnovabile autoprodotta purché, per un autoconsumatore di energia rinnovabile diverso dai nuclei familiari, tali attività non costituiscano l'attività commerciale o professionale principale.

Una comunità di energia rinnovabile è un soggetto giuridico: che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria (a condizione che, per le imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l'attività commerciale e/o industriale principale) ed è autonomo; i cui azionisti o membri che esercitano potere di controllo sono persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali o autorità locali, ivi incluse, ai sensi dell'art. 31, comma 1 lettera b) del D.Lgs. 199/21, le amministrazioni comunali, gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, del terzo settore e di protezione ambientale nonché le amministrazioni locali contenute nell'elenco delle amministrazioni pubbliche divulgato dall'Istituto Nazionale di Statistica (di seguito anche: ISTAT) secondo quanto previsto all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, situati nel territorio degli stessi Comuni in cui sono ubicati gli impianti di produzione detenuti dalla Comunità di energia rinnovabile; il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri azionisti o membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari. A fronte di tutto ciò, siamo soddisfatti della piena condivisione del consiglio comunale su tale argomento. 
Sempre al servizio dei cittadini.

Il Gruppo Comunale
Segreteria cittadina “Lega Salvini Premier Vercelli”

01/07/22

Vercelli: "E' necessario sostituire gli alberi abbattuti"

Isde Vercelli

Vercelli: "E' necessario sostituire gli alberi abbattuti"

"Il verde è rilevante e correlato alla salute pubblica"

Gentile direttore,
                        come Sezione Isde (international Society of doctors for Environment) di Vercelli abbiamo appreso e assistito al taglio di alcuni alberi nel piazzale ex-Pisu per far spazio al palco per gli eventi estivi ivi collocati, inoltre abbiamo notato come numerosi esemplari in parchi e viali cittadini siano stati abbattuti negli ultimi mesi e non ancora sostituiti.
Aggiungiamo inoltre come sull’argine del Sesia nei giorni scorsi siano intervenute ruspe con l’eliminazione di alberi e arbusti in uno dei pochi angoli verdi ancora presenti. Sono ormai di dominio pubblico le numerose pubblicazioni scientifiche che correlano la presenza di alberi sul suolo urbano alla riduzione anche considerevole delle temperature atmosferiche in città, dato rilevante in considerazione dei cambiamenti climatici e delle sempre più frequenti ondate di calore. Infatti la percentuale di verde urbano (alberi, arbusti, etc) e spazi verdi può mitigare il calore urbano con un raffreddamento medio di circa 1°C e con un effetto fino a 1 km dal confine dell’area verde e attenuare gli impatti del traffico stradale e delle industrie nelle aree residenziali urbane fornendo benefici per la salute pubblica, soprattutto grazie a un’azione filtro che migliora la qualità dell’aria, riducendo i livelli di anidride carbonica immessi nell’atmosfera (leggi qui).
Questa considerazione, aggiunta ai dimostrati effetti benefici sulla salute fisica e mentale dei cittadini (e in particolare dei cittadini fragili come bambini e anziani) legati alla presenza e alla frequentazione di spazi verdi in città, sottolinea la rilevanza del verde come strumento fondamentale e strettamente correlato alla salute pubblica. Ci chiediamo quindi se questi alberi, qualsiasi sia l’effettiva e valida motivazione del loro abbattimento, siano stati o saranno rimpiazzati (possibilmente con un rapporto superiore a 1:1 in considerazione dei tempi di crescita necessariamente lunghi delle piante) e se l’amministrazione Comunale abbia in programma l’ampliamento delle aree verdi urbane e della piantumazione di piante come strumento fondamentale di tutela della salute dei cittadini.
Distinti saluti.

Il Consiglio Direttivo della sezione vercellese dell’I.S.D.E.

29/06/22

Esame computer

Accertamento finale

"Prova di competenza per i neoassunti: una manifesta illogicità"

Le considerazione della segretaria Cisl Scuola

Gentile direttore,
                      tra pochi giorni migliaia di insegnanti, per la maggior parte di sostegno, assunti a settembre dalle Gps di I fascia, dopo un intero anno scolastico che è stato per loro anche un anno di formazione, affiancati da tutor e con un dirigente scolastico che ne ha seguito il lavoro, oggetto in chiusura d’anno delle previste procedure valutative, dovranno sottoporsi – se positivamente giudicati dal comitato di valutazione e dal loro dirigente - a un’ulteriore prova di cosiddetto “accertamento delle competenze disciplinari” come passaggio obbligato per ottenere la trasformazione a tempo indeterminato del proprio contratto di lavoro. 
Forse non è nemmeno il caso di richiamare l’impegno e i costi, non indifferenti, legati ai necessari adempimenti logistico organizzativi connessi allo svolgimento della prova per chiedersi che senso abbia, o piuttosto ancora se ne abbia qualcuno.
Non ha certamente quello di assolvere agli obblighi posti dall’art. 97 della Costituzione, visto che il personale di cui stiamo parlando non è stato reclutato con modalità discrezionali e fuori da ogni controllo, ma assunto in base alla sua collocazione in graduatorie costituite seguendo rigorosi criteri di pubblicità, oggettività e trasparenza. Difficile inoltre ritenere che eventuali carenze di “competenza disciplinare” non potessero emergere, ed essere come tali riscontrate, nel corso di un intero anno di servizio che, come già detto, è stato sostenuto da momenti formativi e seguito giorno per giorno da chi aveva la possibilità (e il compito) di valutarlo a consuntivo, come è avvenuto con precisi e impegnativi atti formali. Atti la cui rilevanza è riconosciuta e sancita in modo esplicito, tanto da considerarli presupposto imprescindibile per poter essere ammessi alla prova “disciplinare”, alla quale pertanto parteciperanno solo docenti già riconosciuti idonei allo svolgimento delle loro mansioni da chi, per un intero anno scolastico, li ha visti direttamente e concretamente impegnati nel loro lavoro.
Come si fa, a questo punto, a ritenere quella prova come qualcosa di diverso da un’inutile e gratuita vessazione, che mentre mette a rischio il posto di lavoro delle persone svilisce e squalifica tutto ciò che il sistema ha messo in atto in precedenza per formarne e testarne le competenze? Il docente che fallisce la prova (inutile dire quanto di episodico, fortuito o casuale possa avere incidenza in frangenti del genere) non sarà confermato in ruolo. Riducendo a carta straccia tutta la documentazione prodotta da chi in precedenza lo aveva valutato e considerato idoneo. Si ritrova in tutto ciò la dimostrazione lampante delle assurdità cui può condurre l’accanimento ideologico quando diventa l’asse portante dei ragionamenti e delle scelte in materia di reclutamento dei docenti. Dal punto di vista giuridico, di fronte a disposizioni che generano un così impressionante groviglio di contraddizioni viene da chiedersi se non si possa trattare di un caso di “manifesta illogicità”. Vale la pena approfondirlo (e noi certamente lo faremo con i nostri legali, pronti a dare assistenza a chi ne avesse eventualmente bisogno), perché questo inutile, ingiustificato e costoso supplizio aggiuntivo inflitto a migliaia di insegnanti non è purtroppo soltanto uno scivolone involontariamente occorso in un “provvedimento tampone”, come concessione “di bandiera” imposta dall’esigenza di trovare qualche mediazione sotto l’assillo dell’urgenza: questo modello aberrante, stando a ciò che avverrà con la conversione in legge del DL 36, è destinato infatti a riproporsi anche negli anni a venire, con un’aggravante: riguarderà infatti tutte le procedure di assunzione, non solo quelle da GPS. Nel contesto di un progetto complessivo già ampiamente difettoso, sul quale è superfluo ripetere obiezioni più volte rappresentate e sempre accompagnate, per quanto ci riguarda, da proposte alternative, la prova “disciplinare” merita invece di essere richiamata in tutta la sua evidente assurdità e illogicità. L’auspicio è che si provveda urgentemente a cancellarla, se possibile già da quest’anno, come da noi più volte richiesto, ma sicuramente per gli anni a venire. Sarebbe una bella prova di intelligenza e di buon senso, un atto di rispetto per tanti docenti e forse ancor più per la scuola che con impegno e competenza li accoglie, li forma e li valuta.

Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl Scuola

29/06/22

Scuola: "Resta critico il giudizio sul decreto 36, nonostante le modifiche"

Reclutamento insegnanti

Scuola: "Resta critico il giudizio sul decreto 36, nonostante le modifiche"

Le considerazioni del segretario generale Cisl Scuola

Gentile direttore,
                     sul decreto legge 36, che si avvia alla definitiva conversione, resta confermato il nostro giudizio fortemente critico, nonostante l’accoglimento di alcune proposte emendative sulle quali i partiti di maggioranza hanno trovato le necessarie intese sostenendo e ottenendo nel corso della discussione in Senato le modifiche da noi richieste. Ciò che non cambia sostanzialmente, però, è l’impianto di un sistema di reclutamento che non tiene conto delle reali esigenze della scuola, né dell’esito fallimentare di modelli ricorrentemente proposti negli ultimi anni. Le modifiche introdotte, come quella che consentirà di utilizzare fino al 2025 le Gps per assumere sul sostegno, non risolvono i limiti di un impianto che non aggredisce la precarietà del lavoro né valorizza l’esperienza professionale acquisita sul campo, come sarebbe utile, necessario e sensato. Viene assegnata alla contrattazione la definizione dell'impegno orario per la formazione, così come la quantificazione del bonus incentivante, ma si conferma il modello di una valorizzazione professionale limitata di fatto all’erogazione di compensi una tantum, peraltro con risorse ricavate da economie interne senza alcun investimento aggiuntivo. La nostra posizione è molto chiara su questi aspetti, che siamo pronti a discutere e definire nella sede appropriata e legittima, che è quella contrattuale e per i quali chiediamo siano investite specifiche e ulteriori risorse: in presenza di una condizione retributiva generale insostenibile, sperequata rispetto ad altri Paesi e ad altri settori della pubblica amministrazione, non è possibile ipotizzare interventi sulle carriere a costo zero.

Bene le modifiche riguardanti i docenti Irc, per i quali giustamente viene prevista una procedura concorsuale riservata in analogia a quanto avvenuto in passato per tutte le altre tipologie di insegnamento, così come quelle che permettono di riservare una quota di posti ai precari con tre anni di servizio su sostegno nei percorsi di specializzazione. Importante anche l’inclusione degli idonei nelle graduatorie di merito dei concorsi, o la possibilità di esonero o semi esonero del vicario in molte delle scuole in reggenza. Altre modifiche hanno solo attenuato, ma non eliminato, l’impatto degli interventi sugli organici, mentre sulla card dei docenti il taglio risulta soltanto rinviato di un anno. Tutto ciò impone di dare continuità anche in prospettiva alle azioni volte a recuperare la necessaria coerenza tra gli obiettivi e le strategie indicate nel Patto per la scuola e le scelte di politica del Governo, che le ha in gran parte disattese. Questo l’obiettivo che per quanto ci riguarda orienterà la nostra iniziativa al tavolo per il rinnovo del contratto, che tra pochi giorni riparte e che dovrà entrare da subito con decisione nel merito delle questioni da affrontare, a partire dalla parte retributiva su cui è necessario acquisire al più presto le condizioni per una soddisfacente conclusione.

Ma nei prossimi mesi sarà decisivo anche il ruolo che le forze politiche potranno svolgere per incidere con più efficacia sulle scelte del Governo, in primo luogo ovviamente quelle che insieme ne assicurano la maggioranza in Parlamento. Occorre valorizzare i canali di dialogo con le forze sociali, trovare le necessarie convergenze e farle valere in sede politica. La scuola, abbiamo detto con la mobilitazione condotta e da ultimo con la manifestazione di ieri, merita molto di più sia in termini di quantità di risorse investite, sia in termini di qualità dei progetti, che sono destinati al fallimento, come la storia ci insegna, se non sorretti da forti elementi di coinvolgimento e condivisione di quanti vi lavorano, che delle innovazioni sono chiamati a essere i principali protagonisti.

Ivana Barbacci, segretaria generale Cisl Scuola

23/06/22

"Giunta incapace di rapportarsi con le persone"

Vercelli

"Giunta incapace di rapportarsi con le persone"

L'accusa di Alberto Fragapane (Pd)

Gentile direttore,
                      in queste settimane vediamo emergere sempre di più l’incapacità di questa giunta nell’ascoltare e rapportarsi con le persone, quello che dovrebbe essere la priorità per chi amministra. A prescindere dalle divergenze politiche o amministrative, quello che stride ancora di più nell’approccio di Sindaco e assessori è il distacco dai problemi delle persone, il sentire come “lesa maestà” qualunque tipo di critica e segnalazione, il non rendersi disponibile quantomeno a spiegare i problemi. Finché questo trattamento è rivolto a noi consiglieri di opposizione va bene (basta che non ci si chieda poi di collaborare quando emergono dei problemi), ma non possiamo accettarlo se coinvolge i nostri concittadini, che quotidianamente si trovano ad affrontare difficoltà di vario tipo. Una città che sembra sempre più abbandonata a sé stessa e che se osa lamentarsi resta inascoltata o viene azzittita. Alle scorse elezioni dicevano che volevano “riprendersi Vercelli” e lo hanno fatto, in tutti i sensi. Noi non arretreremo di un centimetro e continueremo a portare le istanze delle persone nelle sedi istituzionali, anche se non venissero ascoltate. Con l'ambizione di restituire presto Vercelli ai nostri concittadini.

Alberto Fragapane, Capogruppo Partito Democratico Vercelli

17/06/22

"Caso Rosso: Cirio e la Giunta non siano indifferenti"

La lettera

"Caso Rosso: Cirio e la Giunta non siano indifferenti"

Le considerazioni dei consiglieri regionali Domenico Rossi e Diego Sarno

Gentile direttore,
                       che fine ha fatto il codice etico? E i corsi di formazioni per la parte politica e tecnica della Regione? E le risorse aggiuntive da destinare al fronte della legalità? 
Tutte promesse del presidente Cirio all’indomani dell’arresto dell'ex assessore regionale Roberto Rosso (in quota Fratelli Italia): sono passati tre anni, la giustizia sta facendo il suo corso, tanto che venerdì scorso c’è stata una sentenza chiara con una condanna in primo grado per scambio politico-mafioso… ma del codice etico in regione ancora nessuna notizia, nemmeno una bozza. Per questo oggi avremmo voluto delle risposte, in assenza delle quali abbiamo chiesto un'informativa del presidente Cirio o di un rappresentante della Giunta. Peccato, però, che fossero tutti assenti all'apertura della seduta del Consiglio Regionale. Solo Marrone è arrivato alle 11:40, ma non ha ritenuto di intervenire. In pratica indifferenti.

Ma se c'è una cosa che avremmo dovuto imparare in questi anni è proprio quella di non relegare la lotta alle mafie a mero atto di repressione, che si esaurisce in indagini, processi e responsabilità penali, che sappiamo essere sempre personali. Il punto è un altro: occorre che la politica dia segnali forti e chiari in direzione ostinata e contraria, tanto più quando viene chiamata in causa così da vicino. La sottovalutazione ha già generato dei mostri in passato, evitiamo di fare gli stessi errori. Proprio per questo attendiamo ed esigiamo degli atti concreti che, dopo tre anni, ancora non ci sono stati. Da parte nostra resta la massima disponibilità a collaborare per fare in modo che tutto il mondo politico piemontese sappia dire un forte no alle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni pubbliche.

 I Consiglieri Regionali Domenico Rossi e Diego Sarno 

15/06/22

"Perchè a Vercelli non beneficia dei fondi per i senza fissa dimora?"

Consiglio comunale

"Perchè Vercelli non beneficia dei fondi per i senza fissa dimora?"

L'interrogazione presentata dal Pd

Gentile direttore,

                      da una lettura del sito della Regione Piemonte parrebbe che Vercelli non sia tra i Comuni beneficiari delle risorse, provenienti dallo Stato, che la Giunta regionale ha stanziato per supportare le persone senza dimora. Con queste risorse, come stabilito dal Governo, si potrebbero finanziare azioni mirate a fornire un’abitazione e supporto alimentare e sociale.

Come Partito Democratico abbiamo quindi presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione Comunale per quale motivo la nostra città non risulti tra i beneficiari degli oltre 72 mila euro che sono stati invece ottenuti singolarmente da Alessandria, Asti, Biella, Cuneo e Novara, con i quali si potrà dare un supporto a soggetti, che purtroppo, con l’emergenza economica che stiamo affrontando, potrebbero aumentare sempre di più.

Si tratta oltretutto di un tema di grande rilievo per la nostra città, che oltre alle problematiche comuni a tutto il Piemonte (dove si stima vi siano circa 5000 persone senza dimora), deve affrontare il tema legato all’accoglienza dei profughi pakistani, divenuto ormai un fenomeno costante nel tempo che richiederebbe un’adeguata attenzione da parte del Comune.

Alberto Fragapane, Capogruppo Partito Democratico Vercelli

07/06/22

"Saremo a Pezzana per manifestare contro la cittadinanza a Mussolini"

2 giugno

"Saremo a Pezzana per manifestare contro la cittadinanza a Mussolini"

Iniziativa dei Radicali italiani e dell'associazione Aglietta

Gentile direttore,
                   domani, 2 giugno, Festa della Repubblica, i militanti di Radicali Italiani e dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta si recheranno a Pezzana (Vc), il Comune il cui Consiglio Comunale ha concesso nuovamente, il 30 settembre 2021, la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini (leggi qui). Dalle ore 11:30 alle ore 12:00, i radicali sosteranno sotto la sede del Municipio di Pezzana (Via Matteotti n. 50), esponendo una gigantografia (cm 70x100) del facsimile della carta d’identità rilasciata a Benito Mussolini, di professione “dittatore”, segni particolari “fascista”. Saranno presenti, fra gli altri, Igor Boni (presidente Radicali Italiani), Roswitha Flaibani (+Europa Vercelli), Giulio Manfredi (Giunta RI) e Andrea Turi (coordinatore Ass. Aglietta): domani si sprecheranno le commemorazioni e i discorsi sulla “Repubblica nata dalla Resistenza”. Noi ci crediamo alla “Repubblica nata dalla Resistenza”, nata sulle macerie morali e materiali di un regime fascista responsabile di negazione della libertà, crimini di guerra in Libia ed Etiopia, leggi razziali, alleanza con Hitler, esecuzioni sommarie di partigiani e civili. Proprio perché ci crediamo non potevamo non essere nel luogo dove lo scorso settembre è stato deciso non di confermare la cittadinanza onoraria concessa a Mussolini nel 1924 ma di concederne una nuova. La scorsa settimana, su iniziativa di Radicali Italiani, il presidente Mattarella ha revocato “per indegnità” l’onorificenza della Repubblica Italiana concessa al primo ministro russo ed altri tre uomini di Putin. Ci auguriamo che il sindaco di Pezzana, Stefano Bondesan, che ha proposto e fatto approvare a tambur battente la nuova cittadinanza onoraria al Duce, si renda conto dell’errore commesso e faccia revocare dal Consiglio Comunale una cittadinanza onoraria vergognosa ed intollerabile. Ricordiamo che sul “caso Pezzana” è stata presentata alla Camera dei Deputati un’interrogazione del deputato radicale Riccardo Magi, ancora senza risposta (leggi qui).

01/06/22

Migranti di piazza Mazzini: le proposte del Coordinamento Emergenza

Vercelli

Migranti di piazza Mazzini: le proposte del Coordinamento Emergenza

Incontro con alcune forze politiche vercellesi

Gentile direttore, 
                        il Coordinamento Emergenza Accoglienza, costituito da una trentina di enti del terzo settore di Vercelli per affrontare l’emergenza Ucraina, ha invitato le forze politiche vercellesi presenti in Consiglio Comunale a valutare alcune proposte per il problema dello stazionamento di migranti nei pressi della Questura in piazza Mazzini.
Hanno raccolto l’invito Fratelli d’Italia (Pasquino), la Lega (Pipitone), Siamo Vercelli (Torrazzo) e il PD (Fragapane). È inoltre intervenuto il presidente del Consiglio Comunale Lavarino. I rappresentanti del Coordinamento hanno avanzato alcune proposte per mitigare la situazione di disagio. In particolare si sono soffermati sull’utilizzo del dormitorio comunale, l’utilizzo dei servizi igienici e la necessità di un potenziamento dell’hub di Settimo Torinese per dare ospitalità nei termini previsti dalle leggi in vigore.
I capigruppo consigliari che hanno aderito agli incontri hanno manifestato sensibilità sul tema sollevato e condivisione circa la necessità di trovare idonee soluzioni. Riportiamo di seguito il documento sottoposto ai capigruppo.

AI CAPIGRUPPO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VERCELLI

Vercelli, 23 maggio 2022

Com’è noto, dall'estate del 2020 la città di Vercelli è stata protagonista dell'arrivo pressoché continuo di migranti via terra, in maggioranza di nazionalità pakistana e afghana, richiedenti asilo che hanno occupato all'addiaccio, per tempi anche molto lunghi, i giardini di piazza Mazzini.
Da allora, la Caritas diocesana di Vercelli in collaborazione con Croce Rossa, Migrantes, comunità di S. Egidio e soggetti della società civile si è fatta carico in modo quasi esclusivo della loro assistenza, sostentamento e protezione, sia dal punto di vista economico che logistico, in un quadro reso ancor più difficile dall’insorgere dell’emergenza per i profughi ucraini. Il nostro Coordinamento, nato dall’esigenza di ottimizzare le risorse disponibili agli enti del volontariato vercellese per affrontare l’emergenza ucraina, constata che i problemi irrisolti dell’ospitalità nei confronti dei migranti via terra risultano quindi enfatizzati e provocano un consumo di risorse umane ed economiche che finiscono per impattare anche l’aiuto alle fasce più in difficoltà della popolazione vercellese.
Questo Coordinamento ritiene quindi necessario e urgente dialogare con le forze politiche locali per condividere le criticità riscontrate e cercare di individuare idonee soluzioni, considerando anche la prospettiva di inasprimenti della situazione corrente derivante dall’evolversi del conflitto russo-ucraino. In riferimento all’art 6 d.lgs. 25/2008 sappiamo che le Questure sono l'istituzione competente nell'accettare le domande dei richiedenti asilo che raggiungono il nostro territorio e che ciascun individuo ha il diritto di chiedere protezione e asilo nel nostro Paese. Sappiamo inoltre che questo diritto prevede, come citato dall’art. 35, comma 3 d.lgs. 286/1998 (testo unico immigrazione) che i migranti, anche non regolari, abbiano diritto all'assistenza sanitaria minima (incluso l’utilizzo dei bagni pubblici, attualmente impedito dalla necessità di tessera sanitaria) in assenza della quale si crea, quindi, una condizione potenziale di rischio sanitario in luoghi ad alta frequentazione di bambini e famiglie.
La nostra proposta, quindi, prevede due azioni, la prima immediata e la seconda di maggiore respiro.
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All’Amministrazione cittadina richiediamo che sia concesso in via immediata - con le eventuali modifiche ai regolamenti in corso – l’utilizzo del dormitorio anche ai non residenti, quali ad esempio i migranti in attesa di consegnare la loro domanda di protezione alla Questura, anche per periodi superiori ai tre giorni come attualmente previsto per soggetti regolarmente residenti nel comune di Vercelli o in comuni con esso convenzionati. I bagni pubblici possano essere utilizzati liberamente da tutti coloro che ne hanno la necessità, senza impedimenti di alcun tipo – quale l’utilizzo della tessera sanitaria - al fine di evitare che si verifichino episodi che possano mettere a rischio la salute dei cittadini di Vercelli e il decoro della città.
Alle forze politiche vercellesi richiediamo che intervengano presso le proprie rappresentanze regionali e nazionali al fine di riattivare una possibilità di pre-accoglienza per questi migranti, in analogia a quanto in precedenza organizzato anche a cura di tutte le prefetture piemontesi (il Centro Fenoglio di Settimo Torinese), in modo da garantire a queste persone un’accoglienza strutturata e gestita con modalità rispettose dei diritti umani e orientata all’integrazione.


Per il COORDINAMENTO EMERGENZA ACCOGLIENZA
Gianni Brunoro - presidente Caritas Diocesana
Pier Luigi Ranghino - Presidente Consiglio di Chiesa della Chiesa Evangelica Metodista
Mino Vittone - responsabile Emporio Solidale
Cesare Daneo - presidente Acli Vercelli

25/05/22

Emanuele Pozzolo

Vercelli

"Ricordiamo la strage del 12 maggio 1945"

Le considerazioni di Emanuele Pozzolo

Gentile direttore,
                      nella giornata odierna, da vercellesi, si ricorda la strage del maggio 1945 - un’esecuzione sommaria, avvenuta nella nostra città a guerra civile ampiamente conclusa - ad opera di alcuni partigiani della 182ª Brigata Garibaldi "Pietro Camana". Un gruppo di più di una cinquantina di ragazzi, donne e uomini aderenti alla ex Repubblica Sociale Italiana, vennero prelevati dallo stadio di Novara - allora adibito a campo di concentramento- e trasportati nel vercellese: senza alcun tipo processo e senza alcun tipo di ragione vennero brutalmente ammazzati. L'eccidio ebbe luogo in parte nel comune di Vercelli e in parte nel comune di Greggio tra il 12 ed il 13 maggio 1945: davanti all’ex ospedale psichiatrico di Vercelli molti furono maciullati, ancora vivi, sotto le ruote di alcuni autocarri. I resti mortali di questi esseri umani furono sotterrati nei campi adiacenti senza degna sepoltura: le famiglie delle vittime tuttora - a quasi un secolo di distanza da quei momenti - non hanno una tomba sulla quale pregare i loro morti. Da italiani e da vercellesi abbiamo il dovere morale di ricordare anche le pagine che sono state volutamente strappate dalla memoria della nostra storia patria".

Emanuele Pozzolo

12/05/22

Pd

Pd

Politica e infrastrutture

La posizione del Pd vercellese sulla Vercelli-Novara

"Il legame tra le città deve essere un volano per entrambe"

Il Partito Democratico ha presentato in Consiglio comunale e provinciale una mozione relativa al nuovo progetto di potenziamento della viabilità tra Vercelli e Novara. “In queste settimane la segreteria provinciale si è attivata per approfondirne le dinamiche, definendo una posizione unitaria che è stata condivisa con il Pd novarese e che verrà portata dai nostri rappresentanti in consiglio comunale e provinciale, sotto forma di mozione”, sottolinea Mariella Moccia, segretario provinciale Pd Vercelli Valsesia.

"Le relazioni socio-economiche e territoriali tra le città di Vercelli e Novara si sono via via sviluppate e sono destinate a crescere, pensiamo al tema dell’Università e a quello della Città della Salute. È in quest’ottica che va analizzata la strategicità di queste relazioni, che devono andare oltre alla viabilità. La mozione, premettendo che l’attuale viabilità necessità modifiche che la rendano più efficace e meno impattante, individua quelle che sono le priorità da valutare per realizzare una valutazione attenta e comparata delle diverse possibili soluzioni di tipologia stradale, di tracciato, di minimizzazione dell’impatto ambientale e di consumo di suolo” precisa Giorgio Gaietta, referente per l’urbanistica della segreteria provinciale.

"Lo studio di fattibilità promosso dall’Amministrazione provinciale di Vercelli oltre a dare risposta all’indubbia necessità di superare le inefficienze dell’attuale viabilità, deve essere accompagnato da un percorso di Valutazione d’impatto ambientale ampio che sia il più possibile condiviso con tutti i soggetti interessati” commentano i consiglieri provinciali Pd Sergio Svizzero e Mattia Beccaro.

"Il legame tra le nostre città deve rappresentare un volano per lo sviluppo di entrambe, da raggiungere attraverso investimenti mirati che mantengano un corretto equilibrio tra costi, benefici e impatti ambientali" sottolinea Patrizia Jorio Marco, Segretario cittadino Pd.

"Nell’ottica di potenziare i collegamenti tra le due città non bisogna dimenticarsi delle problematiche legate all’inquinamento e al cambiamento climatico. Occorre quindi al contempo potenziare i collegamenti su rotaia e i trasporti pubblici all’interno dei comuni, perché l’apertura della nuova strada non deve disincentivare la mobilità sostenibile per studenti e lavoratori. La mozione è stata firmata in consiglio comunale anche dal gruppo consiliare di Voltiamo Pagina, che ringraziamo" commenta Alberto Fragapane, capogruppo Pd in consiglio comunale.

La mozione nello specifico impegna le amministrazioni provinciali e comunale a far sì che lo studio di fattibilità abbia al suo interno valutazioni adeguate sulle previsioni di traffico - senza escludere il potenziamento della strada attuale - e definisca con certezza costi, tempi e modalità di confronto-condivisione con il territorio, prevedendo anche una valutazione sui tempi di percorrenza che sia comparabile con i costi. Si chiede che la Valutazione del Progetto sia in grado di comparare gli impatti derivanti da ciascuna ipotesi di tracciato su tutte le componenti ambientali coinvolte: dalla salvaguardia dei centri abitati dall’inquinamento, al livello di sicurezza stradale conseguito; dalla tutela del suolo agricolo, all’interferenza con il sistema idrografico e irriguo; dalla tutela del sistema storico paesaggistico, agli interventi di mitigazione e compensazione degli impatti da conseguire e realizzare. Si chiede che la procedura decisionale sia in grado di garantire il miglior perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e una reale partecipazione democratica da parte di tutte le Istituzioni pubbliche, gli operatori socio-economici e le Associazioni ambientaliste interessate. Infine si richiede un impegno, insieme alla Regione, perché si proceda ad un rafforzamento del trasporto su rotaia e del trasporto pubblico urbano nei due comuni, al fine di promuovere la mobilità sostenibile.

Partito Democratico Vercelli Valsesia

12/05/22