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Nonostante la crisi idrica si scia anche ad Alpe di Mera

Colla: "La neve artificiale per garantire la stagione e sostenere il territorio"

Montagna

Un problema globale che si può riversare territorialmente sotto più aspetti: ambientale, economico, gestionale e sociale. A partire dall’anomalia climatica e dal riscaldamento globale, che da anni stanno interessando tutto il mondo, svilupperemo un’inchiesta. Analizzeremo le ricadute ambientali sul nostro territorio e quelle economiche per gli impianti sciistici,per l'agricoltura, per poi trattare il problema della siccità, delle condizioni e della gestione degli acquedotti.

“Se d’inverno si fermano gli impianti di risalita, si ferma il lavoro della valle. Il territorio vive perché funzionano le stazioni sciistiche”: ad affermarlo è Andrea Colla, direttore amministrativo di Monterosa 2000. Garantire la stagione invernale, diventa quindi uno strumento economico per sostenere quelle zone che vivono prevalentemente di turismo. Quest’anno, però, è stato molto negativo in termini di neve e di precipitazioni (anche se nella notte di martedì 15 febbraio, c’è stata una piccola precipitazione): “Entra allora in gioco il sistema di innevamento programmato, perfezionato da tutte le stazioni dal 1980 – spiega Colla – che mescola aria e acqua. L’ultima viene presa in prestito quando non serve all’agricoltura per poi essere rilasciata; per il processo viene utilizzata energia rinnovabile. In questo modo si garantisce l’attività economica delle località turistiche, della società che gestisce gli impianti di risalita e di tutta la filiera economica diretta e indiretta che vi ruota attorno”.

Quest’anno Monterosa 2000 è riuscita ad innevare al 100% Alagna Valsesia mantenendone la produttività del periodo pre-Covid e ora anche per Alpe di Mera, pur essendoci stata carenza di risorsa idrica, la società è riuscita a innevare le piste. La stagione è stata molto negativa in termini di neve: “Che io ricordi – sottolinea Colla – una simile l’abbiamo avuta solo nel 2001-2002”.

Per gli impianti sciistici il vero problema sono i cambiamenti repentini e le variazioni significative: “Si verificano di stagione in stagione – evidenzia Colla - Non c’è più costanza ed è indipendente dal cambiamento climatico, processo che dura decine di anni. Potrebbe essere una conseguenza, ma non lo sappiamo. Ci sono annate tanto nevose e annate tanto siccitose”. Stanotte ha un po’ nevicato, ma solo di qualche centimetro: “La differenza – dice Colla – è l’aspetto estetico: il paesaggio è più invernale”.

Per leggere il primo articolo: https://lasesia.vercelli.it/regione/2022/02/07/news/in-tutto-il-piemonte-non-piove-da-60-giorni-109963/

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