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Tribunale di Torino

"Ricorso per ottenere una legge elettorale rispettosa dei diritti politici"

L'iniziativa del Coordinamento per la democrazia costituzionale Piemonte

Tribunale di Torino

Gentile direttore,
                     Ancora una volta i cittadini stanno ricorrendo allo strumento del ricorso per ripristinare il diritto di scegliere i propri rappresentanti e di avere una legge elettorale rispettosa dei principi costituzionali: il voto deve essere diretto, personale, libero ed eguale (artt. 48 – 56 – 58 Cost.)! Il 20 settembre 2022, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento, si terrà presso il Tribunale di Torino la prima udienza per la verifica di costituzionalità della legge elettorale. Il collegio di difesa è costituito dagli avvocati Alessandro Ribaudo del Foro di Torino, Felice C. Besostri del Foro di Milano, Enzo Paolini del Foro di Cosenza. Il ricorso, sostenuto dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale del Piemonte e da altre Associazioni, solleva il dubbio di costituzionalità di alcune norme della legge elettorale vigente nota come Rosatellum, legge n. 165/2017, modificata e integrata dalla legge n. 51/2019.
Questi i motivi principali del ricorso:
- la legge elettorale vigente viola il diritto costituzionale di esprimere un voto diretto, libero e personale per scegliere tra i candidati nelle liste elettorali bloccate imposte dai partiti;
- il voto congiunto obbligatorio tra candidato uninominale e liste plurinominali coalizzate viola la libertà e personalità del voto, producendo effetti contrari alla volontà dell’elettore; affinché in un sistema elettorale misto, come quello vigente, il voto dell’elettore sia libero e personale, i voti espressi per l’uninominale e per il proporzionale vanno conteggiati separatamente;
- il voto dato a una lista plurinominale coalizzata può rafforzare altre liste della stessa coalizione e può contribuire all’elezione di un candidato uninominale collegato sgradito al votante; così il voto è indiretto e impersonale.
Inoltre, la legge elettorale viola l’art. 3 Cost. in quanto discrimina i diritti delle tante minoranze linguistiche non residenti in regioni a statuto speciale.
Tutte queste caratteristiche rendono il voto indiretto, non libero e diseguale producendo un Parlamento di nominati cui manca il sostegno personale e diretto del corpo elettorale. Si ricrea, in sostanza, la stessa situazione illegittima del Porcellum, già censurata dalla Corte costituzionale che con sentenza n. 1/2014 afferma che le norme censurate alterano “per l’intero complesso dei parlamentari il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti. Anzi, impedendo che esso si costituisca correttamente e direttamente, coartano la libertà di scelta degli elettori nell’elezione dei propri rappresentanti in Parlamento, che costituisce una delle principali espressioni della sovranità popolare, e pertanto contraddicono il principio democratico, incidendo sulla stessa libertà del voto di cui all’art. 48 Cost.". Infatti, contrariamente a quanto comunemente si pensa, nemmeno gli eletti nei collegi uninominali col sistema maggioritario sono tali grazie al sostegno diretto degli elettori, giacché sui candidati uninominali si riversano automaticamente i voti che gli elettori hanno dato unicamente alle liste plurinominali collegate a quel candidato uninominale. Ciò comporta, per esempio, che chi voterà Civati obbligatoriamente voterà anche Casini! Non potendo fare affidamento sui Parlamentari che non hanno mantenuto le loro promesse, confidiamo nei Giudici per liberarci della più assurda, antidemocratica legge elettorale che costituisce un vero e proprio attentato ai diritti politici dei cittadini. 

Sergio Bagnasco
Coordinamento per la democrazia costituzionale Piemonte

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