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Parola ai lettori

"Foibe, ingiustificabile cortina di silenzio"

"Perchè non è stata organizzata alcuna cerimonia?"

Martiri foibe

Spettabile La Sesia,

l’anniversario del "Giorno del Ricordo" che commemora i martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, cade il 10 febbraio. È stato istituito con legge 30 marzo 2004 n. 92.

Purtroppo, nonostante “l’ingiustificabile cortina del silenzio” lamentata dal presidente della Repubblica nel 2019, sembra che tutt’ora perseveri per questa ricorrenza il “fare poco, se non niente” di diverse istituzioni pubbliche a livello territoriale. La memoria di questi sventurati italiani, più italiani di tanti altri italiani, è ancora divisiva: alcuni purtroppo, per ignoranza, ma soprattutto per ideologia, considerano tutt’oggi le vittime delle foibe una meritata punizione e gli esuli, dei fascisti che fuggivano dal paradiso comunista di Tito. Nella realtà questi nostri nonni e genitori erano stati antifascisti o fascisti esattamente come tutti gli altri italiani della Penisola. Di che cosa si lamentano – incalzavano i soliti italioti - questi giuliano-dalmati? Hanno perso la guerra, no? No. La guerra l’hanno perduta né più né meno di tutti gli altri italiani.

Questo dramma l’hanno vissuto nell’indifferenza assoluta della classe politica. Infatti dalla fine della guerra per oltre quarant’anni (caduta del muro di Berlino) i nostri politici di sinistra nulla hanno ammesso di quegli orrori per convenienza politica e i catto-comunisti democristiani, per opportunismo e ignavia, hanno preferito non ricordare o non vedere. Al dramma si è aggiunta infine la farsa dei danni di guerra (125 milioni di dollari, debito di guerra dell’intera nazione) pagati con le case, le industrie, i negozi, i risparmi di una vita dei giuliano-dalmati, promettendo ovviamente indennizzi… poi ridotti a indegne elemosine.

Ma torno all'oggi ed è questo il motivo primo del mio dire. Premesso che: 

il "Giorno del Ricordo" è una legge dello Stato Italiano;

la circolare “Festività e giornate nazionali” dell’Ufficio del Cerimoniale di Stato lo classifica come “solennità civile”;

le “solennità civili” seguono immediatamente i “giorni festivi” (mi si consenta festività di 1° rango) e precedono le “giornate celebrative nazionali e internazionali” (festività di 3° rango),

non vedo come per la commemorazione della ricorrenza in questione (di 2° rango) non sia organizzata a livello territoriale alcuna cerimonia, cosa che invece avviene per qualche ricorrenza di 3° rango. E questo al di là del fatto che un omaggio floreale al monumento ai caduti di tutte le guerre, e alla targa stradale di via Martiri delle Foibe, nel rispetto delle disposizioni del Covid 19, poteva benissimo essere fatto da una o due persone.

 

Luigi Ghezzi

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