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I segreti di Internet - Il metaverso

Parte II – Come si entra?

I portali più "gettonati" per accedere al metaverso

Metaverso

Dopo esserci occupati, nella scorsa puntata, di che cosa sia il metaverso (chi se la fosse persa può cliccare qui), vediamo ora di cercare di capire come ci si entra. Prima di tutto però facciamo un velocissimo ripasso che ci permetterà altresì di sviluppare il tema dell'argomento di oggi.

Se ben ricordate il metaverso è quella “struttura digitale” che renderà possibile interagire con un nuovo universo (in parte vero, in parte virtuale) a mezzo del nostro avatar, ovvero la copia antropomorfadigitale di noi stessi. Facciamo un paio di esempi al volo: immaginate una partita di calcio, o un incontro di boxe. Oggigiorno, se interessati all'evento, abbiamo unicamente due modi per assistervi: o andiamo di persona oppure ci mettiamo di fronte a un teleschermo ...tertium non datur (almeno per il momento). Quando infatti, come in molti sperano, il metaverso sarà a pieno regime, anziché andare all'evento sportivo di persona (o anziché di persona sintonizzarsi sul canale che lo trasmette) si potrà presenziare mandando il proprio avatar (vedremo come), avatar che, sotto il nostro diretto controllo, potrà raggiungere la tribuna o il bordo ring, fare il tifo per chi ritiene opportuno, interagire con gli altri avatar presenti e godersi al 100% l’esperienza che sarà molto simile a quella di essere lì, presenti con il proprio corpo (quello vero! ...sta diventando sempre più opportuno specificarlo ogni volta).

Facciamo il secondo esempio: lo shopping, come può essere l'acquisto di una camicia o di un paio di jeans. Anche in questo caso, come per l'evento sportivo, le opzioni non sono che due: o esco di casa e vado al negozio di vestiti, oppure compro on-line quello che mi serve in una delle molte piattaforme a ciò dedicate. Quando il metaverso farà parte della nostra quotidianità, consentirà una sorta di mix tra queste due cose, per cui sarà possibile utilizzare la realtà virtuale per andare in un negozio (vero! ovvero un negozio in cui posso recarmi personalmente) con il proprio avatar, vedere i capi, provarli e poi acquistarli come se fossi lì presente con il mio vero corpo. Sebbene tutto questo futuro metaverso che incombe come un uragano sulle nostre teste possa lasciarci sbigottiti, laddove non spaventati, non possiamo non ricordare che sono anni oramai che se ne parla (anche se chiamandolo con nomi ogni volta diversi), e questa novità non è poi così insolita. Il metaverso, come ha scritto in un suo e-editoriale la giornalista Erika Gherardi, non è poi così tanto diverso da Oasis, il mondo virtuale creato a bella posta in Ready Player One (il film di fantascienza distopico diretto da Steven Spielberg nel 2018, liberamente tratto del romanzo “Player One” del 2010 scritto da Ernest Cline).

Oppure, se vogliamo aggiungere altri esempi, anche i film culto Matrix dei fratelli Wachowski e Tron di Steven Lisberger (soprattutto quest'ultimo, del 1982, è considerato il primo film di fantascienza a focalizzarsi sulla realtà virtuale). Ha uno stile visivo unico e assolutamente all'avanguardia per l'epoca ed è il primo film della Disney a fare un utilizzo massiccio della computer grafica. Quindi non stupiamoci tanto, perché oramai sono decenni che romanzi, film e serie TV (si pensi, da ultima, a Upload, creata nel 2020 da Greg Daniels, Robbie Amell e Andy Allo) ci stanno preparando al grande avvento del metaverso ...non si può certo dire che non siamo tutti oramai pronti a gettarci a capofitto in questa nuova “realtà” ...passatemi il termine, forse poco calzante visto l'argomento. Veniamo però, dopo questa breve premessa, finalmente al punto: nel metaverso come si entra? Come si fa a dotarsi di un avatar e iniziare a esplorare questo nuovo mondo che la scienza riuscirà a strappare alla fantascienza? Innanzi tutto il kit necessita degli strumenti base: una connessione, un computer o uno smartphone e un account su una delle piattaforme del mondo virtuale metaverso (l'accesso è libero e chiunque può entrarvi).

Poi, se vorremo proprio godercela a mille, assaporando ogni minimo aspetto di questo nuovo mondo avventuroso (pare che sia stato coniato il termine di “esperienza immersiva” proprio per rendere l'idea di che cosa voglia dire “metaversizzarsi”), sarà necessario dotarsi di un bel visore di realtà aumentata (avete presente quegli occhialoni simil casco dotati di una particolare fotocamera e di un display sopra all'occhio destro, in cui le informazioni aggiuntive si sovrappongono alla realtà? ...bene, proprio uno di quelli). Una volta avuto a disposizione il necessaire, non resta che entrare in Rete e accedere a una delle piattaforme (oramai, fiutato il possibile business, stanno spuntando come funghi) predisposte alla bisogna. Entrare nel metaverso è infatti facilissimo: è sufficiente cliccare su un sito, creare un account con il proprio avatar e iniziare l’esplorazione. Senza voler fare pubblicità a nessuno indichiamo qui, per chi fosse interessato, quelli che sono i portali già in pole-position per entrare nel metaverso.

Partiamo da Decentraland (nome a dir poco strepitoso, o che almeno rende bene l'idea): è un mondo della realtà virtuale del Metaverso creato da Ethereum. In questo universo virtuale gli utenti una volta iscritti possono (tramite i loro avatar, non ci stuferemo mai di ripeterlo) costruire edifici virtuali, case, locali, parchi, stadi e ...far pagare agli altri la visita o l'eventuale ingresso. Pagare sì ...ma con cosa? Nessun problema: tutti gli elementi virtuali di Decentraland possono essere acquistati con una criptovaluta chiamata Mana. A mo' di esempio ricordiamo che Decentraland ha ospitato anche un festival musicale con Paris Hilton ...ma non solo! C'è chi, poco attratto dal veglione nelle balere e nelle pro-loco (e come dargli torto!) ha pensato bene di prenotare il Capodanno 2022 proprio nel metaverso di Decentraland (magari daremo ulteriori dettagli nelle prossime puntate). Altro portale è quello di Sandbox il cui metaverso è diventato popolare da quando ha annunciato la sua partneship con Meta. I suoi avatar hanno uno stile visivo a blocchi sfaccettati tipo quelli di Minecraft (il famosissimo videogame svedese) e possono costruire, possedere e monetizzare nel metaverso utilizzando Nft e Sand (da cui il nome). Fiutato il business della creazione degli avatar (tra non molto avere un avatar cool nel metaverso sarà d'obbligo come avere una supercar nel mondo reale), Sandbox ha anche stretto una partnership con oltre 165 marchi per creare gli avatar ispirati a personaggi famosi come Snoop Dog e The Walkind Dead.

Altra piattaforma per raggiungere il metaverso è quella di Stageverse, il cui debutto è avvenuto nientepopodimeno che a un concerto dei Muse. Il sito permette agli utenti “avatarizzati” (il neologismo è mio) di assistere a concerti attraverso filmati 3D a 360° ed effetti speciali. È possibile accedere a Stageverse attraverso l’app Oculus Quest per dispositivi iOS e Android. Il metaverso oramai è a portata di clic, e con un kit di strumenti relativamente accessibile a tutti (che un medio internauta ha già comunque a disposizione) non resta che entrarci ...o meglio, non resta che immergercisi.

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