Vercelli
20 Aprile 2026 16:16
Martedì 14 aprile, al Circolo Ricreativo di Vercelli, si è tenuta la conviviale organizzata dal Rotary Club Vercelli.
La serata, partecipata da varie autorità Rotariane, alcuni ospiti e diversi soci del Club, ha visto come gradito ospite il dottor Giorgio Tibaldeschi. Nato a Vercelli nel 1948, Tibaldeschi dopo aver frequentato il Liceo Classico si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia. Ha esercitato la professione per alcuni decenni in ambiente rurale, alternandola con la frequentazione assidua di archivi e biblioteche. Dal pensionamento svolge ancora attività medica nell’ambito del volontariato sanitario, proseguendo la ricerca storica. Socio fondatore della “Società Storica Vercellese” nel 1972, dal 2011 ad oggi è direttore responsabile del periodico semestrale “Bollettino Storico Vercellese”.
Ha pubblicato diversi studi sull’Inquisizione, sulle biblioteche del XV e XVI secolo, sulla storia dell’arte, sulle origini di diverse comunità religiose del Vercellese.
Tibaldeschi ha brillantemente presentato una relazione dal titolo: “Lo spionaggio nella guerra del 1859 nel vercellese”. L’intelligence è lo strumento di cui lo Stato si serve per raccogliere, custodire e diffondere ai soggetti interessati, siano essi pubblici o privati, informazioni rilevanti per la tutela della sicurezza delle Istituzioni, dei cittadini e delle imprese. I primi passi dell'intelligence militare coincidono con l'Unità d'Italia quando, in occasione della Seconda Guerra d'Indipendenza, che ebbe le sue sorti decisive sul nostro territorio, venne istituito nel 1859 un piccolo servizio informazioni dell'Esercito del Regno di Sardegna che agì anche dietro le linee austriache. L’intuizione, però, fu del Generale Vercellese Bava che in una relazione del 1848 stabilì che sul campo di battaglia: “… meglio informati d'ogni accaduto, si potevano ottenere immensi risultamenti”. I primi servizi informativi del Regno di Sardegna, organizzati dal maggiore Giuseppe Govone attivi nel Lombardo-Veneto e dietro le linee austriache, utilizzavano cifrari basati su termini teatrali per raccogliere informazioni tattiche, mentre l'Austria si affidava all'Evidenzbureau. Giuseppe Govone creò anche una una linea telegrafica tra il Quartier Generale e i Corpi d'Armata, organizzando agenti per spiare gli spostamenti austriaci. Lo spionaggio del 1859 fu inserito nelle trame diplomatiche di Cavour, incluse le alleanze segrete con la Francia (Accordi di Plombières) che precedettero il conflitto. Queste attività di intelligence, seppur rudimentali, furono fondamentali per le vittorie franco-piemontesi a Magenta e Solferino Parlando di quelli che potremmo definire “servizi civili”, Tibaldeschi si è concentrato sul nome più conosciuto della Contessa di Castiglione. Seducente e passionale, manteneva sempre una mente lucida e fredda. Cugina di Cavour sarà utilizzata dallo statista sabaudo per fare breccia nel cuore di Napoleone III per influire sull’animo dell’Imperatore e convertirlo alla causa italiana. A Parigi la Contessa di Castiglione godrà anche della copertura di un altro agente di Cavour, con veste diplomatica, Costantino Nigra.
Lo storico ha ricordato anche la figura di Giovanni Battista Pescarolo, umile barcaiolo e cittadino vercellese, onorato con un busto al Cimitero di Billiemme, che durante la Guerra d’Indipendenza compì una serie di atti eroici. Il racconto affascinante di Tibaldeschi ha avvinto e affascinato i soci del Rotary Club Vercelli.
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