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Rotary Club Vercelli: un tuffo nella storia con il professor Ferraris

L'ospite ha tenuto una relazione dal titolo: “La campagna del 1859 nel vercellese”

Conviviale Rotary Vercelli

Il relatore Giovanni Ferraris

Martedì 24 marzo, al Circolo Ricreativo di Vercelli, si è svolta la serata conviviale del Rotary Club Vercelli partecipata da varie autorità Rotariane e numerosi appartenenti al Club.

La serata ha avuto nella veste di gradito relatore il professor Giovanni Ferraris. Nato a Prarolo nel 1937 Ferraris si è laureato in Fisica nel 1960 presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università di Torino dove ha successivamente percorso la sua carriera universitaria. Ferraris è stato assistente dal 1960-1975, libero docente in Cristallografia nel 1969 e titolare della Cattedra di Cristallografia presso l’Università di Torino dal 1975 al collocamento a riposo (2010). Attualmente è Professore Emerito. Tra i molti incarichi ricoperti anche quello di Direttore dell'Istituto di Mineralogia, Cristallografia e Geochimica nel triennio 1978-1980 e del Dipartimento di Scienze Mineralogiche e Petrologiche nel periodo 1991-1997. Ferraris è inoltre stato Presidente della European Mineralogical Union per il periodo 1992-1996, Presidente dell'Associazione Italiana di Cristallografia (AIC) nel triennio 1994-1996 e Vicepresidente nel triennio 1979-1981, Membro del Comitato Geomineralogico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in rappresentanza del MIUR (1998 – 2006), Membro del Senato Accademico dell’Università di Torino (2005 – 2010) e rappresentante della Regione Piemonte nel Consiglio Scientifico del Museo Regionale di Storia Naturale (2005 – 2009).

L’amore per il territorio e la sua storia sono stati l’altro fulcro intorno a cui si sono sviluppati gli studi e l’impegno di Giovanni Ferraris, che è stato Presidente della Società Storica Vercellese dal 2011 al 2023, Socio Accademico dell'Istituto di Belle Arti di Vercelli, Socio della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e membro dell'Organo di indirizzo della Fondazione dal 2003 al 2018, Socio fondatore dell'Università Popolare di Vercelli. Ferraris ha inoltre pubblicato una cinquantina di articoli di storia locale sul Bollettino della Società Storica Vercellese, volumi collettivi e prefazioni ad opere di storia locale. Il Professor Ferraris ha tenuto una relazione dal titolo: “La campagna del 1859 nel vercellese”. Dopo alcune curiosità storiche, che hanno ricordato ai soci come lo Stato Sabaudo avesse già al tempo una rete ferroviaria sostanzialmente sovrapponibile a quella attuale e una rete del telegrafo sviluppata, grazie alla quale le notizie in un giorno erano a Parigi e le immagini in due giorni. La relazione ha ricordato gli eventi del maggio del 1859, durante la Seconda Guerra d'Indipendenza italiana, quando sul nostro territorio si svolsero diversi scontri decisivi tra le truppe franco-piemontesi e l'esercito austriaco. La storia vuole che il Generale austriaco Gyulai fosse pronto a sferrare il decisivo attacco contro l’esercito sabaudo per poi marciare alla conquista di Torino, con i piemontesi in attesa di rinforzi dalla Francia.

Il governo, presieduto da Camillo Cavour, incaricò l’ingegner Carlo Noè, Direttore dell’Ovest Sesia e progettista del Canale Cavour, di predisporre un piano di allagamento del territorio sfruttando il sistema idrico a servizio all’agricoltura. Oltre alle risaie, già allagate in base ai calendari di coltivazione, la volontaria “rottura” di tutti i canali trasformò il territorio in un lago indistinto, dove cavalli e soldati austriaci finirono per impantanarsi. Ma in particolare Ferraris si è concentrato su uno degli episodi che più hanno acceso la fantasia popolare e quella di cronisti ed illustratori. L’assalto degli Zuavi ad un reparto austriaco che, risalendo la sponda sinistra della Sesia, si dirigeva verso Palestro con l’intenzione di ostacolare l’attraversamento della Sesia da parte delle truppe del Maresciallo Francese Canrobert ed il congiungimento di queste con quelle alleate già operanti sul campo di battaglia. È proprio questo assalto che culmina nel famoso episodio in cui gli Austriaci, retrocedendo dalle loro posizioni, si trovano imbottigliati sul ponte della Brida, lo stretto ponte ancora oggi esistente, che attraversa il cavo Sartirana. Nella ressa precipitarono in acqua circa 400 militari austriaci nel cavo irriguo annegandovi. Infatti, le alte e ripide sponde non permetterono loro di risalire né dall’una né dall’altra parte. Questo episodio chiudeva anche i due giorni di combattimento Palestro. Nella serata del 31 maggio a Vercelli si pubblicò un manifesto con la notizia della vittoria.

Su questo fatto si raccontano due diverse versioni la prima che gli austriaci usarono il cavo come trincea affogandovi in seguito grazie alla coraggiosa azione di un acquaiolo che aprì le chiuse e quella del diario del Maresciallo Canrobert che racconta la ressa sullo stretto ponte che causò la strage. Pertanto, pare di potere concludere che il povero acquaiolo Giuseppe Panza, abbia millantato meriti non esistenti nell’affermare di avere aperto le paratie del cavo facendo annegare i soldati austriaci che, a suo dire, si erano appostati sul fondo asciutto del cavo Sartirana. Una relazione avvincente, arricchita dalla proiezione di stampe d’epoca, che ha illuminato un tratto della storia del passato di Vercelli e ha interessato i soci del Rotary Vercelli, che al termine della relazione hanno rivolto numerose domande al relatore.

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