Vercelli
25 Marzo 2026 17:25
Social a scuola: vetrina o strumento? Al Lanino, una scelta precisa.
C’è un modo superficiale di stare sui social — fatto di slogan, immagini patinate e promozione fine a sé — e poi c’è un modo più difficile, più lento, ma infinitamente più serio: usarli come strumenti di racconto, orientamento e consapevolezza. All’Istituto Lanino di Vercelli abbiamo scelto la seconda strada.
Le nostre pagine Instagram e Facebook non nascono per “vendere” una scuola. Non troverete promesse facili né frasi costruite per impressionare. Troverete, piuttosto, tracce. Tracce di ciò che accade davvero ogni giorno: laboratori, incontri, progetti, tentativi riusciti e anche quelli meno riusciti, perché è lì che sta la verità della scuola.
Negli anni, i nostri followers sono cresciuti. Non in modo esplosivo, non inseguendo algoritmi o tendenze, ma gradualmente. Una crescita lenta, quasi ostinata, fatta di persone che restano, che tornano, che interagiscono. I numeri, pur nella loro sobrietà, raccontano una relazione: interazioni costanti, visualizzazioni stabili, una partecipazione che non si esaurisce nel gesto rapido di uno scroll.
Le nostre pagine sono diventate, nel tempo, una sorta di archivio vivo: un mosaico di attività, esperienze, idee. Pagine colorate di progetti e sogni, ma anche di impegno concreto, di studio, di tentativi. Senza retorica. Senza pubblicità. Dietro questo lavoro c’è un’idea precisa di scuola. Se oggi i ragazzi abitano i social, la scuola non può limitarsi a demonizzarli o ignorarli. Deve entrarci, con responsabilità e con competenza. Deve insegnare non solo a usarli, ma a capirli. A distinguere ciò che vale da ciò che è solo rumore.
Per questo, al Lanino, la gestione dei social è un lavoro condiviso e strutturato. Se ne occupano le docenti Giulia De Santis, Claudia Vignola ed Elena Ferraris insieme alla redazione digitale Lanino: un gruppo di studenti selezionati, motivati, capaci di osservare e raccontare. Non è un compito accessorio. È un’attività formativa a tutti gli effetti. I ragazzi raccolgono materiali, seguono gli eventi in tempo reale, selezionano contenuti, imparano a restituire ciò che vedono con attenzione e rispetto. Imparano, soprattutto, che comunicare non significa esibire, ma dare forma a un’esperienza.
In un tempo in cui tutto rischia di diventare immagine, il punto è restituire significato. E allora i social, se ben usati, diventano davvero uno strumento di orientamento per chi deve scegliere. Non perché mostrano una scuola perfetta, ma perché ne raccontano una reale. Non perché convincono, ma perché permettono di capire.
Perché una scuola non si sceglie per ciò che promette, ma per ciò che dimostra, giorno dopo giorno. E i social, quando sono onesti, non amplificano: testimoniano.
LA REDAZIONE DELL’ISTITUTO PROFESSIONALE LANINO
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