Vercelli
di Redazione La Sesia
17 Marzo 2026 14:32
La sirena d’allarme ha iniziato a suonare da tempo. Ora per salvaguardare il settore risicolo, in ostaggio di dinamiche speculative internazionali e di una politica europea che stanno conducendo il comparto a livelli critici importanti, servono interventi mirati e concreti come l’attuazione del principio di reciprocità e l’introduzione di una clausola di salvaguardia tempestiva. Questo il pensiero emerso durante il convegno “Riso: chicchi fragili in uno scenario complesso”, organizzato dal quadrante del Piemonte Orientale di Coldiretti al Seminario di Vercelli, venerdì 13 marzo.

All’evento, che ha visto la presenza di oltre 200 spettatori, sono intervenuti Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, Emanuele Occhi, responsabile settore cerealicolo Coldiretti, Fabio Tofi, presidente di Coldiretti Novara-Vco e Roberto Guerrini, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella. Ha moderato la serata il direttore Luciano Salvadori. Presenti al convegno anche il delegato confederale di Coldiretti Piemonte Bruno Rivarossa, il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, il presidente di Ovest Sesia Stefano Bondesan, il presidente del Consorzio Baraggia Leonardo Gili, l’assessore all’Istruzione del Comune di Vercelli Maria Grazia Ennas, il consigliere della Provincia di Novara con delega all’agricoltura Giuseppe Maio e il presidente di Condifesa Vercelli-Biella Edoardo Simoncelli.
Tanti i temi che sono stati affrontati durante il convegno. Uno sguardo è stato dato al lato economico: “La situazione prezzi è disastrosa – ha spiegato Roberto Guerrini, presidente di Coldiretti Vercelli-Biella - basti pensare che alcune varietà che hanno perso fino al 40% del valore con i costi di produzione che sono, invece, aumentati fino al 70% per fertilizzanti, energia e mezzi tecnici. Ma proprio per questo serve anche coesione tra noi agricoltori per cercare di tenere in piedi l’intero settore. Devono essere messi da parte gli individualismi per il bene dell’intera filiera”.
Il responsabile nazionale di Coldiretti del settore cerealicolo Emanuele Occhi ha affrontato invece il tema legato al mercato: “I paesi asiatici come Cina (legata molto al mercato interno) e soprattutto India occupano la fetta più grande della produzione. E l’importazione nel nostro Paese proveniente dal sud-est asiatico dal 2009 sono passate da 9 a oltre 50 milioni di chili. Il 60% è entrato a dazio zero, annullando ogni possibilità di competizione sui costi per i nostri produttori. L’Europa, e di conseguenza l’Italia, hanno un ruolo decisamente in termini di quantità sulla produzione mondiale di riso, pari allo 0,6%. Al tempo stesso noi siamo gli unici che produciamo le eccellenze, il riso da risotto, le varietà Carnaroli, Baldo, Arborio, sono una nostra peculiarità che esportiamo in tutto il mondo”. Poi Occhi ha aggiunto: “La sostenibilità del settore risicolo europeo richiede una visione strategica fondata su tre pilastri chiari: l’opposizione ferma e strutturale agli accordi a dazio zero che espongono il mercato europeo a una concorrenza asimmetrica e permanente, il principio di reciprocità con gli altri Paesi e il rafforzamento dei contratti di filiera come strumento di stabilizzazione industriale”.
La presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari ha aggiunto: “Il nostro prodotto, il made in Italy, ce l’abbiamo solo noi e la nostra qualità deve essere tutelata. Nei paesi asiatici vengono utilizzati pesticidi che nell’Unione europea sono vietati e inoltre è presente la grande aggravante dello sfruttamento di lavoro minorile. Servono le stesse regole e gli stessi obblighi e questa protezione totale deve arrivare dall’Europa. Per questo abbiamo istituito come Coldiretti un tavolo di lavoro sul riso in Regione Piemonte che sarà il nostro portavoce per farsi sentire in Italia e in Europa”.
Il direttore di Coldiretti Novara-Vco Luciano Salvadori poi ha concluso su un altro punto fondamentale: “Serve una clausola di salvaguardia realmente automatica e tempestiva, riaprendo il trilogo a livello europeo e ridiscutendo le soglie ad ad oggi approvate, concrete tutele del reddito agricolo”.



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