Visita ispettiva
di Redazione La Sesia
18 Febbraio 2026 16:01
La casa circondariale di Billiemme
«Nella giornata di martedì 17 febbraio abbiamo svolto una visita ispettiva presso la Casa Circondariale di Vercelli, dove siamo state accolte con grande disponibilità dal direttore Giovanni Rempiccia, dal comandante Mirko Trinchero e da tutto il personale impiegato nella struttura. Personale che, va detto, lavora quotidianamente in condizioni molto complesse e sotto organico, come in praticamente ogni Istituto Carcerario»: lo affermano le consigliere regionali del PD Simona Paonessa ed Emanuela Verzella.
Che continuano descrivendo una serie di criticità purtroppo comuni in molti Istituti Penitenziari su tutto il territorio nazionale: «Sono presenti alcuni problemi strutturali e l’ala sanitaria è ridotta all’osso, generando grandi problemi soprattutto nella gestione dei detenuti con problemi psichiatrici. È però molto importante, per il benessere dei detenuti e per agevolare il difficile lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria, implementare la presenza di psicologi e mediatori culturali che, ad oggi, svolgono servizio presso la struttura per solo 15 ore al mese. Risulta impattante anche la mancanza di un medico: oggi ne è presente solo uno ma dovrebbero essere almeno due. Proprio su questo tema, abbiamo portato avanti negli scorsi mesi una battaglia per l’introduzione del fascicolo sanitario elettronico anche dentro le carceri, con l’obiettivo di semplificare il lavoro degli operatori sanitari che lavorano nelle strutture carcerarie piemontesi e migliorando la qualità delle cure per una popolazione molto spesso dimenticata».
«Inoltre, abbiamo percepito una grande umanità da parte di Valeria Climaco, Capo Area del Settore Rieducativo, che lavora con impegno e dedizione in percorsi di reinserimento nella società per i detenuti. Ci teniamo a precisare – aggiungono le consigliere PD – che la dottoressa Climaco potrebbe andare in pensione da un anno ma sta rinviando il pensionamento per non abbandonare una situazione complessa, con personale giovane da formare, in un ambiente complicato. Conoscere persone che lavorano con così tanta attenzione al reinserimento sociale dei detenuti, dà tanta speranza in una società più giusta e inclusiva, che non si arrende nel lasciare indietro nessuno».
Proprio qui arriva la proverbiale “tirata d’orecchi” alla Regione Piemonte da parte di Paonessa e Verzella: «Sono stati portati avanti progetti per corsi di 300 ore di attività professionalizzanti come giardinaggio e cucina che i detenuti della Casa Circondariale di Vercelli dovrebbero svolgere per imparare un mestiere ma la Regione Piemonte è in ritardo nel dare il via libera per poter finalmente iniziare queste attività. Riconoscere lo scopo rieducativo e riabilitativo delle carceri è fondamentale e garantito dell'articolo 27 della Costituzione, investendo sull’offerta educativa e formativa, per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e, al contempo, del personale impiegato nelle strutture».
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