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Istituto professionale Lanino

"Più bocche, meno campi: a Vercelli una lezione senza scorciatoie"

L’incontro degli studenti con Carlo “Carlin” Petrini al Teatro Civico

Istituto Lanino

Più bocche, meno campi: a Vercelli una lezione senza scorciatoie.

Al Teatro Civico di Vercelli, mercoledì 4 febbraio, l’incontro con Carlo “Carlin” Petrini ha avuto il passo delle urgenze necessarie: netto nei contenuti, partecipato nell’ascolto. In platea le classi 4^F CAT, 3^B SSAS e 4^A SSAS, chiamate non a celebrare ma a misurarsi con il peso del presente.

La mattinata si è aperta dopo i saluti delle autorità e il canto dei bambini della primaria delle Scuole Cristiane, una cornice sobria che ha messo subito in chiaro il senso del tempo condiviso. Poi Petrini ha portato il ragionamento dove spesso si preferisce non andare: l’ambiente come limite reale, la sovrappopolazione come dato con cui fare i conti, la prospettiva di dover produrre più cibo in un mondo che consuma già oltre misura. Non slogan, ma una sequenza di nodi intrecciati.

Il concetto di sostenibilità è emerso come pratica, prima ancora che come parola: una visione che tiene insieme risorse finite, responsabilità collettive e scelte quotidiane. Non un piano astratto, piuttosto una logica che nasce dall’osservazione dei sistemi, naturali ed economici, e dalla consapevolezza che ogni spreco oggi è un debito domani. Da qui il richiamo al riciclo, all’anti-spreco, all’economia circolare come traiettorie concrete, non come etichette rassicuranti.

C’è stato spazio anche per una constatazione scomoda: la terra viene consumata più in fretta di quanto sappiamo rigenerarla e, mentre cresce la domanda di cibo, diminuisce il numero di giovani disposti a fare i contadini. Un paradosso che non riguarda solo il lavoro, ma il valore che attribuiamo a chi custodisce il suolo. L’agricoltura è tornata al centro non come nostalgia, bensì come infrastruttura del futuro.

L’impressione finale è quella di un incontro che non ha cercato applausi facili. Ha offerto spunti di livello, lasciando alle classi il compito più impegnativo: portare quelle domande fuori dal teatro, farle diventare scelte. Senza retorica, con la chiarezza che serve quando il tema non è un’idea, ma il terreno sotto i piedi.

LA REDAZIONE DELL’ISTITUTO PROFESSIONALE LANINO

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