Il lieto fine
di Redazione La Sesia
3 Febbraio 2026 14:28
Lunedì 2 febbraio un agente della Polizia locale di Vercelli sta controllando, a piedi, il centro storico quando alcuni cittadini lo fermano: «Verso piazza Zumaglini c’è una signora… sembra smarrita, spaesata, in difficoltà».
L’operatore si sposta, passa due volte in piazza Zumaglini e la scorge in via Cesare Balbo. Intorno a lei ci sono alcune persone. La scena è chiara. La donna è agitata, confusa. L’agente si avvicina con cautela, rispetto. Le chiede se sta bene, se ha bisogno di aiuto. La signora non parla. Solo una risposta, enigmatica però. Alla domanda sull’età dice di avere 17 anni, anche se apparentemente sembra averne almeno 50 anni.
L’agente chiede l’aiuto di una cittadina per controllare nelle tasche della giacca, cercare un documento, qualcosa che sia un indizio per capire chi sia. Nulla. A quel punto la macchina dei soccorsi si mette moto. Dalla centrale viene richiesta un’ambulanza. È chiaro che c’è bisogno di supporto medico.
Dalla Questura arriva la chiamata: «È in corso la ricerca di una signora smarrita con problemi di salute». La segnalazione è giunta, poco prima, dalla sorella che ha contattato il 112. La risposta è immediata: «L’abbiamo già trovata. Un nostro operatore è con lei in via Balbo». La Questura avvisa i familiari. La sorella arriva. La donna si calma, ritrova l’orientamento. L’ambulanza non serve più. Tutto finisce bene. La sorella la riaccompagna a casa.
Le donne erano uscite, poco prima, per una passeggiata. Poi una distrazione, questione di un attimo. Lo smarrimento, la paura. Per Luisa (nome di fantasia), grazie all’agente e ai vercellesi, è stato però scritto il lieto fine.
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