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Vercelli

"Il turismo che 'pesa', anche quando non si vede" all'IIS Cavour

A guidare l’incontro è stata la professoressa Raffaella Afferni, docente dell’Università del Piemonte Orientale

Iis Cavour

La professoressa Raffaella Afferni

All’I.I.S. Cavour di Vercelli, il 12 gennaio, si è parlato di turismo nell’ambito della Rassegna Culturale d’Istituto, ma non di valigie, alberghi o souvenir. Si è parlato di ciò che il turismo consuma senza far rumore: energia, risorse, attenzione.

A guidare l’incontro è stata la professoressa Raffaella Afferni, docente dell’Università del Piemonte Orientale, che davanti alle classi 5^D TUR., 4^I TUR. e 3^I TUR. ha messo ordine in una materia spesso evocata e raramente capita: la sostenibilità, applicata al turismo e al digitale.

Il messaggio è stato chiaro e, per certi versi, scomodo. Il turismo non inquina solo quando un aereo decolla o una nave attracca. Inquina anche quando navighiamo, prenotiamo, archiviamo, guardiamo video inutili. Internet, ha ricordato la professoressa Afferni, non è una nuvola poetica ma una rete di data center energivori. Se fosse uno Stato, sarebbe tra i maggiori consumatori di energia al mondo.

Il turismo, che già pesa per una quota significativa delle emissioni globali, si affida sempre più a piattaforme digitali, siti, cloud, intelligenza artificiale. Ogni scelta tecnologica ha un costo ambientale. Anche un’email con allegato, se moltiplicata per milioni, diventa un problema reale.

Ma il tono dell’incontro non è stato catastrofista, ma educativo. La sostenibilità, ha spiegato Afferni, non è una moda né un freno allo sviluppo, ma un cambio di prospettiva nel rapporto tra uomo, ambiente ed economia. Un turismo che ignora questi equilibri non è moderno: è miope.

Agli studenti del Cavour, futuri operatori del settore, è arrivato un invito preciso: pensare il turismo del domani con responsabilità, anche digitale. Ottimizzare i siti web, ridurre sprechi tecnologici, scegliere infrastrutture più efficienti, comunicare in modo trasparente. Piccoli gesti, grandi effetti.

In conclusione, una verità semplice: il turismo sostenibile non comincia in aeroporto, ma molto prima. Comincia da una ricerca online fatta con consapevolezza. E da una scuola che insegna a guardare oltre l’evidenza.

Ufficio Stampa – I.I.S. Cavour

 

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