Conviviale
12 Gennaio 2026 14:52
Simonini, Torriani e Bedello
Conviviale del Kiwanis Club di altissimo livello storico e culturale giovedì 8 gennaio presso i saloni del Circolo Ricreativo di Vercelli, che avuto come gradito ospite relatore Renato Simonimi il quale ha trattato, con raro eloquio ed elevata conoscenza storica, l’argomento “Vercelli al tempo della Sacra Sindone”.
Stimato architetto vercellese, socio del Kiwanis e per lungo tempo, tra i vari incarichi professionali, responsabile del Servizio Edilizia della Provincia di Vercelli, Simonini ha intrattenuto la platea dei soci argomentando, tra date e numerosi aneddoti, di una tematica ai più sconosciuta ma in realtà di notevole importanza per la storia della nostra città, ma soprattutto per quanto inerente la storia del telo della Sacra Sindone.
Infatti se nelle giornate del novembre 1553 il canonico Giovanni Antonio Costa non avesse a Vercelli sottratto alle mire degli invasori francesi la Sindone, Torino probabilmente non avrebbe oggi l'alto privilegio di custodire il più impressionante e famoso documento della Passione di Cristo.
Alla fine del Quattrocento, la capitale del ducato di Savoia era Chambéry, luogo in cui fu custodita la Sindone fino al 1536. Negli anni seguenti, il ducato fu, in buona parte, occupato dai francesi ed i Savoia si spostarono a Vercelli, città che all’epoca era molto ben fortificata; nel 1553 i francesi arrivarono fino a Vercelli ed il 18 novembre, di sorpresa, la occuparono, la saccheggiarono e rubarono gli arredi sacri della chiesa di S. Eusebio.
Il canonico di S. Eusebio, che a quell’epoca era Claudio Antonio Costa di S. Giovanni della Porta di Savoia, nascose la cassetta in cui era custodita la Sacra Sindone e la portò in salvo nella sua abitazione. In pochi giorni i francesi furono scacciati, e non appena la città tornò libera la sacra reliquia fu mostrata ai cittadini nella piazza Maggiore di Vercelli (l’attuale piazza Cavour). Nel frattempo, era stata firmata la pace di Cateau-Cambrésis (1559): la corte dei Savoia fece ritorno a Chambéry ed il 4 giugno 1561 fu portato lì anche il Sacro Lenzuolo.
Graditissimo ospite della serata anche Monsignor Stefano Bedello, vicario generale dell’arcidiocesi di Vercelli, il quale, oltre a portare l’augurio di un buon 2026 accompagnato da una piacevole e toccante riflessione natalizia, ha piacevolmente chiosato la conferenza dibattendo a sua volta sull’argomento esposto.
La presidente Luisella Torriano, nel ringraziare per l’interessante serata, ha dato appuntamento ai soci per la prossima conviviale che si terrà giovedì 22 novembre.
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