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A Oropa le indicazioni per il nuovo anno pastorale 2022/23

Monsignor Marco Arnolfo ha esortato a una maggiore corresponsabilità

A Oropa le indicazioni per il nuovo anno pastorale 2022/23

"Sono davvero lieto di poter accogliere te, carissimo monsignor Marco, insieme ai confratelli sacerdoti e diaconi dell’Arcidiocesi di Vercelli, e tutto questo questo bel popolo di Dio formato da tanti fedeli, con i suoi consacrati e le sue consacrate, i suoi giovani e tante persone che si uniscono a questa celebrazione del pellegrinaggio annuale della diocesi di Vercelli alla nostra amata Regina del Monte di Oropa". Queste le parole di benvenuto che il vescovo di Biella, monsignor Roberto Farinella, ha espresso all’inizio della messa solenne presieduta questa mattina, mercoledì 3 agosto, da monsignor Arnolfo per affidare alla Santa Vergine il nuovo anno pastorale 2022/23 della Chiesa eusebiana.

La liturgia nella basilica superiore è stata impreziosita dalla temporanea presenza del simulacro della Madonna Nera. "Un momento di comunione profonda. Quest’anno, infatti, Biella celebra i 250 anni della sua storia come diocesi, ma la fondazione è proprio unita a quella di Vercelli per cui sentiamo tutta quanta questa fraternità, suggellata ancora di più nel nome della Vergine Maria" ha aggiunto monsignor Farinella.

Rispettando una “tradizione” non scritta, al momento dell’omelia, monsignor Arnolfo ha illustrato le indicazioni pastorali che la diocesi di Vercelli dovrà seguire a partire dai prossimi mesi, immediatamente dopo il periodo estivo. E’ dal passo evangelico (Lc 8,19-21) proclamato poco prima (“Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”) che il Pastore ha tratto una prima parola su cui soffermarsi, il dono: «A volte uno vorrebbe scegliersi il fratello o la sorella. Io avevo sei sorelle e tre fratelli, eravamo dieci, e ciascuno aveva il suo carattere e modo di fare. In famiglia non ci si va a scegliere, ci si trova, e sono un dono perché Dio parla a noi anche attraverso questo fratello o questa sorella".

Poi un 'appunto': "Nella nostra diocesi abbiamo iniziato ormai da cinque anni un cammino sinodale fraterno tra le parrocchie. Allora, è inutile sognare la parrocchia più lontana, sognare il prete di un’altra parrocchia. Chi è mio fratello? E’ quello che è qui - ha precisato l’arcivescovo - Anche tra noi preti è inutile sognare una collaborazione; sono i preti che Dio mi ha messo al fianco".

La seconda riflessione è stata ripresa sempre dal brano di Luca: "La cosa bella è che la nostra vita è veramente un cammino sinodale, come papa Francesco ha voluto da un anno a questa parte e noi inizieremo il secondo quest’anno. E’ un cammino sinodale, ma vorrei dire che è un gioco di squadra a “caccia al tesoro” perché ascoltare la parola di Dio e metterla in pratica è cercare di realizzare tutti quanti il medesimo progetto di amore che ha Dio. In questa stupenda 'caccia al tesoro', uso questo termine perché entusiasmava i ragazzi, è Dio che dobbiamo ascoltare. Mettiamoci insieme, cerchiamo di capire quello che oggi Dio, lo Spirito Santo, dice alla nostra Chiesa e poi cerchiamo di realizzare il Suo progetto d’amore".

Seppur con toni paterni, ecco un ulteriore 'ammonimento' da parte di monsignor Arnolfo: "Certo che quando diventiamo tra noi bellicosi, diffidenti, criticoni, non siamo nel progetto di Dio. Lui ha un altro progetto di concordia, lui vuol fare di tutte le genti una grande famiglia".

La terza parola che inizierà a 'trasformare' il volto della vita ecclesiale vercellese è la corresponsabilità che il successore di Eusebio ha molto ben argomentato: "Sovente si delega dicendo “ma quello devono farlo i preti”, “a quello ci pensa la Caritas”, “a quello ci pensa quell’altro”, oppure si dice “tu che preghi, prega anche per me”. No, nella Chiesa e nel mondo il Signore ci vuole corresponsabili. Quest’anno dovremo lavorare molto su questa parola perché dovremo attivare anche dei ministeri laicali. Bisogna che ci sia questa armonia perché quel progetto di cui parlavo prima, di quella 'caccia al tesoro' che cerchiamo di fare insieme, è un progetto armonioso e bello che si ispira, pensate, al progetto della Creazione. Quindi dobbiamo cercare questa armonia anche nel servizio, dove ciascuno scoprirà il suo ministero corresponsabile. Sarà molto importante, non solo perché i preti sono sempre di meno. Avremo bisogno anche di laici che sappiano leggere la parola e sappiano comunicarla bene, spiegandola in modo semplice perché tutti possiamo arricchirci, nutrirci di questa parola ed essere forti durante la settimana, avere la forza per consolare gli altri, andare a casa sempre pieni di Dio e di gioia, per portare speranza agli altri".

Sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli tutti della Chiesa eusebiana, infine, hanno 'ricevuto' un interrogativo sul quale fare una seria introspezione personale e spirituale: "Essere corresponsabili. Non potremo dire: 'Eh, non fanno, non fanno'. Ma tu fai?", ha chiosato monsignor Arnolfo auspicando che queste sue indicazioni pastorali 2022/23 vengano ascoltate e recepite con serietà e impegno cristiano.

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