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Cgil e Amnesty Vercelli

Alla Camera del lavoro lo striscione "Ho un orgoglio che non passa"

Campagna contro violenze e discriminazioni alla comunità Lgbtqia+

Striscione Amnesty e Cgil Vercelli

Lo striscione esposto alla Camera del lavoro di Vercelli

Anche a Vercelli esposto lo striscione "Ho un orgoglio che non passa", per iniziativa del Gruppo Amnesty “Italia 93” con il supporto della Camera del Lavoro Territoriale Vercelli e Valsesia.

"Ogni giorno in decine di stati del mondo, Italia inclusa, molte persone subiscono violenze e discriminazioni per il solo fatto di appartenere alla comunità Lgbtqia+ - spiegano i promotori dell'iniziativa - Per questo e in solidarietà con le manifestazioni dell’Onda Pride che si sono svolte e si svolgeranno in Italia (ultimo il Pride di Aosta che si terrà il 24 settembre)  Amnesty International – Vercelli e Cgil Vercelli-Valsesia hanno esposto sulla balconata della Camera del Lavoro di Via Stara un nuovo e coloratissimo striscione".

“Ho un orgoglio che #nonpassa” si legge sullo striscione. Due sono, ovviamente, i riferimenti: l’orgoglio dei Pride e il “non passa” della legge Zan che avrebbe dovuto tutelare le categorie deboli contro le discriminazioni. “Stiamo promuovendo la campagna #NONPASSA, che chiede azioni concrete per prevenire e contrastare le discriminazioni e le forme d’odio basate sull’appartenenza alla comunità Lgbtqia+ e al proprio genere o sulla propria disabilità” precisa Maria Giuliana Massa, responsabile del Gruppo Amnesty di Vercelli. Nell’ottobre del 2021 il Senato ha bocciato il ddl Zan, proposto dall’omonimo deputato per dare una risposta a questi bisogni.

“E stato un grave passo indietro per i diritti umani di tutte le persone” affermano Valter Bossoni e tutta la Segreteria della Cgil Vercelli - Valsesia. “Il fatto che una legge non passi non fa sparire il bisogno, la necessità, l’urgenza di cambiamento che quella norma avrebbe dovuto colmare: siamo in presenza quindi di un vuoto legislativo che non consente di combattere in modo adeguato gli atti discriminatori verso la comunità Lgbtqia+, oppure basati su misoginia e abilismo” prosegue l’esponente della Cgil.

“Ora, con il Parlamento fermo, i tempi ovviamente si allungano” conclude la rappresentante di Amnesty.  “Ci auguriamo che questa iniziativa aiuti i vercellesi e i loro rappresentati politici a ricordare il problema. Speriamo che il nuovo Parlamento, quando si insedierà, possa trovare rapidamente il tempo per legiferare e chiudere decorosamente questa vicenda sulla quale abbiamo accumulato già un grande ritardo

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