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Oftal Vercelli

In cammino con il cuore: da 90 anni al servizio di chi soffre

La figura di Suor Enrichetta, la messa e la fiaccolata “Aux Flambeaux”

Un cammino fatto con il cuore. Un cammino che l'Oftal, l'Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes porta avanti da 90 anni. E proprio per onorare questo importante traguardo la sezione di Vercelli ha organizzato per la giornata di domenica 19 giugno un appuntamento che è andato ben oltre la consueta giornata lourdiana. Nel pomeriggio infatti, in seminario, si è tenuto il convegno dal titolo “… prima che l’Oftal fosse. Suor Enrichetta Alfieri: un fuoco di carità” che ha visto gli interventi di Suor Giancarla Galazzi, direttrice delle suore di Santa Giovanna Antida, sull'ordine religioso, del dottor Franco Balzaretti, membro del Bureau Medical di Lourdes su “La malattia di Suor Enrichetta” e del dottor Carlo Baderna su “Don Rastelli… apostolo dell’Immacolata”. Suor Wanda Maria Clerici, ricercatrice e storica, ha tracciato la biografia di Suor Enrichetta. Il convegno è stato moderato da Giancarlo Varese, coordinatore del mensile “Lourdes".

Suor Enrichetta è stata beatificata il 26 giugno del 2011. Cugina di monsignor Alessandro Rastelli, fondatore dell'Oftal, era nata a Borgo Vercelli nel 1891. Religiosa dell’ordine delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, nel 1917 aveva iniziato a lavorare come maestra all'asilo Mora, a Vercelli. Nel 1920 le venne diagnosticata una tubercolosi vertebrale. I dolori atroci, la prognosi infausta. Monsignor Rastelli, reduce dai primi pellegrinaggi a Lourdes, nel 1922 la portò al santuario mariano. Al ritorno però le sue condizioni si aggravarono. Ricoverata al monastero di Santa Margherita, il 25 febbraio del 1923, dopo aver bevuto l’acqua di Lourdes, guarì inspiegabilmente.

"Il nostro sogno è quello di veder inserito il miracolo ricevuto da Suor Enrichetta nel 1923, nell’elenco ufficiale dei miracolati di Lourdes" spiega Silvana Coppo Pavese, presidente diocesana dell'Oftal, promotrice dell'iniziativa del 19 giugno.

La sua guarigione prodigiosa destò fermento in città tanto che i superiori decisero per lei un trasferimento. Venne destinata a Milano, al carcere. Lì, per la sua grande opera di carità venne chiamata “a mamma di San Vittore”. Salvò molti ebrei dai nazisti. Non portava solo conforto ai detenuti, li aiutava anche a rischio della propria vita. Lo hanno testimoniato anche persone come Mike Bongiorno, incarcerato con la madre perché partigiani e Indro Montanelli, contro il regime. 

Al termine del convegno monsignor Gian Paolo Angelino, presidente generale dell'Oftal, ha presieduto la celebrazione in cattedrale. Dopo il ritrovo conviviale in seminario, alle 21, da piazza Sant'Eusebio ha avuto inizi la fiaccolata “Aux Flambeaux”, che ha percorso il perimetro di parco Kennedy e a cui ha partecipato anche l'arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo.

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