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Vercelli

Grande partecipazione alla “Processione delle Macchine”

Dopo due anni ripresa la secolare tradizione

"Sorelle e fratelli carissimi, siamo felici di poter di nuovo, finalmente, celebrare questa 'Processione delle macchine' nell’imminenza della Pasqua di morte e risurrezione del Signore, invocando la grazia di poter risorgere con Cristo nella nostra società, in questa umanità afflitta da prove di grande sofferenza a causa della guerra, della violenza e, a volte, della mancanza di lavoro". Queste le prime parole che l’Arcivescovo di Vercelli ha pronunciato ieri sera, 15 aprile, nel contesto della tradizionale processione del Venerdì Santo.

Dopo due anni di stop forzato, in questa edizione 2022 la secolare tradizione cittadina è stata contraddistinta da alcune novità, tra cui proprio l’omelia di monsignor Marco Arnolfo fatta sul sagrato della basilica di Sant’Andrea all’inizio del corteo religioso anziché al termine. Una scelta prudenziale fatta dagli organizzatori, nonostante l’allentamento delle restrizioni governative in materia sanitaria, per evitare assembramenti all’interno dell’edificio religioso. Stesso discorso cautelativo è valso sia per la variazione del percorso che per l’invito ad utilizzare mascherine Ffp2.
"'Ecco l’uomo' dice Ponzio Pilato, il governatore romano a nome dell’Impero, presentando un uomo flagellato, coronato di spine, schernito, dileggiato, preso in giro come un re. Ecco che cosa siamo capaci di fare al nostro fratello quando ci lasciamo guidare dallo spirito di indifferenza, quando ci 'laviamo' le mani, quando ci lasciamo guidare da logiche di potere e da spietati interessi economici che cercano il profitto a costo anche di guerre, migrazioni e devastazioni ambientali. Ecco che cosa siamo capaci di fare al nostro fratello: annientarlo fino a fargli perdere le sembianze umane. Ma è Dio stesso a dirci questa sera: 'Attenti, non riuscite a togliere a mio Figlio la dignità di vero uomo, di vero Dio, che Io ho indicato nel giorno del Suo battesimo nel Giordano e sul monte Tabor quando l’avete visto splendente e trasfigurato, e quando ho fatto risuonare la mia voce' - ha detto testualmente monsignor Arnolfo nella sua breve omelia - Carissime sorelle, carissimi fratelli, questa sera vogliamo seguire Gesù sulla Sua strada di fedeltà alla volontà del Padre, di servizio agli altri, di testimonianza di amore supremo, ma anche di Risurrezione e di vita per imparare da Lui a restituire lo splendore della vera libertà e della dignità sul volto dei nostri fratelli".

L’itinerario nel centro storico di Vercelli, come detto antecedentemente, è stato modificato con l’intenzione di mantenere un certo distanziamento, evitando i passaggi più stretti nelle vie Sant’Antonio, Monte di Pietà e Verdi. Pertanto, dopo l’intervento di monsignor Arnolfo, i gruppi statuari chiamati 'macchine' sono stati portati dalla basilica di Sant’Andrea lungo via Guala Bicchieri, piazza Sant’Eusebio, piazza D’Angennes, via Duomo, via Gioberti, piazza Cavour, via Galileo Ferraris, per fare poi rientro sul sagrato della basilica. Almeno duemila le persone che hanno partecipato alla processione serale, preferendo seguire una 'macchina' piuttosto che attendere il transito in qualche punto del percorso. Di particolare impatto, specialmente uscendo fuori da un tempo prolungato di divieti e privazioni anche per la condivisione sociale, è stata la vista di piazza Cavour abbastanza gremita di persone, con la statua del conte Camillo Benso illuminata di rosso liturgico nel mentre che alcune immagini di repertorio venivano proiettate a rotazione sulle facciate in penombra di alcuni palazzi. Un segnale forte a riprova del desiderio pulsante della popolazione di poter finalmente tornare a vivere la normale socialità, ritrovando anche il piacere di assistere a manifestazioni di ampio respiro e radicata spiritualità come è, appunto, la 'Processione delle macchine'.

Dopo la benedizione ai fedeli, impartita all’esterno della basilica di Sant’Andrea con la reliquia della Santa Croce, ci sono stati i ringraziamenti all’Amministrazione comunale, alle autorità civili e militari, alle forze dell’ordine, alle confraternite, ai volontari e alle associazioni "che si sono impegnati per realizzare questa preghiera", seguiti da un altro conciso intervento da parte di monsignor Marco Arnolfo: "L’augurio più sincero di una Pasqua di Risurrezione che faccia sentire la vicinanza della Chiesa, dei cristiani, di tutti gli uomini di buona volontà, specialmente a quelle persone più sofferenti, più sole, più in difficoltà che ci sono nella nostra vita, realtà e città di Vercelli. In particolare, un augurio di accoglienza ai profughi, a coloro che sono costretti a fuggire dalla guerra, da tutte le guerre senza distinzioni. Un augurio speciale a quanti sanno aprire porte e cuori a coloro che, senza differenze, accolgono il fratello in difficoltà. Il Signore risorto faccia risplendere su ciascuno di voi la luce della Sua misericordia, della Sua bontà, perché possiate essere testimoni, ovunque, alla ricerca di giustizia, di verità e di amore".

Espressioni di gratitudine accompagnate da un applauso e concluse da un saluto del rettore di Sant’Andrea, monsignor Mario Allolio, evidenziando l’ulteriore novità di quest’anno relativa ai "testi che sono stati interamente rifatti, e molto bene, dalla fraternità femminile della Trasfigurazione che ha sede proprio in questa storica basilica", nonché sottolineando che "il repertorio dei canti, da tutti ammirato, è stato curato dalla Cappella musicale del Duomo guidata dal maestro monsignor Denis Silano".

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