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vercelli, io clicco positivo

Cyberbullismo: in 140 al seminario del Nodo antidiscriminazioni

Sono intervenuti esperti, docenti e autorità regionali e nazionali

Cyberbullismo: in 140 al seminario del Nodo antidiscriminazioni

Sono stati ben 140 i partecipanti di “Io clicco positivo: la rete tra opportunità e pericoli”, il corso di formazione sul bullismo e sul cyberbullismo organizzato dal Nodo provinciale contro le discriminazioni della Provincia di Vercelli a cui hanno preso parte esperti e autorità regionali e nazionali.

L'incontro è stato introdotto dalla senatrice e presidente della Commissione parlamentare bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza Licia Ronzulli, dal direttore generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postale Francesco Soro e dall’assessore regionale al Welfare Chiara Caucino.

I due fenomeni sono molto sentiti e i dati parlano chiaro. Infatti, secondo le statistiche dell’Osservatorio Indifesa il 61% dei ragazzi è vittima di bullismo o di cyberbullismo: “Rimangono tra le minacce più temute dagli adolescenti – ha commentato la referente del Nodo Lella Bassignana - dopo droghe e violenza sessuale.  Le vittime sono pre-adolescenti o adolescenti che purtroppo spesso cadono in depressione, abbandonano la scuola, mettono in atto pratiche autolesioniste, arrivano al tentato suicidio e dimostrano disturbi del comportamento alimentare in quanto ritengono inutile cercare aiuto. Siamo l’unico Nodo che sta affrontando la tematica e questo è il secondo incontro”.

E il progetto continua: “Da quanto emerso dalla discussione – ha dichiarato Bassignana - credo che insedierò un tavolo ad hoc sul cyberbullismo valutando la possibilità di aprire all’interno del Nodo uno sportello dedicato oltre alla realizzazione della guida pratica per i punti informativi, per i docenti e per le famiglie”.

Il corso è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Carolina, con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Vercelli e dell'Ufficio Scolastico. Durante l’incontro sono intervenuti il sostituto procuratore Carlo Introvigne, il segretario generale della Fondazione Carolina Ivano Zoppi e la responsabile formazione adulti della Fondazione Carolina Miriam Friedenthal e la professoressa ordinaria di Sociologia del dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino Anna Rosà Favretto.

L'emergenza sanitaria ha inciso sul problema: “L’uso del digitale tra i minori – ha affermato la senatrice Ronzulli - si è diffuso ancora più velocemente in questi due anni in cui, a causa della didattica a distanza e delle restrizioni dovute alla pandemia, bambini e ragazzi hanno trascorso gran parte delle loro giornate davanti a un computer. E’ una circostanza che ha fatto emergere con enorme chiarezza le insidie che si nascondo in rete e che rendono necessario intervenire subito per garantire la sicurezza dei giovani naviganti". Per questo motivo il web va regolamentato:"Non può continuare a essere una giungla dove le regole della vita reale non valgono - ha sottolineato Ronzulli - La verità è che i più piccoli devono essere adeguatamente formati ed educati all’uso del digitale che, al pari dell’educazione civica, deve diventare una materia scolastica”.

 “La tutela dei minori nei media, come sappiamo -  ha dichiarato Soro - non riguarda soltanto i contenuti che riteniamo possano essere veicolati, ma anche i mezzi su cui questi contenuti vengono veicolati. Che sono in costante evoluzione. È una sfida che le istituzioni devono vincere insieme, avendo ben chiaro che l’interesse preminente è la crescita del minore e lo sviluppo della sua personalità. In questa prospettiva, è decisivo anche il ruolo delle famiglie. Se, da una parte, i genitori devono avere a disposizione tutti gli strumenti possibili per proteggere i loro figli (penso all’individuazione dei contenuti pregiudizievoli ma anche agli strumenti tecnologici per impedire la fruizione di tali contenuti)dall’altra parte è evidente che i genitori debbano, loro per primi, sforzarsi di essere maggiormente informati e soprattutto attivi nella educazione ai media e nella protezione dei figli. Solo avendo, istituzioni e famiglie, un orizzonte comune sapremo salvaguardare i minori".

Il tema del cyberbullismo è di attualità: "I numeri prodotti dall’Osservatorio Indifesa - ha affermato l'assessore regionale Caucino - dipingono un quadro a tinte fosche. La Regione Piemonte dispone già della Legge 2/2018 finalizzata proprio alla prevenzione e al contrasto del fenomeno e continua a sostenere il progetto “Moove Up”, iniziativa rivolta alle scuole, la formazione della cultura della prevenzione dei fenomeni di violenza e dei rischi connessi ad un uso inconsapevole delle nuove tecnologie. Inoltre, il mio assessorato ha attivato numerose misure volte a formare famiglie e genitori oltre a un corso formazione per gli operatori per sensibilizzarli e dotarli degli strumenti necessari per contrastare l'odioso fenomeno”.

Ha partecipato al seminario anche la garante per l’Infanzia e l’adolescenza regionale avvocato Ylenia Serra che ha trattato il ruolo della garante nella prevenzione dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e, in particolare, quanto emerso nel corso dei numerosi momenti di formazione e sensibilizzazione rivolti alle persone di minore età. 

Presenti Carlo Riva Vercellotti, presidente I commissione bilancio; pari opportunità e i consiglieri Pier Mauro Andorno e Margherita Candeli.

 

 

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