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Coldiretti Vercelli-Biella

Piano qualità aria: le disposizioni regionali penalizzano l’agricoltura

Consentire deroghe all’abbruciamento per evitare diffusione di malattie fitopatogene

Abbruciamento stoppie

Coldiretti Vercelli-Biella, piano straordinario qualità aria: le disposizioni regionali continuano a penalizzare l’agricoltura. "Le disposizioni regionali continuano a non rispondere alle effettive esigenze e reali necessità del comparto agricolo. Si tratta, come abbiamo già più volte ribadito, di consentire l’adozione di pratiche propedeutiche al sorgere e diffondersi di problematiche fitopatogene. Una situazione di rischio che potrebbe essere superata attraverso l’introduzione di  specifiche deroghe all’attuale divieto di abbruciamento dei materiali vegetali". È quanto affermano il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani nel rilevare il perdurare, nelle aree di collina e pianura individuate dalla Regione Piemonte, delle criticità riconducibili alla fase applicativa delle misure introdotte rispetto al Piano Straordinario della Qualità dell’Aria.

"Tale pratica, infatti, non costituisce solo una consuetudine ma rappresenta un’attività basilare per garantire una condizione di continuità gestionale di specifici areali, così da  mantenere produttive porzioni di territorio dove è elevato il pericolo di abbandono ed a prevenire rischi idrogeologici, oltre ad essere, appunto, necessario per evitare il diffondersi di fitopatie. Questo, però, non è ancora stato recepito dalla Regione che, nonostante le nostre ripetute richieste di confronto, sta andando avanti su una strada che, rispetto ad altri settori, penalizza pesantemente l’agricoltura – continuano Dellarole e Toscani - In particolare per le imprese del comparto frutticolo, castanicolo, e viticolo, durante il periodo invernale, sono necessarie operazioni di potatura per riequilibrare la pianta, la capacità produttiva e per eliminare parti legnose compromesse da attacchi fitopatologici che non possono restare stoccate poiché potrebbero essere molto pericolose per la diffusione di importanti malattie. Pur comprendendo, quindi, le ragioni di dover limitare la formazione di polveri sottili e di dover trovare un giusto punto di equilibrio rispetto al Piano Straordinario, chiediamo nuovamente alla Regione di introdurre la possibilità di adottare delle deroghe per tutti i Comuni del Piemonte, almeno di 30 giorni, anche non consecutivi (rispetto ad un divieto che interessa un periodo di 7 mesi), attraverso specifici provvedimenti al fine di non mortificare le esigenze di un territorio su cui insistono produzioni simbolo del Made in Piemonte". 

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