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Superbonus 110%, proroga al 2023: novità e come funziona

Come funziona il superbonus 110%? Ecco cosa c'è da sapere

Superbonus 110%

Il superbonus 110% sarà prorogato fino al 2023. È quanto si evince dall’entrata in vigore del decreto legge del 6 agosto 2021 che assegna al Ministero della Transizione Ecologica (Mite) i fondi necessari (poco meno di 14 miliardi di euro) per prorogare al 31 dicembre 2023 tutte le scadenze relative al superbonus 110%. 


In particolare, nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021 si legge “Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024 consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di Garanzia per le PMI e agli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi”. 


Questo significa che, in assenza di particolari novità, il superbonus 110% verrà quindi nuovamente inserito nella Legge di Bilancio 2022 e tutte le scadenze prorogate al 2023. 


Superbonus 110%: come funziona

Il superbonus 110% è un’agevolazione che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, d'installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. 


I lavori ammessi

L’agevolazione prevede che gli interessati avviino degli interventi di riqualificazione detti principali o trainanti ovvero:

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici
  • Oltre agli interventi principali, rientrano nel superbonus 110% anche le spese sostenute per lavori eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico. In particolare, è possibile far rientrare nell’agevolazione anche:
  • interventi di efficientamento energetico
  • installazione di impianti solari fotovoltaici
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche (16-bis, lettera e) del TUIR).

    Chi può richiedere il bonus

I soggetti interessati al bonus sono: 

  • condomìni
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l'immobile oggetto dell'intervento
  • persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arti e professioni, proprietari (o comproprietari con altre persone fisiche) di edifici costituiti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate
  • Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati o altri enti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di "in house providing" su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica. 
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci
  • Onlus, associazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale
    associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

I soggetti Ires, invece, rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali.

Detrazione e cessione del credito

Come si evince dal nome, la detrazione si applica nella misura del 110% ed è da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo e per le spese sostenute nel 2022 (questa scadenza cambierà, probabilmente, con la proroga al 2023 in legge di bilancio) in 4 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.
In alternativa, gli aventi diritto possono scegliere di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

La cessione può essere disposta in favore:

  • dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • di istituti di credito e intermediari finanziari.

I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.
È possibile ottenere maggiori informazioni e rimanere aggiornati consultando la pagina dedicata sul sito dell’Agenzia delle entrate (https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/superbonus-110%25). 

Il Superbonus 110%: il Piemonte solo al 10° posto

I 2.369 edifici e i 369,9 milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione portano la regione Piemonte solo al 10° posto della classifica regionale di utilizzo del superbonus 110%. È quanto si apprende dall’ultimo report dell’Enea e del ministero per la Transizione ecologica, aggiornato al 31 agosto 2021.


"La spinta dei bonus è indiscutibile - sottolinea Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - ma non mancano le criticità. La prima è sui tempi. Bene la proroga del superbonus al 2023 decisa in Consiglio dei Ministri ma è il complesso dei bonus/detrazioni (facciate, ecobonus, sismabonus e ristrutturazioni) che vanno fatti diventare strutturali. Se così non fosse, il rischio è che tutto questo si riduca a un fuoco di paglia, deleterio per le nostre imprese e inutile per la ripresa del settore. Non dimentichiamo poi il problema del rincaro dei prezzi delle materie prime. Nei lavori pubblici abbiamo ottenuto una revisione dei prezzi dell’8% per le lavorazioni che rientrano nel rincaro, ma l’ambito privato resta escluso da questo piccolo beneficio".

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