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Diritto alla genitorialità

"Cinema con mamma e/o papà" alla casa circondariale di Vercelli

Progetto dell'associazione "Insieme è... di più"

Cinema e carcere

Da sinistra: Lucia Barolo, Nicoletta Solivo, Antonella Giordano, Elisa Incoronato Gobbi e Stefania Falco

Il diritto alla genitorialità: l’associazione "Insieme è... di più" e la fondazione “Marco Falco” di Biella vorrebbero vederlo garantito per tutti i bimbi. Per questo motivo, nell’ambito del progetto “Cinema con mamma e/o papà” e con la collaborazione dell’area educativa della casa circondariale di Vercelli, hanno pensato all’allestimento della sala teatro ammodernata del carcere cittadino dove i minori potranno vedere un film con i propri genitori.

Sarà inoltre allestito un piccolo bar dove i piccoli potranno fare finta di acquistare pop-corn, caramelle e leccornie tipiche. In questo modo anche questi bambini “potranno dire che sono andati al cinema con la mamma o il papà” hanno evidenziato da Insieme è… di più. A illustrare l’iniziativa è stata la direttrice della casa circondariale Antonella Giordano ha consegnato una pergamena ai rappresentanti del volontariato: “Oggi è una giornata particolare di ringraziamenti – ha detto – Questa sala inoltre darà la possibilità di essere utilizzata per altre attività”. In questo specifico caso i piccoli vedranno appunto un film: “Qui i bambini e i genitori potranno ritrovarsi in un ambiente sereno”  ha evidenziato Stefania Falco, presidente della fondazione Marco Falco che si occupa di minori che vivono situazioni di disagio.

A coordinare il progetto è stata Insieme è… di più che opera anche lei con uno scopo preciso: “La nostra associazione – ha spiegato la presidente Elisa Incoronato Gobbi – nasce per difendere i diritti di tutti i minori che spettano anche e soprattutto ai figli dei detenuti. Qui, secondo un calendario che stabilirà l’area educativa, ci sarà la possibilità per i bambini di vedere un film con mamma o papà”.

L’iniziativa sarà di supporto anche per i detenuti e i bambini potranno svolgere un'attività che sarebbe possibile solo all'esterno: “A volte penso a cosa voglia dire essere privati delle persone che amiamo di più. È un’attenzione all’aspetto umano” ha evidenziato l’avvocato Nicoletta Solivo che si occupa di famiglia, diritti dei minori e anche di penale. Non solo: “Questo progetto – ha detto la psicologa Lucia Barolo - aiuterà i bambini a portarsi un pezzettino di ricordo che permetterà loro di crescere”. Per arrivare a queste iniziative c'è anche il lavoro della Polizia penitenziaria: "Gli agenti - ha detto il comandante Nicandro Silvestri - instaurano un dialogo con i detenuti”.

La sala, che ha ricevuto la benedizione di don Davide Besseghini, così potrà ritornare in funzione ammodernata: “Ha attraversato tre fasi - ha evidenziato Valeria Climaco, capo dell’area educativa - la chiusura, le vaccinazioni e ora finalmente la ripresa”. Al termine i detenuti hanno voluto ringraziare tutti; tra gli enti e le persone che hanno lavorato al progetto ci sono anche il Centro territoriale per il volontariato e Antonietta Pisani.

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