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Aumento bollette luce e gas: forti rincari da ottobre

Aumenti fino al 40% sulle bollette di luce e gas: ecco perchè

Bollette

Un aumento delle bollette di luce e gas del 40% per il prossimo trimestre, a partire da ottobre. È quanto annunciato, lo scorso martedì, dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani durante il convegno della Cgil organizzato a Genova. "Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle" ha affermato il ministro. L’aumento del costo di gas ed energia elettrica in bolletta, però, non è una novità: da tempo, infatti, analisti ed economisti mettono in guardia sui rincari che avverranno a partire dal prossimo trimestre.

Dal secondo trimestre 2020 allo scorso agosto, tutti i titolari di bolletta dell’energia elettrica e gas hanno potuto constatare in prima persona un continuo seppur attenuato aumento dei costi. Il fattore scatenante è stata la parziale ripresa delle attività a livello globale dopo il lungo periodo di lockdown dettato dalla pandemia da Covid-19; ciò ha fatto sì che la richiesta di materie prime aumentasse all’improvviso. L’incremento della domanda, però, ha determinato altresì difficoltà di trasporto ma anche una limitata reperibilità delle materie prime stesse. L’aumento di prezzo ha interessato quasi tutte le materie prime, dal ferro al grano e altri cereali: gli incrementi più alti, però, sono stati proprio quelli relativi ai materiali necessari per fabbricare energia, petrolio e gas naturale. Dal petrolio si produce circa il 32% dell’energia elettrica del globo ma è probabilmente il costo del gas naturale, aumentato del 30% nel secondo trimestre di quest’anno, a causare l’aumento di bollette di luce e gas in Italia e nel resto del vecchio continente. L’Europa, che sconta l’esigua presenza di centrali nucleari, dipende in gran parte dalle forniture russe che nell’ultimo periodo ha ridotto i rifornimenti al fine di aumentare i flussi verso alcuni Paesi asiatici. Inoltre, il giacimento europeo di Groningen nei Paesi Bassi ha diminuito sensibilmente da produzione. Ultimo, ma non per importanza, è l’aumento dei prezzi dei permessi per l’emissione di anidride carbonica all’interno del sistema EU Ets (European trading system), introdotto nel 2005 al fine di contenere la produzione delle emissioni più inquinanti. Con il passare del tempo, in vista degli obiettivi europei sul clima per il 2030 prima e per il 2050 poi, il numero di permessi disponibili è diminuito e il loro costo si è notevolmente alzato. È proprio a questo che ha fatto riferimento Cingolani nella seconda parte del suo intervento, affermando che "la transizione ecologica non può essere fatta a spese delle categorie vulnerabili. Se l'energia aumenta troppo di costo, le nostre imprese perdono competitività e i cittadini, soprattutto quelli con un reddito medio-basso, faticano ulteriormente per pagare dei beni primari come l'elettricità in casa".

Cosa succede ora, però, per i cittadini italiani? In vista dei precedenti aumenti, a luglio il governo Draghi aveva stanziato 1,2 miliardi di euro per ridurre gli aumenti delle bollette di luce e gas già all’orizzonte. È notizia di venerdì che, anche in questo caso, il governo voglia intervenire per ridurre addirittura del 30% gli aumenti previsti, lavorando sui costi dovuti per
gli oneri di sistema. Se così fosse, si parla di uno stanziamento dai 2 ai 3 milioni di euro di cui si parlerà nel Consiglio dei Ministri previsto per la prossima settimana. È proprio in riferimento ai costi dovuti dagli oneri di sistema che Uncem - Unione nazionale comuni comunità enti montani ha risposto in una nota al ministro Cingolani dicendo "Differenziare i costi dell’energia non può essere un tabù" e proponendo di "azzerare gli oneri di sistema e i costi di trasporto nelle bollette delle imprese, delle partite iva e dei privati che sono ubicati nei territori montani ove insistono i grandi impianti. Stabiliamo insieme soglia minima di potenza installata e distanze. Rendiamo tutto più sostenibile ove nascano 'green communities' e 'comunità energetiche'. Facciamo un lavoro per dare sollievo a quelle imprese e ai cittadini che tengono in vita il territorio. Partiamo dal costo dell'energia. Che si ridurrebbe di un terzo a loro carico. Se ci sono invasi e altri impianti da fonti rinnovabili, i benefici siano distribuibili e chiari. Senza costi di trasporto e oneri che rendono insostenibili le bollette". Nel frattempo, il Ministero della Transizione Ecologica insieme agli altri ministeri sta lavorando a una riforma strutturale della bolletta elettrica che verrà però introdotta solamente con la prossima legge di bilancio.

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