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Coronavirus

"Non ci sono dubbi sull'efficacia della campagna vaccinale"

Il punto di vista, supportato da dati e studi, di Alessandro Stecco  

Alessandro Stecco

Alessandro Stecco

Covid: vaccini, adesioni, dubbi e incertezze, titubanze. Informazione, a volte approssimativa. Poi ci gli studi e le ricerche. Alessandro Stecco, medico e presidente della Commissione Sanità della Regione Piemonte, fa chiarezza sulla situazione attuale, esprimendo il proprio punto di vista sulla pandemia.

“Ormai non ci sono dubbi sull'efficacia della campagna vaccinale – sottolinea Stecco -.  In diversi Stati, come alcuni negli Usa, con scarsa copertura vaccinale, stanno vivendo una maxi ondata non solo di contagi ma anche di ricoveri e ospedali intasati. In Paesi con elevata copertura vaccinale come il nostro e con campagna vaccinale relativamente recente, invece, gli ospedali hanno avuto ricoveri contenuti in quasi tutte le regioni entro la soglia del 10 e 15% dei letti di terapia intensiva e di ricovero ordinario. I ricoverati, purtroppo, sono più dell’80% persone non vaccinate, e i restanti sono persone con elevata fragilità o ridotta risposta immunitaria al vaccino per comorbilità, mentre i ricoverati in terapia intensiva sono quasi tutti non vaccinati”.

Da qui, come spiega Stecco, ecco perché è probabile, secondo l'autorità regolatoria europea Ema che si basa sui dati e analisi scientifiche, una terza dose di richiamo in autunno ad iniziare con le categorie dei fragili, e a seguire con coloro che lo hanno fatto tra i primi ovvero rsa, personale e dipendenti, e sanitari, per i quali a ottobre inizia a scadere il Green pass di 9 mesi.

“Ecco perché è sempre più importante convincere le persone a iniziare il percorso di immunizzazione – sottolinea il presidente della Commissione regionale Sanità -:  in Italia mancano 2 milioni di over 50 all'appello, e in Piemonte più di 800.000 persone di tutte le classi di età che potrebbero fare il vaccino. Abbiamo impattato con un'ondata anomala, estiva, di una variante iper contagiosa, che sta facendo circolare il virus maggiormente rispetto all'estate scorsa, ma non sta riempiendo, da noi, gli ospedali. E’ stata una corsa, a livello regionale, a immunizzare il maggior numero di persone possibile”.

Il saldo finale importante per le decisioni di sanità pubblica e collettiva, come afferma Stecco, è proprio aver spezzato quella catena di eventi che portavano a intasare i letti di ospedale, ad avere conseguenze croniche più gravi o morire di un virus che poco più di un anno fa non era nemmeno conosciuto.

“Il secondo obiettivo, in corso – prosegue Stecco - è quello di ridurre al massimo la circolazione del virus, e deve essere fatto su scala mondiale, vaccinando di più nei paesi più arretrati: questo ridurrà la probabilità che la pandemia autoselezioni o promuova varianti ancora peggiori. Nel frattempo da più  di un anno la nostra Regione ha un protocollo di presa in carico e cure domiciliari il primo e ancora più  avanzato d'Italia, perché è giusto e sacrosanto intervenire precocemente ; cosa che non garantisce affatto, è bene saperlo, la risoluzione e guarigione domiciliare dal covid, ma "può" mitigarne il decorso , con una grande variabilità da soggetto a soggetto in base anche alle sue capacità immunitarie e alle malattie concomitanti o alla carica virale con cui parte la malattia”.

Ecco perché, secondo il presidente della Commissione regionale Sanità, è sbagliato contrapporre il totem delle cure domiciliari al concetto dell'immunizzazione preventiva “sono invece due aspetti complementari di una lotta integrata, che passa anche dagli strumenti di riduzione della circolazione, grossolanamente...meno circola, meno carica virale, meno quadri gravi, che non può e non deve lasciare nulla e nessuno spazio di manovra al Sars-Cov2”.

Stecco conclude: “E' solo il mio punto di vista, ma supportato da dati e studi”.

 

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