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Madonna nera

La diocesi di Vercelli in pellegrinaggio al santuario di Oropa

Affidato alla Vergine il nuovo anno e lo sviluppo dei Consigli pastorali

Messa ad Oropa

Un momento della celebrazione ad Oropa (frame da Sant'Eusebio Channel)

La Chiesa vercellese quest’oggi, mercoledì 4 agosto, ancora una volta, si è fatta pellegrina al Sacro Monte di Oropa per affidare alla Madonna Nera il cammino diocesano che nel nuovo anno pastorale si concretizzerà con un maggior impegno da parte delle varie comunità pastorali.

"E’ consueto ormai il nostro pellegrinaggio, ogni anno, in questo tempo, qui ad Oropa, come a concludere un anno pastorale e a iniziare il nuovo sempre sotto lo sguardo di Maria, nostra Madre. Noi, suoi figli, corriamo per ottenere da Lei consolazione, conforto, ma anche per guardare al futuro con speranza, perché ci infonda coraggio", ha detto l’Arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo, nella messa presieduta nella basilica nuova del santuario mariano, ricordando le motivazioni di questa devozione mariana. In questo “anno eusebiano”, organizzato nel 1650° anniversario di morte del protovescovo, "siamo andati alla ricerca proprio della vita, del ministero, dell’apostolato di Sant’Eusebio, di quelle caratteristiche importanti che servono ancora alla nostra Chiesa di oggi". Un tempo, come ben noto, contrassegnato dalla pandemia da Covid-19, ma che "ci ha fatto riflettere ancora più in profondità, aiutandoci ad andare all’essenziale", ha evidenziato monsignor Arnolfo, sollecitando un ritorno "alle fonti della nostra vita cristiana, a quel Vangelo così prezioso per Sant’Eusebio, così caro che l’ha tradotto perché fosse comprensibile nell’annuncio e nella predicazione, ma anche nella lettura personale, specialmente per coloro che poi si univano insieme per formare quella fraternità".

E sarà proprio il tema della comunione a caratterizzare il nuovo anno pastorale diocesano: "Sant’Eusebio ha predicato il Vangelo in queste terre. Dopo averla annunciata, la Parola di Dio è come un seme che si radica, cresce come una pianta che mette fiori, fogli, frutti e rami. Ebbene, anche a noi, adesso, dopo aver ascoltato e accolto il Vangelo, tocca metter radici in modo più profondo e innalzare la nostra vita mettendo fiori e frutti, facendo crescere tra di noi dei legami, dei rami che si toccano e si prendono, vorrei dire, per mano, per creare una vera comunità". In tutto il territorio diocesano, quattro anni fa erano “partite” le convocazioni, in cui ogni comunità pastorale è stata invitata a pregare, a mettersi in ascolto della Parola di Dio, a invocare il dono dello Spirito, per trovare la comunione in Cristo e tra i suoi membri. Nel nuovo anno pastorale, pur con un rallentamento per via dell’emergenza pandemica, ogni comunità pastorale diocesana "sarà chiamata a vivere una relazione più profonda, in modo che sorgano i Consigli pastorali di comunità, che sono proprio il “luogo” in cui ci possiamo esprimere da fratelli, ciascuno secondo la propria vocazione e il proprio stato - ha spiegato il Pastore vercellese - Perché insieme, illuminati dallo Spirito, si cerchi di continuare l’annuncio della gioia del Vangelo. Siamo chiamati a vivere una vita fraterna, di comunità, che diventi la vera testimonianza (...). Le comunità pastorali saranno comunità vere quando ci riconosceremo uniti da una vera fratellanza fondata sull’ascolto della Parola, ma soprattutto sul metterla in pratica, perché è lì che si cementano tra di noi i veri legami".

Questa maggiore concretizzazione da parte delle comunità pastorali si innesta nell’itinerario del Sinodo dei Vescovi (la cui fase diocesana inizierà domenica 17 ottobre 2021, così come in tutte le Chiese particolari - nda) indetto "proprio per invitarci a camminare insieme in questo mondo che deve ripartire insieme, aspettandoci tutti, non lasciando nessuno indietro, non escludendo nessuno". Guardando ancora al prossimo futuro, monsignor Arnolfo ha chiosato la sua omelia con un ultimo intendimento: "Ci aspetta un anno molto bello, un anno con Maria, un anno in cui dobbiamo far risplendere la gioia del Vangelo nei nostri cuori e in cui le comunità pastorali cominciano a prendere vita. Chiediamo alla Madonna che ci sproni in questo cammino, che non stiamo fermi, passivi, ma tutti animati dallo Spirito viviamo la gioia e l’ardore di dare il nostro contributo, di prenderci per mano, di stimolare gli altri per essere tutti la Chiesa di Dio". La giornata di preghiera al santuario di Oropa si conclude nel pomeriggio, sempre in basilica nuova, con la recita del Santo Rosario e il canto dei Vespri, seguiti dalla benedizione eucaristica conclusiva.

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