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Ordine dei Medici di Vercelli

Tre borse di studio in ricordo di Barillà, Bellan e Canavero.

Sono destinate ai meritevoli neolaureati. Il valore è di 2.500 euro

Giovanni Scarrone, Germano Giordano, Sergio Macciò

Giovanni Scarrone, Germano Giordano e Sergio Macciò

“Vogliamo ricordare i colleghi che ci hanno lasciato tenendo fede alla loro missione di medico, ma anche garantire una futura memoria di quello che è stata ed è la pandemia; non solo: pensare, per le nuove generazioni, a un nuovo modello di sanità territoriale integrata”: così il presidente dell’Ordine provinciale dei Medici di Vercelli Germano Giordano ha illustrato alcune delle finalità delle tre borse di studio istituite in ricordo dei dottori vercellesi, morti durante la pandemia di Covid, Franco Barillà, Luciano Bellan e Giovanni Canavero.

I premi hanno un valore di 2.500 euro l’uno e verranno assegnati ai meritevoli neolaureati in Medicina e Chirurgia: “Il candidato – spiega Giordano – dovrà dichiarare la media con cui si è laureato, il titolo della tesi e fornire una breve relazione esplicativa e descrittiva del contenuto della stessa. A valutare sarà una commissione, presieduta dal dottor Giovanni Scarrone e della quale faranno parte i figli dei dottori Bellan e Canavero, che hanno intrapreso la stessa professione dei loro padri”.

I bandi di concorso apriranno il 6 luglio e dureranno 90 giorni: quindi, per l’autunno, potranno essere assegnate le borse di studio. L’intenzione dell’Ordine sarebbe quello di rinnovare annualmente i premi per mantenere vivo il ricordo dei tre medici vercellesi, ma anche di tutti quelli che hanno perso la vita e di quelli che insieme agli operatori sanitari sono stati impegnati sul fronte della pandemia.

Alla conferenza stampa di presentazione dei premi di questa mattina, venerdì 2 luglio, sono intervenuti anche il vicepresidente dell’Ordine dei Medici Scarrone e il segretario Sergio Macciò.

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