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Nodo antidiscriminazione

Vercelli: sottoscritto l'accordo per i Punti informativi

Sono 15 le associazioni che ne fanno parte

Nodo antidiscriminazioni

I firmatari dell'accordo (foto di Francesca Siciliano)

Presentati i Punti informativi della Rete territoriale contro le discriminazioni di Vercelli. Ieri, giovedì 10 giugno, è stato sottoscritto l’accordo per l’attivazione nella Sala Biginelli dell’Ascom Confcommercio alla presenza delle autorità.

I punti informativi sono 15 e si occupano di accoglienza, ascolto e riconoscimento di situazioni discriminatorie nell’ambito della propria attività ordinaria di contatto con persone a rischio di discriminazione. Ne fanno parte Adhd Piemonte famiglie associate odv, Apl Vercelli, Apl Borgosesia, Associazione 12 dicembre, Cerseo, Cgil, Cisas Santhià, Cisl, Coverfop, Ctv, Enaip, Eufemia odv, Formater, Uepe e Uil. I Punti, parte della Rete regionale contro le discriminazioni sono attivati dai Nodi, nell’ambito dei propri territori, attraverso la sottoscrizione di un apposito accordo di concerto con il Centro regionale.
“I Nodi provinciali con i punti informativi – ha affermato Lella Bassignana, referente del nodo - sono la prossimità alle potenziali vittime e la capillare diffusione di informazioni sul territorio. Dalla sua costituzione ad oggi, dopo le difficoltà iniziali per far conoscere le attività del nodo e grazie alla sua presenza capillare sul territorio le persone che si sono rivolte ai nostri sportelli sono progressivamente aumentate. Alcuni utenti si sono rivolti alla struttura provinciale per avere informazioni, altri hanno segnalato situazioni discriminanti. I casi che abbiamo seguito in quest’anno – ha proseguito Bassignana - sono 15 e le discriminazioni sono sulla disabilità, violenza sul luogo di lavoro, mobbing ed etnia. Il Nodo provinciale ha saputo conquistarsi un ruolo importante come punto di riferimento e di risposta alle esigenze del territorio, per questo motivo l’amministrazione ha deciso di rinnovare il Protocollo con la Regione”.

La provincia di Vercelli, infatti, aveva sottoscritto il Protocollo d’Intesa già nel 2017 e lo ha rinnovato lo scorso dicembre per prima e pertanto è stata creata questa Rete che ad oggi vede 57 componenti tra cui associazioni di categoria, sindacati, ordine degli avvocati e dei giornalisti e i 15 punti informativi che hanno seguito o seguiranno un corso di formazione di 32 ore organizzato dalla Regione. “Abbiamo invitato a far parte della Rete non solo i sindacati – ha sottolineato Bassignana - ma anche i rappresentanti dei pensionati dei sindacati, perché molte discriminazioni avvengono nei confronti delle persone anziane. La discriminazione d’età è quella meno conosciuta e che viene tratta di meno, ma sono tantissime. Anche per quanto riguarda la disabilità sono entrate a far parte della rete nuove associazioni. E’ molto trattato anche il bullismo e poi abbiamo attivato anche una serie di tavoli che riguardano la salute. Inoltre, entro la fine del mese presenteremo una guida sulla casa”. E’ stato anche costituito un gruppo di lavoro interdirezionale contro le discriminazioni, coordinato dal Centro regionale contro le discriminazioni in Piemonte, con il compito di promuovere l’integrazione del principio di non discriminazione nella programmazione e nelle attività regionali. Il gruppo è composto tra gli altri da un rappresentante della Commissione regionale pari opportunità e la Crpo ha deliberato di indicare Bassignana, suo membro.

In apertura della conferenza stampa è intervenuto anche il prefetto Francesco Garsia: “Ringrazio per l’iniziativa – ha detto - perché il tema è di scottante attualità. Anche i fatti di cronaca di questi giorni non ci confortano assolutamente. Il tema dei maltrattamenti in famiglia, per parlare della punta dell’iceberg di questo fenomeno, è un tema che ritorna moltissimo. Le segnalazioni sono tantissime. Il fenomeno è a macchia di leopardo su varie fasce di età ed estrazione sociale. Ma la discriminazione per il tema più generale copre anche molte altre fattispecie e ipotesi: il mondo del lavoro, la scuola e altri. Quindi bullismo e mobbing, la molestia, l’offesa psicologica... L’obiettivo di sistema deve essere proprio quello di far emergere sempre di più e in modo opportuno queste problematiche e drammi che queste persone vivono senza magari riuscire ad esternarli. Questa rete serve a far emergere questo fenomeno, a incanalarlo e a fornire poi delle ipotesi di soluzioni”.


“Spesso e volentieri c’è un grandissimo sommerso sulla violenza legato alla mancanza di indipendenza economica, la paura di perdere i figli, la paura di denunciare…” ha sottolineato il questore Maurizio Di Domenico. “Il fenomeno permane – ha detto il tenente colonnello Giancarlo Carraro dell’Arma dei carabinieri - Noi come arma siamo capillari sul territorio quindi abbiamo un dato che non sfugge in tutte le parti della provincia. E’ vero che le denunce ci sono, ma è anche vero che le persone denunciano. Il fatto che si denunci spesso viene visto come fattore negativo, ma vuol dire che la legge in qualche maniera funziona e che c’è più consapevolezza: non abbastanza, ma di più rispetto al passato”. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il presidente Ascom Confcommercio Tony Bisceglia, il presidente della Provincia Eraldo Botta e il presidente I° Commissione regionale – Programmazione; bilancio; pari opportunità Carlo Riva Vercellotti.

 Carraro

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