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"Qui Fiamma salvava vite e aiutava le donne"

La sede di Anpi intitolata alla partigiana Anna Marengo

Intitolazione sede Anpi Vercelliercelli

Da sinistra: Bruno Rastelli, Francesco Garsia, Renato Giara, Andrea Corsaro e Elisabetta Dellavalle

Anna Marengo è tornata a casa. Questa non è solo un’intitolazione, ma un riportare una donna che qui a 28-29 anni, nella Manica delle donne, salvava vite e faceva tutto quello che poteva per le contadine, le operaie e per quelle che lei chiamava ‘le mie donne’”. Così Elisabetta Dellavalle, presidente della sezione di Vercelli dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, è intervenuta in occasione dell’intitolazione della sede alla partigiana “Fiamma”.

Ieri, domenica 6 giugno, nell’ex chiesa di San Pietro Martire, (anche sede dell’Anpi provinciale) alla presenza delle autorità c’è stato il taglio del nastro. In giornata anche interventi musicali, teatrali e una conferenza inaugurale sulla partigiana. Marengo era medico ginecologo all’ospedale di Vercelli, attiva nella Resistenza con Pietro Camana, “Primula”, ed è stata il primo assessore alla Sanità di Vercelli con il sindaco Francesco Ansaldi nel 1946. A Portula ha fondato un ospedale con 14 letti dove curava i partigiani. Scriverà le sue memorie ‘Una storia non ancora finita’, premio letterario di Prato 1952, e morirà in Ungheria nel 2007.
“La partigiana Anna Marengo - ha evidenziato Dellavalle - non è stata solo un medico prestato alla Brigata Garibaldi del comandante Primula: è stata anche una donna a cui il Comitato di liberazione nazionale ha dato un compito molto importante, cioè quello che veniva chiamato ‘l’ora politica’. Era lei che, dovendo girare a curare i malati, si è presa l’impegno di educare politicamente sia i ragazzi che non avevano mai votato per questioni anagrafiche sia gli adulti che non avevano mai votato per questioni politiche”.


“Citando Anna - ha concluso Dellavalle - la lotta si fa per sensibilità, mettendoci l’istinto e la passione e non soltanto con un disegno razionale. Quindi, con istinto e passione e con profondo e radicato antifascismo intitoliamo oggi questa sede a una donna che è stata tante cose”.
Il 6 giugno era anche l’anniversario dell’Associazione: “Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e il 6 giugno nasceva già l’Anpi - ha detto Bruno Rastelli, presidente dell’Anpi provinciale - E’ un’associazione voluta fortemente dai partigiani e dalle donne e dagli uomini della Resistenza che la stavano ancora vivendo in prima persona. È veramente impegnata nella promozione dei valori di umanità, di solidarietà e uguaglianza”.
Anna Jacassi, di Tam Tam Teatro, in apertura della cerimonia ha letto ‘Cichin’, un testo tratto da ‘La storia non è ancora finita’ di Anna Marengo. Poi, Monica Schettino, docente, ricercatrice dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, ha presentato “Una storia con la ‘a’”, biografia di Anna Marengo. L'accompagnamento musicale è stato curato da Mauro Manicardi, organettista del progetto ‘Liberi suonatori della Val di Magra’ e da Gigi Biolcati, percussionista del progetto ‘a Sud di Bella Ciao’.
In contemporanea, nella Sala delle Unghie, è stato proiettato, ad ingresso contingentato, il documentario ‘Fiamma e Janos’ (regia di Tiziano Gamboni. Al termine, un aperitivo con i prodotti della cooperativa sociale Il Mattarello, e i vini di Franco Patriarca, presidente Anpi Gattinara.
Erano presenti il sindaco Andrea Corsaro, il prefetto Francesco Garsia, il partigiano “Sorcio” Renato Giara, i rappresentanti delle delegazioni locali Anpi e la vicepresidente dell’Anpi regionale Luisa Mazzetti.

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