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L'approfondimento

"Dal sistema solare al Big Bang, un secolo di astrofisica"

Il professor Luca Ciotti relatore al Rotary Club Vercelli

"Dal sistema solare al Big Bang, un secolo di astrofisica"

“Dal sistema solare al Big Bang – Un secolo di astrofisica”. Con questo tema il professor Luca Ciotti è intervenuto all’appuntamento settimanale del Rotary Club Vercelli, presieduto da Luigi Omodei Zorini, in una conferenza che ha tenuto tutti i partecipanti incollati allo schermo. Il professore di Astronomia ha intrattenuto gli ospiti parlando delle scoperte e delle idee che sono state confermate negli ultimi 100 anni.

Nato a Firenze nel 1964, Ciotti è professore di Astrofisica teorica al dipartimento di Fisica e Astronomia dell’università di Bologna dove tiene corsi di Astrofisica extragalattica e dinamica stellare. È stato anche docente per diversi anni all’università Normale di Pisa. Collabora con alcune università straniere come Oxford, Cambridge; è autore di circa 130 lavori scientifici pubblicati su giornali internazionali.

«Voglio approfondire gli aspetti fondamentali che hanno caratterizzato l’astrofisica nell’ultimo secolo – ha esordito Ciotti - Abbiamo capito che il sistema solare è inserito nella nostra galassia, mentre fino al 1920 si pensava che fosse l’universo. Dopo alcune scoperte la visione dell’universo è stata allargata e si è arrivati alla conclusione che il sistema solare fa parte della galassia che è una parte dell’universo».

Altra grande scoperta riguarda la nascita dell’universo: «Esso non c’è sempre stato - ha precisato il professore - Fino agli anni cinquanta si pensava che l’universo fosse in uno stato cosiddetto stazionario, ossia che fosse sempre stato presente. Dopo diverse scoperte si è raggiunta la sicurezza che l’universo ha avuto un inizio: 13,8 miliardi di anni fa. Il nostro pianeta ha circa 4,5 miliardi di anni, ha quindi un terzo dei suoi anni».

Poi Ciotti ha iniziato a parlare del sistema solare: «Il Sole ha un diametro di 1,5 milioni di chilometri: se lo dovessimo rimpicciolire e lo facessimo diventare un pallino di un millimetro, la terra sarebbe, in scala, un granello di polvere, invisibile a occhio nudo, che girerebbe a 15 centimetri dal Sole. La luna, per capirci, è a un terzo di millimetro dalla terra. Quindi quando si dice che l’uomo ha compiuto viaggi interstellari, gli astronomi ridono, perché l’uomo si è spostato praticamente di niente all’interno del sistema solare. La stella più vicina alla Terra, oltre al Sole, e sempre in scala, sta a 40 chilometri di distanza – ha aggiunto il professore - Nella galassia in cui è inserito il nostro sistema solare ci sono circa 300.000 miliardi di stelle. Queste non sono una massa di opinioni, ma è un dato di fatto. Questi studi hanno mandato in soffitta la filosofia aristotelica: vedendoli dall’esterno tutti i pianeti sono molto simili tra loro. Facciamo parte di un universo che non è “alieno”, ma è un universo in cui si ripetono degli aspetti della natura che abbiamo anche qui sulla terra: i vulcani, le nubi, i letti dei fiumi, certo che Marte l’acqua l’ha persa, ma se si dovesse mettere dell’acqua nelle conche presenti sul “pianeta rosso” non ci sarebbero differenze rispetto ad esempio al Rio delle Amazzoni. Diverso è il discorso dei pianeti gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno): le temperature sono molto più fredde e sono ricchi di gas come l’idrogeno».

Poi il professor Ciotti ha approfondito il tema delle stelle: «Sono costituenti fondamentali della nostra galassia. Ce ne sono di diversi tipi, di diversi colori e oggi, grazie agli strumenti, si può misurare la distanza precisa che le stelle hanno dalla Terra. In relazione alla luminosità della stella, infatti si può riuscire a capire la distanza in maniera perfetta. All’interno della galassia ci sono anche delle “Supernove” che hanno tutte la stessa luminosità e quando esplodono propagano effetti che vanno studiati approfonditamente e possono far comprendere la loro natura e la loro distanza».

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