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I pastorelli

La spiritualità mariana di Fatima anche a Vercelli

In Duomo sono esposte le reliquie di Francesco e Giacinta Marto

Le reliquie dei pastorelli esposte in Duomo

Le reliquie dei Santi pastorelli Francesco e Giacinta Marto esposte in Duomo

Il 13 maggio la Chiesa cattolica ricorda la prima apparizione della Santa Vergine a Fátima, un piccolo villaggio nell’entroterra del Portogallo, a una ventina di chilometri da Leìria, nel distretto di Santarém.

Era il 1917 e quell’evento mariano caratterizzò fortemente il futuro dell’umanità. La “bianca Signora” chiese ai tre pastorelli, Lucia dos Santos e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto, di intensificare penitenze, preghiere e conversione, facendo conoscere questo messaggio anche al resto del mondo. Quanto avvenne alla Cova da Iria per sei mesi consecutivi (seppur preceduto nei due anni precedenti da altre manifestazioni e dall’apparizione dell’Angelo della Pace), come detto, ebbe un’enorme portata, probabilmente ancora mai compressa pienamente. Una storia di grazie e misericordia che ha portato a Fátima milioni di pellegrini, desiderosi di lasciarsi toccare il cuore, proprio in quel luogo di intensa spiritualità e preghiera. Se la devozione mariana a Vercelli è stata sempre prevalentemente incentrata su Lourdes, da qualche anno, sia in città che in diocesi, c’è stata una “riscoperta” di Fátima. In seguito al centenario delle apparizioni, infatti, grazie all’interessamento della famiglia Morera, sono giunte nel capoluogo le reliquie dei fratelli Francesco e Giacinta Marto, entrambi canonizzati dall’attuale pontefice, Jorge Mario Bergoglio. Dal 13 ottobre 2018 (anniversario della sesta ed ultima apparizione), nella seconda cappella della navata destra del Duomo vercellese è perennemente esposto il reliquiario, donato dalla stessa famiglia Morera, per la pubblica devozione da parte dei fedeli. In maniera silenziosa e discreta, sono decine le persone che quotidianamente, entrando anche solo pochi minuti in Duomo per un momento di preghiera, si soffermano dinanzi le reliquie dei Santi pastorelli di Fátima, affidando loro le intenzioni più care. Un po’ di quella spiritualità mariana, pertanto, è bene ricordare che è presente anche a due “passi” da tutti noi, sentendosi così uniti al santuario portoghese. Forse è passato un po’ in sordina, ma Francesco e Giacinta Marto, già molto invocati per la protezione e l’affidamento dei bambini, sono stati intensamente pregati in questi mesi di pandemia da Covid-19, in quanto entrambi i fratellini morirono per complicazioni legate a un’altra grande pandemia, quella della cosiddetta “influenza spagnola”. Nonostante i patimenti, Francesco restò sempre sereno durante la malattia, mantenendo inalterata la sua fede fino al decesso avvenuto il 4 aprile 1919 a soli 10 anni. Ben più lungo e doloroso, invece, è stato il decorso della sorellina che terminò il suo cammino terreno il 20 febbraio 1920 all’età di 9 anni.

Il miracolo che ha portato i due pastorelli di Fátima ad essere proclamati Santi è stata l’inspiegabile, rapida e duratura guarigione di un bambino brasiliano, Lucas Maeda de Oliveira, che il 3 marzo 2013, in seguito ad una caduta accidentale da un’altezza di sei metri e mezzo mentre stava giocando nella casa del nonno, riportò un grave trauma cranio-encefalico, entrando in uno stato di coma grave con danno assonale diffuso e restando in serio pericolo di morte o comunque con importanti conseguenze cerebrali e fisiche. Nell’immediatezza dell’accaduto, il papà di Lucas invocò la Madonna di Fátima per intercessione di Francesco e Giacinta, che furono altresì pregati incessantemente dal resto della famiglia e da una comunità di suore carmelitane. Questo fino al risveglio del bambino, pochi giorni più tardi, ristabilitosi senza alcun danno neurologico e cognitivo, e con deambulazione autonoma. La canonizzazione dei due pastorelli, pregando per la futura beatificazione di suor Lucia, ha rappresentato e rappresenta tuttora "un valore eccezionale, specialmente per i bambini", ma anche "un incoraggiamento per le famiglie", come spiegò suor Angela de Fatima Coelho da Silva, postulatrice della causa di Francesco e Giacinta Marto.

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