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Rischio fallimento

Concordato in bianco per la Amteco: entro lunedì la decisione del Tribunale

Dei 200 dipendenti ne sono rimasti 15 in “cassa” causale Covid

Carlo Rivellino

Carlo Rivellino (Filca Cisl)

Sono giorni decisivi per i lavoratori dell’Amteco. Entro il 10 maggio, infatti, il Tribunale si dovrà esprimere sulla richiesta di concordato in bianco presentata dall’azienda operante nel comparto energetico, telecomunicazioni, infrastrutture stradali e sotterranee e aree verdi.

Dei 200 dipendenti iniziali ne sono rimasti 15, coperti fino al mese di luglio dalla cassa integrazione causale Covid. Gli altri hanno trovato collocazioni nel tempo. Gli ultimi sono i 25 assorbiti il mese scorso dalla Trentech, che ha acquistato dalla Amteco il ramo ferroviario per 1.620.000 euro. Sei mesi fa l’azienda di via Trino aveva venduto il ramo ferroviario per 1.700.000 euro, questa volta senza passaggio di dipendenti. Che cosa accadrà dopo la decisione del tribunale? "Se la risposta alla richiesta dell’azienda sarà favorevole – spiega Carlo Rivellino della Filca Cisl – i dipendenti che hanno diritto a ferie arretrate, tredicesima mensilità, altre mensilità arretrate e Tfr, saranno liquidati in base alle disponibilità".

Se il concordato liquidatorio non sarà approvato si aprirà la strada del fallimento. Rivellino però si dichiara ottimista sull’esito della vicenda. "Con la cessione del ramo perforazioni, è confluito denaro all’interno del concordato – conclude il sindacalista – La ricollocazione dei dipendenti Amteco dimostra che oggi se hai professionalità il lavoro lo trovi, il mercato si sta muovendo".

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