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Rotary Club Vercelli

Gestire l'acqua piovana per un risparmio ecologico e sociale

La professoressa Ilaria Butera ospite alla serata conviviale

Ilaria Butera

La professoressa Ilaria Butera ospite del Rotary Club Vercelli


"Il titolo che ho voluto dare alla relazione di questa sera: 'Uso sostenibile dell'acqua: il mini-micro Hydro e il recupero delle acque piovane' riguarda due argomenti lontani tra di loro: il primo la produzione di energia idroelettrica, mentre il secondo qualcosa a scala cittadina. Entrambi vanno nella stessa direzione: i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile": così la professoressa Ilaria Butera ha introdotto la sua relazione alla serata conviviale del Rotary Club Vercelli, presieduto da Luigi Omodei Zorini.

"L’obiettivo numero 7 parla di energia pulita e accessibile: l’idroelettrico gioca molto bene in questo obiettivo, e l’idea generale è quella di continuare a potenziarlo. Ma come? Ancora con grandi dighe o con la realizzazione di impianti di piccola taglia? Quale dei due ha un impatto ambientale migliore?" questi sono stati alcuni spunti che Butera ha voluto condividere come premessa, esplicandoli successivamente.

"L’obiettivo 11, invece, riguarda città e comodità sostenibili: abbiamo a che fare con le problematiche delle cosiddette 'bombe d’acqua', i temporali intensi - ha sottolineato - Come fare a gestire l’acqua in un contesto urbano, nel quale le fognature vanno spesso in crisi? Ecco che entra il gioco il tema del recupero delle acque piovane. Ultimo, ma non meno importante, un tema vero, attuale e gettonato: la lotta contro i cambiamenti climatici. Se da un lato dobbiamo cercare di frenare la loro velocità, dall’altro dobbiamo essere resilienti, creando un tessuto cittadino che si adatti a questi cambiamenti". L’acqua che ruolo ha? "È l’attrice principale in tutto ciò che riguarda questo cambiamento climatico - ha spiegato - L’idroelettrico: la prima cosa a cui si pensa sono le dighe. L’idea di base è che noi trasferiamo dell’energia dall’acqua e questa energia idraulica la trasformiamo prima in energia meccanica e poi in elettrica. Gli elementi chiave per definire la potenza sono: il peso specifico, la portata e il salto; quando realizziamo un impianto idroelettrico andiamo a lavorare con queste grandezze. L’acqua ha una potenza, ma nel suo corso si dissipa un po’ di energia e alla fine del lavoro la potenza è minore. Bisogna tener conto del deflusso ecologico: noi non possiamo turbinare tutta l’acqua del fiume, lasciandolo asciutto; dobbiamo rispettare e preservare l’ecosistema del fiume" ha affermato Butera. Se noi volessimo installare un impianto idroelettrico, ma non abbiamo a disposizione il salto del terreno, come possiamo fare? "Creando delle ruote che ostruiscano il canale, di conseguenza il livello a monte si alza fino a quando l’acqua, passando sulla ruota, la mette in moto. Così, abbiamo generato il salto che ci permette di creare energia.

Il ciclo dell’acqua, che si studia a scuola, è molto importante: il problema è che, sviluppando rapidamente l’urbanizzazione, abbiamo modificato questo ciclo. Ciò ha comportato una maggior percentuale di acqua nelle fognature: prima il fiume riceveva più acqua, ma ora le fognature con la pioggia si riempiono in fretta e viene recapitato il tutto nella rete idrica superficiale: si aggravano le fognature, la rete idrica e abbiamo una limitazione delle ricariche delle falde. L’obiettivo, oggi, è quello di utilizzare l’acqua di pioggia, senza rigettarla tutta nelle fognature. Ma anche ridurre l’impermeabilizzazione dei terreni, per permettere a parte di quest’acqua di infiltrarsi. Se 150 anni fa avere una fognatura era un fiore all’occhiello, anche per l’igiene delle strade, adesso sicuramente l’acqua piovana va gestita meglio. Come? Utilizzandola per noi: grazie a un test effettuato su Torino, abbiamo individuato gli edifici tipo della città, per scoprire come funziona l’uso dell’acqua e il servizio del serbatoio, per cercare di risparmiarla". La conclusione è stata che "per la città di Torino, può essere risparmiato il 27% del fabbisogno non potabile. Questo prevede che, tutte le case, abbiano la loro cisterna: per gli abitanti è conveniente, perché il costo della bolletta dell’acqua scende, e si ha un risparmio economico ed ecologico. Servono però degli incentivi, perché vanno modificati tutti gli impianti. C’è anche un vantaggio sociale" ha concluso.

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