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La protesta 4

"Non abbiamo alcun tipo di certezza"

Le parole di commercianti, estetiste, parrucchieri e agenzie viaggio

Ascom

Lucia Crosa

“Non abbiamo alcun tipo di certezza. Le nostre attività sono su base familiare oppure hanno anche alcuni dipendenti ma abbiamo ricevuto solamente il rimborso di 600 euro – ha raccontato Lucia Crosa, titolare di un’agenzia viaggi a Gattinara - Da un anno il settore è fermo. Non possiamo più viaggiare nemmeno in Italia e questo è incredibile. A Pasqua ci hanno permesso di vendere pacchetti per l'estero e poi hanno fermato i clienti con la prescrizione dei tamponi. Abbiamo investito per adeguare le agenzie con la sanificazione e il plexiglass, e poi ce le hanno fatte chiudere: ma purtroppo, da noi assembramenti non ci sono. Ci continuano a ripetere che il turismo sia 13% del Pil nazionale, ma nessuno ha ancora mosso un dito”.

“Parlo come portavoce di estetiste, parrucchieri e tatuatori – ha rimarcato l’estetista Michela D’Aniello - Nonostante la zona arancione che ci permette ora di poter lavorare siamo al fianco di coloro che sono ancora chiusi. Il diritto al lavoro deve essere garantito così come noi tutti garantiamo la sicurezza nei nostri ambienti di lavoro. Ci siamo adeguati a tutte le restrizioni che ci sono state imposte, nonostante i nostri ambienti lavorativi fossero già asettici. Chiediamo per mantenere le nostre famiglie e tutelare il posto di lavoro dei nostri dipendenti, ma anche sostegno e protezione ad uno Stato assente e di salvaguardare le nostre categorie a discapito di tutte quelle persone che lavorano in nero e non garantiscono sicurezza”.

Con il passaggio in zona arancione i negozi di abbigliamento sono potuti ripartire dopo un mese: “Il mio negozio oggi è aperto, ma tante persone che sono qui oggi a protestare non hanno la stessa fortuna – ha affermato, commossa, Erika Barbonaglia di Erika BijouxandMore – Non è accettabile sentire che noi abbiamo un tesoretto, perché gli anni d’oro sono alle spalle. Oggi fatichiamo a rimanere in piedi in una situazione di normalità, figuriamoci ora. Dobbiamo cercare di sostenerci l’uno con l’altro: solo noi che lo viviamo comprendiamo la vera situazione. Non chiediamo neanche soldi, ma solo la possibilità di lavorare”.

Anche Simona Rosso, organizzatrice di matrimoni ha espresso il suo punto di vista: “Non ci sono più feste: matrimoni e ricorrenze sono state totalmente azzerate e probabilmente cambieranno per sempre. Noi, per stare al passo con i tempi, abbiamo dovuto riorganizzarci, cambiare tutti i programmi. Ecco è quello che chiediamo al Governo: ci vuole una programmazione seria e certezze per poter ripartire”.

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