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La protesta 5

Corsaro: "Inaccettabili le incongruenze sulle chiusure"

Il sindaco: "Indegno che alcune sospensioni venissero decise alla sera per il mattino"

Ascom

Il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro

Alla manifestazione “Il futuro non (si) chiude è intervenuto anche il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro: “Voglio dimostrare l’appoggio in questo momento così difficile. La possibilità di proseguire con le attività lavorative è fondamentale e l’Amministrazione è al fianco di tutti coloro che ora stanno attraversando questo momento molto difficile. Ci siamo trovati di fronte a una situazione di emergenza che è stata affrontata con buon senso da parte di tutti i cittadini. Capisco, dopo un anno, l’esasperazione: il primo provvedimento governativo è del 23 febbraio 2020, da allora ci sono stati 34 Dpcm e 24 Decreti Legge, norme regionali che si sovrappongono a quelle statali, quelle statali che variano in continuazione. Noi sindaci dei capoluoghi di provincia ci sentiamo costantemente con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e chiediamo di poter alleggerire le restrizioni, ma nella maggior parte dei casi questo non è possibile perché le Regioni possono esclusivamente inasprire le regole che il Governo ha emesso e non allentarle”. Poi il primo cittadino ha rincarato la dose: “Ho trovato indegno che alcune decisioni, alcune sospensioni, venissero decise dalla sera per il mattino, senza alcun rispetto dei lavoratori che in molti casi avevano già programmato le loro spese. Ho alzato la voce in tutti i tavoli possibili ai quali ho partecipato. Quello che è inaccettabile sono le incongruenze: lavori all’aria aperta, con distanziamento che sono vietati, mentre invece in altri casi alcune attività sono concesse. La gente non riesce a capirlo e non è giusto. Sono sicuro che se ci fosse la possibilità di ripartire, tutti sarebbero disposti a rispettare sempre le regole, seguendo le norme, l’uso delle mascherine, la sanificazione dei locali. Questa pacifica e sensata manifestazione ha l’obiettivo di ottenere dei miglioramenti e far sì che qualcosa cambi perché in questo modo si stanno arrecando gravi problemi a molte famiglie. Non si tratta più di ristori, ma solamente la possibilità di poter tornare a lavorare, rispettando i protocolli”.

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