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La protesta 3

"Come può un'impresa indebitarsi per pagare altri debiti?"

Il mondo delle palestre e dello spettacolo: "I locali sono sicuri"

Ascom

Alberto Cosso

Lo sport e il benessere sono due settori che stanno soffrendo più di altri in questo momento. “Chi ha attività come la nostra, chiusa ormai da un anno, sa che significa dover rinunciare a sogni e progetti – ha spiegato Alberto Cosso, titolare della palestra Cgr Fitness - Parlano di chiusure, qui nessuno è negazionista e sappiamo tutti contro cosa stiamo combattendo, ma la cosa che mi fa rabbia è sentirsi dire da persone, che dovrebbero avere un’intelligenza e un’apertura mentale nettamente al di sopra della media, che ci danno aiuti e sostegni e venir paragonati a nazioni come la Germania, la Francia e gli Stati Uniti dove è vero che sono state imposte delle chiusure, ma sono state ristorate adeguatamente. Cosa che qua non è successa. Si parla di aiuti da parte delle banche – ha proseguito - ma non capisco come un’impresa possa indebitarsi ulteriormente per pagare i debiti pregressi. Quando un’attività potrà ripartire in questo modo? Mai. Le partite Iva fanno parte di una fetta importante di questa nazione e siamo una parte produttiva del Paese. Grazie alle nostre tasse e ai nostri contributi vengono pagate pensioni o chi lavora, altrettanto onestamente, per lo Stato. Di fronte a questa situazione non vedo, purtroppo, grandissime prospettive. Per quanto riguarda il mio settore, nello specifico le palestre, che svolgono una funzione di benessere e prevenzione nei confronti di chi ha problemi e che quindi indirettamente possono alleggerire il lavoro del sistema sanitario, ci sono tutte le possibilità per farle lavorare in sicurezza perché seguiamo le regole imposte. Si tratta di ottusità non capire che ci sono realtà che possono ricominciare a lavorare senza favorire la diffusione del virus. Il problema è che non c’è la volontà di farle ripartire”, ha concluso Cosso.

“Lo sport da 14 mesi vive di chiusure intermittenti e di conseguenza anche la mia attività va di pari passo – ha precisato Marzio Dan, di Erreà Play Vercelli - Tutti i giorni mi alzo la mattina e spero che qualcosa vada meglio ma questo non accade. Ora siamo davvero tutti stanchi, non possiamo più vivere alla giornata. Serve una programmazione e serietà da parte delle istituzioni di rispettarla”.

Anche lo spettacolo sta attendendo da tempo il via libera per poter ripartire: “Nel 2021 i concerti per un musicista i concerti sono essenziali per tirare a campare – ha esordito l’artista Giuseppe Garavana – Non si vendono più i dischi o gli album, a favore delle piattaforme multimediali che non garantiscono grosse entrate, specialmente per gli emergenti. I concerti diventano quindi l’unico modo per i musicisti per poter lavorare. Sono stufo di leggere su Facebook di alcuni miei colleghi che vendono i propri strumenti perché non riescono ad andare avanti ed è gente con un talento sconfinato. I locali e i teatri possono essere riaperti seguendo le misure di sicurezza e questo deve avvenire al più presto per il bene di tutti”. Garavana ha terminato lanciando uno slogan: “Luci al teatro, luci alla mente, apri il sipario, apri alla gente”.

Di conseguenza anche il settore degli eventi e dell'intrattenimento vive momenti di difficoltà: "Siamo un settore che regala sorrisi a grandi e piccoli e da un anno non possiamo più fare il nostro lavoro e nessuno ci ha indicato le regole per poter tornare a farlo - ha sottolineato Valeria Facelli di BrokenEgg - Non sappiamo se e come potremo ricominciare. Siamo in un limbo, in attesa di niente: sappiamo che la nostra attività crea assembramento perché il nostro compito è aggregare gente. Siamo lavoratori e ci sono intere famiglie che vivono di intrattenimento ed eventi, ma da un anno si vive di niente. Ci stiamo reinventando, aggiornando, sfruttando le ultime risorse rimaste per provare a rimanere vivi. Quello che chiediamo è solo un programma per poter poter ricominciare a lavorare".

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