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Rotary Club Vercelli

Campagna vaccinale e immunità di gregge

Le ricercatrici Borghi e Massa ospiti alla conviviale

 Valentina Massa e Elisa Borghi

Da sinistra: Valentina Massa e Elisa Borghi ospiti del Rotary Club Vercelli

"La campagna vaccinale in Italia è a rilento e il virus circola tanto. La vera domanda è: cosa fare mentre vacciniamo?". Così ha avuto inizio la serata conviviale del Rotary Club Vercelli, presieduta da Luigi Omodei Zorini: relatrici le professoresse Elisa Borghi e Valentina Massa. "Per lo sviluppo di una malattia infettiva, è necessaria la presenza simultanea di due cause: un agente infettivo, in questo caso il virus Sars-CoV-2 e lo stato di suscettibilità dell’ospite a questo micro organismo - ha spiegato Borghi - Quando il virus è arrivato, si è trovato nella condizione migliore: eravamo una popolazione completamente vergine per lui, il che spiega l’evolversi della pandemia. Per eliminare la malattia sarebbe sufficiente vaccinare una quota consistente della popolazione; solo così saremmo in grado di arrivare all’immunità di gregge. L’immunità - ha continuato - permetterebbe al virus di trovare pochi ospiti da infettare, e pian piano, non riuscendo a replicarsi, sparirebbe. L’immunità può essere naturale o vaccinale, ed è legata a quello che si chiama “R con 0”: l’indice di replicazione che è diverso in ogni singolo virus. Il Sars-CoV-2, per scomparire, ha bisogno che l’immunità di gregge sia mantenuta nel tempo per almeno l’80% degli individui. Al momento, siamo molto lontani da questo obiettivo". 


Quella dei vaccini prodotti in poco tempo, dunque non affidabili, è una questione molto dibattuta. "Grazie ad una ricerca mondiale, si sono accorciate le tempistiche. Inoltre, avevamo già studiato un vaccino per questo genere di virus - ha sottolineato Borghi - erano presenti le tecnologie per sviluppare più prontamente i vaccini e lo sforzo mondiale, in termini economici e di risorse, è stato estremo: tanti ricercatori, come me e la professoressa Massa, hanno abbandonato i loro studi per interessarsi al Sars-CoV-2. È stato accorciato il tempo, ma senza risparmiare i test sull’efficacia e sulla sicurezza di questi vaccini. Il problema che rimane, è la produzione su larga scala, che era meno pronta rispetto alle dinamiche precedenti".

"Molte sono le domande a cui, ancora oggi, non si riesce a dare risposta - ha affermato Valentina Massa - Una di quelle che ci siamo poste la professoressa Borghi ed io è stata: come è possibile che ci sfugga dalle mani questo virus nonostante i grandi sforzi? Ci siamo tra l’altro poste il problema dei tamponi ai bambini, che sono molto fastidiosi. Prendendo spunto dall’idea dell’Università di Yale, che ha utilizzato il tampone salivare per testare la negatività delle squadre del campionato NBA, abbiamo tentato di trovare delle soluzioni. Il virus appena arriva in saliva, se scoperto, permette alla persona di isolarsi senza il rischio di aver contagiato altre persone. È un’ottima alternativa per scovare gli asintomatici. Il problema sorge quando si risulta positivi dopo aver fatto il tampone naso-faringeo, perché si è già virulenti e si può aver contagiato molte persone. Perché non adottiamo questa tecnica in Italia? Ce lo chiedono in molti, ma non abbiamo una risposta. In Francia, ad esempio, dopo aver fatto i test salivari tutte le settimane, sono state riaperte le scuole".


"Siamo fiduciose: la strada, per quanto tortuosa, può portare a una soluzione. Nel frattempo continuano le vaccinazioni, ma non possiamo lasciar correre il virus mentre aspettiamo di arrivare alla cosiddetta 'immunità di gregge' " ha concluso.

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