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La posizione

Stecco contro operatori no-vax: "Si tutelino i pazienti"

"Bisogna garantire la sicurezza di chi entra negli ospedali"

Alessandro Stecco

Alessandro Stecco, presidente Commissione regionale Sanità

“Negli ospedali e nei luoghi di cura Covid free è obbligo morale, da parte del personale, garantire la sicurezza ai pazienti. Purtroppo questa sicurezza non è garantita dalla scelta di alcuni operatori sanitari che, pur avendone titolo e diritto per legge, hanno deciso di non vaccinarsi pur continuando a lavorare a contatto con i pazienti”. Lo scrive con un post su Facebook il presidente della Commissione regionale Sanità Alessandro Stecco, che definisce “un tema non da poco” la scelta degli operatori sanitari di non vaccinarsi. “I focolai di contagi intra-ospedalieri non si sono azzerati anche a causa di questa situazione: nel momento che i pazienti entrano e sono ricoverati per motivi non legati al Covid e non sono ancora vaccinati, è obbligo garantire la loro totale sicurezza. Qualcuno di loro che arriva in condizioni critiche oppure sono fragili per la loro patologia, possono purtroppo soccombere: ho perso così, ma era in epoca prevaccinale, un caro amico e collega, entrato in ospedale per altro motivo e con tampone negativo, e incappato in uno dei cluster di contagio intrareparto che allora erano frequenti. Ora che i vaccini ci sono, e c'è la dimostrazione che laddove vengono fatti in modo estensivo funzionano molto bene nel mettere all'angolo la diffusione del virus, non possiamo permetterci di mettere a repentaglio la salute dei pazienti che hanno diritto ad avere la massima condizione di sicurezza possibile nei luoghi di cura.

Non potendo obbligare, al momento, gli operatori a vaccinarsi, l'unica altra arma a disposizione del datore di lavoro che sia una rsa o un ospedale, parrebbe il mettere in ferie o il mansionare su altro ruolo l'operatore sanitario, cioè mettendolo in ferire forzatamente o distogliendolo da compiti che comportino un contatto con i pazienti assegnandolo ad altre funzioni”.

Questo però sono due soluzioni difficilmente percorribili: “Cozzano contro la disponibilità sempre esigua e contata degli stessi operatori, oltre che con la legge sulla privacy che impedirebbe al datore di lavoro di conoscere, sindacare, differenziare le decisioni sulla base della scelta fatta in termini vaccinali. È un nodo comunque da risolvere al più presto, perché con queste decisioni si possono salvare vite in modo diretto. Il motto "vaccinare sé stessi per proteggere gli altri" è tanto più vero oggi, dove circola la variante inglese più contagiosa del virus e in un’epoca nella quale abbiamo delle contromisure. Non vaccinandosi, oltre a sé stessi e alla propria famiglia, dal punto di vista dell'operatore sanitario, si rischia di mettere a repentaglio anche chi va in ospedale per curarsi.

“Un compito – prosegue Stecco - quello di proteggere gli altri che chi è operatore sanità ha in genere bene in mente, ma che a qualcuno sfugge anche per colpa di una continua campagna “contro”: è lecito avere dubbi, farsi domande, chiedere chiarimenti, ma bisogna capire che è la via più sicura”.

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