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Rotary Club Vercelli

Ambiente e innovazioni tecnologiche: un'utopia sostenibile

La professoressa Roberta Lombardi ospite della serata conviviale

Roberta Lombardi

La professoressa Roberta Lombardi ospite del Rotary Club Vercelli

"La consapevolezza a cui si è giunti è che è impossibile produrre e sfruttare l’energia senza incidere sull’ambiente. Il manifesto della sostenibilità è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: un programma di azione per il pianeta e la prosperità, sottoscritto nel 2015 da 193 paesi membri dell’Onu. È organizzato per 17 obiettivi che sono anche sottosviluppati da 169 traguardi intermedi". La serata conviviale del Rotary Club Vercelli, presieduto da Luigi Omodei Zorini, è stata incentrata su un tema molto attuale, che trova spazio nelle politiche nazionali ed europee: la sostenibilità ambientale. Relatrice della serata Roberta Lombardi, professoressa ordinaria di Diritto amministrativo all’Università del Piemonte Orientale. "Ambiente ed energia, come possiamo definirli? Etimologicamente energia significa “dentro al lavoro”: è la capacità di un corpo di produrre lavoro, è la forza in azione che è in grado di plasmare e trasformare le realtà. Il termine evoca un elemento dinamico che si manifesta nei fenomeni fisici, e tutto il nostro mondo è di essa intriso - ha spiegato Lombardi - accanto a questo termine se ne affianca un altro, che rappresenta il contenitore entro cui l’energia si esprime: l’ambiente, che esprime un luogo o uno spazio in cui un oggetto si trova. Ambiente ed energia si delineano come contenitore e contenuto. Insieme a questi due elementi primari, c’è il paesaggio: componente importante dell’ambiente. Non sempre, però, la tutela dell’ambiente coincide con la tutela del paesaggio".

C’è una dialettica conflittuale con ciò che da una parte è una forza importante per l’economia e dall’altra è forza distruttrice: "Occorre che ci sia un bilanciamento tra gli interessi della collettività riguardo queste materie: a chi spetta? Al diritto ha evidenziato la professoressa - Parlare di diritto come sede elettiva per la composizione di questi concetti delineati, ci pone altri interrogativi di fondo. Viene spontaneo chiederci: qual è il livello di governo più adeguato a dettare la regolamentazione di questi interessi contrapposti che siano soddisfacenti sia per il progresso tecnologico sia dal punto di vista del contenimento degli effetti negativi che la produzione di energia comporta".


"L’ambiente è nell’interesse di ciascun cittadino - ha sottolineato Lombardi - e il giudizio sull’adeguatezza delle condizioni ambientali è guidato dal principio di eguaglianza: nessuno può avere diritto ad un’area più pulita di altri, ad un’acqua più buona… I Governi sovrannazionali, hanno la possibilità di creare delle politiche globali. Il diritto dell’ambiente è un diritto internazionale: è in grado di dominare la dimensione globale delle problematiche che si presentano quando parliamo di inquinamenti".
Il problema qual è? "Attraverso i trattati internazionali si affermano dei principi, ma difficilmente si obbligano gli stati ad ottenere dei comportamenti o degli obblighi precisi. La stessa normativa europea, che detta le linee generali del diritto dell’ambiente all’interno degli stati nazionali europei, si avvale di direttive, indicando gli obiettivi senza prescrivere loro le modalità di azione per il raggiungimento di tali obiettivi, che non vengono realizzati o con molto ritardo" ha spiegato.


Alcuni sociologi, ad esempio Bauman o Giddens, definiscono la nostra società come una società globale del rischio. Il rischio ha sempre fatto parte delle società nella storia, ma come mai proprio la nostra prende questo appellativo? "Probabilmente si tratta di un rischio insidioso e globale, che riguarda tutti ed è poco percepibile dall’esterno - ha risposto Lombardi - il rischio è difficilmente dominabile e deve trovare rimedio nella stessa scienza che l’ha creato. La scienza e la tecnologia producono un problema, ma non sono ancora in grado di contenere e risolvere i rischi che generano".

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