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La protesta

Sciopero di Amazon: "Correttezza del lavoro e stabilizzazione contrattuale"

Sotto accusa la logistica e i trasporti

Amazon

Lo sciopero negli stabilimenti di Amazon proclamato su scala nazionale dai sindacati ha coinvolto anche il sito di Vercelli. Ieri, lunedì 22 marzo, fuori dalla sede cittadina del colosso del commercio elettronico hanno manifestato diverse sigle di categoria di Cgil Vercelli Valsesia, Cisl Piemonte Orientale e Uil Biella Vercelli. La Cgil ha partecipato alla protesta con Filt, NIdiL e Filcams, viste le diverse tipologie di contratto e di figure attive nella filiera di via Rita Levi Montalcini. “Chiediamo più correttezza verso i lavori e una stabilizzazione contrattuale rapida”, dice Lara Danesino, segretario locale della Filcams. L’azienda, in una nota diffusa proprio nelle ore di sciopero, è intervenuta affermando che “noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale”. “Mi auguro che l’impegno espresso dalla dirigenza Amazon venga rispettato nel confronti dei propri lavoratori e delle famiglie che rappresentano”, ha commentato Elena Chiorino, assessore regionale al Lavoro.

Danesino spiega i motivi della protesta: “Lo sciopero è stato proclamato principalmente dalla Filt per quanto riguarda il contratto di molti lavoratori, ovvero logistica e trasporti. C’è la questione dei carichi di lavoro, ma anche dell’appalto dei driver e degli operatori in somministrazione, cui Amazon fa molto ricorso. Ci sono persone in azienda dal 2017 e che non vengono ancora stabilizzate, o che sono state stabilizzate con molta lentezza”.
“Per quanto riguarda la Filcams il discorso concerne gli appalti di vigilanza, mensa e pulizie – continua – Se per mense e pulizie viene applicato il contratto di riferimento, per la vigilanza è utilizzato il contratto fiduciario. In questo senso noi chiediamo l’applicazione del contratto multiservizi, che sarebbe più corretto in quell’ambiente, come avviene a Brandizzo. Comprese le guardie giurate, a Vercelli gli addetti al processo di vigilanza sono una cinquantina, il cui lavoro è propedeutico all’attività di Amazon. Perché non vengono trattati tutti allo stesso modo?”.

“All’interno dello stabilimento non si parla alle associazioni sindacali e di conseguenza neanche agli appaltatori – conclude Danesino – Amazon normalmente non si siede al tavolo coi sindacati”. “In Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo a esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini – ha dichiarato l’azienda in una lettera aperta anche al pubblico - Essere l’azienda più attenta al cliente al mondo significa anche informarvi sulla realtà dei fatti, soprattutto quando questi rischiano di non emergere adeguatamente, per continuare a meritarci la vostra fiducia. Usiamo le più avanzate tecnologie e le mettiamo al servizio dei nostri lavoratori e fornitori per migliorare la sicurezza sul lavoro e semplificarlo”.

L’assessore regionale Chiorino ha invece dichiarato che “lo sciopero dei lavoratori Amazon è un segnale forte che deve fare riflettere sulle condizioni di lavoro di tutti coloro, siano essi operai in sede o corrieri sulle strade, che garantiscono al colosso americano di mantenere il proprio primato, a discapito del nostro tessuto commerciale tradizionale che già con enormi difficoltà cerca di sopravvivere all’urto atomico della pandemia”.

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