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Decreto Sostegni, Ascom: "Il solito brodino, serve altro"

Bisceglia: "C'è bisogno di un aiuto forte ed immediato"

Ascom

“Abbiamo atteso tre mesi il provvedimento, per poi vederci servire un brodino. Lo diciamo da tempo: se non vogliamo che vengano cancellati interi comparti bisogna fare molto di più”. Questa la presa di posizione del presidente di Ascom Antonio Bisceglia sul Decreto Sostegni presentato dal Governo. L’Associazione vercellese ha infatti ripreso con forza quanto espresso da Confcommercio a livello nazionale in una nota: “Occorre rafforzare decisamente - entro ed oltre il perimetro del decreto “Sostegni” - le risorse dedicate ai ristori che verranno riconosciuti ad imprese e partite Iva a fronte delle perdite di fatturato medio mensile registrate nel 2020 rispetto al 2019. Il provvedimento assunto dal Consiglio dei Ministri stanzia infatti per tali interventi circa 11 miliardi sui 32 complessivi mobilitati dal decreto. Ma la platea degli interessati è nell’ordine dei 3 milioni di soggetti e le imprese si trovano a fronteggiare l’impatto di una picchiata della spesa per consumi, nel 2020, prossima ai 130 miliardi di euro. Servono, dunque, ristori più adeguati in termini di risorse, più inclusivi in termini di parametri d’accesso, più tempestivi in termini di meccanismi operativi. Stesse considerazioni per le misure dedicate a turismo, montagna e cultura. Restano poi urgentissimi gli interventi in materia di moratorie creditizie e di sostegno della liquidità delle imprese”. Per Ascom sono positive “le proroghe della cassa Covid e delle deroghe per i contratti a termine sino alla fine dell’anno, nonché l’ulteriore finanziamento del fondo per il parziale esonero contributivo di lavoratori autonomi e professionisti istituito in Legge di Bilancio”. Ok anche al discorso Cartelle esattoriali, con la cancellazione di quelle dal 2000 al 2010 fino a 5000 euro per i soggetti con reddito 2019 fino a 30000 euro. “Lamentarsi non fa parte del modo di essere delle nostre imprese: parliamo di persone, famiglie e collaboratori votati al “fare” – rimarca Bisceglia -Ma l’impossibilità di lavorare ha portato a situazioni per tanti settori veramente drammatiche: per evitare che in molti a breve “gettino la spugna” abbiamo bisogno di un sostegno forte ed immediato dallo Stato, oltre che di una prospettiva per la ripresa”.

“Per i pubblici esercizi le poche risorse che arriveranno serviranno per pagare gli acconti delle tasse prorogati al 30 aprile – precisa Jose Saggia, presidente Fipe peri ristoranti - Mi chiedo: come possiamo pensare di sostenere il settore in questo modo? Il comparto dei pubblici esercizi necessità risorse per poter ripartire, per gli approvvigionamenti e per mantenere la forza lavoro. Diversamente dovremo ritenere di essere stati abbandonati dai nostri governanti.”

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