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La ricorrenza

Celebrata la giornata nazionale in onore delle vittime del Covid

Corsaro: "Un segnale per tutti quelli che hanno sofferto"

Celebrata la giornata nazionale in onore delle vittime del Covid

Il sindaco Andrea Corsaro, l'Arcivescovo Marco Arnolfo e il prefetto Francesco Garsia

La prima ricorrenza della “Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid” svoltasi nella giornata di ieri, giovedì 18 marzo, è stata celebrata anche nel capoluogo vercellese. Dopo il minuto di silenzio a metà mattina in piazza Municipio, alle 12.30 c’è stato il toccante ricordo all’ingresso del cimitero di Billiemme con un momento di preghiera guidato dall’Arcivescovo Marco Arnolfo. "Un segnale, con la sobrietà che necessità, per tutti coloro che hanno sofferto e per tutti quelli che hanno visto i loro cari ammalarsi", ha affermato il sindaco Andrea Corsaro, all’interno del camposanto, affiancato dagli assessori comunali Mimmo Sabatino ed Emanuele Pozzolo e dal prefetto di Vercelli, Francesco Garsia. «"’Amministrazione ha in animo il pensiero di dedicare un parco o comunque un segno significativo per ricordare, anche in futuro, questi momenti che ci vedono ancora oggi in una grave difficoltà da superare. Un ringraziamento per tutto quello che hanno fatto e stanno facendo i sanitari, le istituzioni, le forze di polizia, il volontariato - ha proseguito lo stesso Corsaro - Non possiamo abituarci al pensiero di centinaia di morti al giorno, siamo assolutamente convinti che questa campagna vaccinale dovrà essere quella che ci porta fuori da questa tragedia". Il primo segno commemorativo è stata l’illuminazione serale della facciata della chiesa di Billiemme, poiché «un anno fa è stata uno dei simboli di questa tragedia» (ospitando alcune salme che non avevano trovato posto nelle camere mortuarie del nosocomio).

"Penso che siamo tutti veramente contenti di questa giornata in memoria delle vittime della pandemia. Una memoria doverosa, per la quale ringrazio le autorità non solo locali, ma anche nazionali, per averla istituita. Una memoria che deve diventare, però, fonte di speranza. Penso che i primi ad essere contenti sono proprio tutti i nostri cari che sono qui», ha affermato monsignor Arnolfo nel suo intervento prima di impartire la benedizione.

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