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L'attesa

Il 17 marzo sarà la data decisiva per la Cerutti

In calendario un incontro con la curatela fallimentare

Cerutti

Mercoledì 17 marzo sarà una giornata decisiva per il futuro della Cerutti. Lo hanno ribadito stamattina, venerdì 12 marzo, Ivan Terranova e Sergio Mazzola (Fiom Cgil Vercelli Valsesia e Fim Cisl Piemonte Orientale) nel corso di una diretta sindacale trasmessa sulla pagina Facebook della Cgil Vercelli Valsesia proprio dallo stabilimento vercellese della storica azienda di Casale Monferrato. La settimana prossima infatti è in calendario un incontro con la curatela fallimentare che sta seguendo la newco Gruppo Cerutti, creata dopo il fallimento delle Officine Meccaniche Giovanni Cerutti. Anche la nuova società infatti rischia di non avere futuro, dopo che la produzione è stata interrotta nelle scorse settimane nella sede casalese, dalla quale l'attività era ripartita con il nuovo piano industriale (che comprendeva la chiusura del sito di Vercelli).

Lo spettro è che tutti i lavoratori della "vecchia" Cerutti, rimasti in 280 unità circa, vengano risucchiati in un possibile fallimento, senza neppure la copertura degli ammortizzatori sociali. La "cassa" Covid, per esempio, scadrà il 18 marzo. Per questo i sindacati, anche attraverso l'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, chiedono l'apertura di un tavolo urgente in sede ministeriale per cercare di scongiurare questa opzione. "Sarebbe un dramma sociale", hanno detto i partecipanti dell'incontro di oggi nel cortile dell'azienda.

Terranova, oltre che dalla crisi Cerutti, ha parlato in senso più ampio del settore manifatturiero della provincia. "Qui ormai non ci sono più opportunità di lavoro - ha commentato - Vanno bene Amazon e l'online, ma se una persona ha problemi a mangiare non lavora nemmeno Amazon. In questo periodo ci sono famiglie in cui magari sono in due a essere a casa dal lavoro. Per questo serve anche un interessamento della politica, in questa provincia si deve discutere di come fare a riportare lavoro".

"Dove sono le istituzioni? - si è chiesto Mazzola - Qui sta implodendo tutto, ci sono crisi in Piemonte che vanno avanti da anni. Dobbiamo permettere ai lavoratori perlomeno di respirare con meno affanno. Ma ci aspettiamo un cambio di passo dalla politica".

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