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La protesta

Nuova manifestazione dei lavoratori della Cerutti

Il Movimento 5 Stelle ha organizzato un tavolo per discutere la crisi

Cerutti

Nuova manifestazione dei lavoratori della Cerutti, in questa occasione fuori dallo stabilimento di Casale Monferrato, dove da giorni è in corso un presidio continuo. Nella mattinata di lunedì 8 marzo gli operai della storica azienda delle rotative si sono radunati ancora una volta per attirare l'attenzione sulla grave crisi della newco Gruppo Cerutti, creata appena pochi mesi fa dopo il fallimento delle Officine Meccaniche Giovanni Cerutti e ora a sua volta a rischio. Intanto il Movimento 5 Stelle nel fine settimana è intervenuto nella vicenda, con una riunione coordinata dal vercellese Michelangelo Catricalà.

Al presidio di Casale, oltre alle rappresentanze sindacali, sono intervenuti alcuni rappresentanti politici, tra cui una delegazione del gruppo consiliare Casale Insieme con il coordinatore Gabriele Merlo, la parlamentare Chiara Gribaudo e il consigliere regionale Domenico Ravetti del Partito Democratico. "È necessario l'intervento del ministro del Lavoro Andrea Orlando per evitare che si consumi un vero e proprio disastro sociale in un contesto economico messo a dura prova anche dalla pandemia - ha detto Gribaudo - Mi auguro che il governo intervenga rapidamente per indirizzare i commissari fallimentari e individuare le soluzioni più idonee per i lavoratori".

Sabato 6 marzo la crisi è stata discussa anche in un tavolo convocato dal Movimento 5 Stelle, nello specifico da Catricalà e dall'attivista trinese Pietro Ausano. Oltre ai sindacati (con i vercellesi Ivan Terranova e Francesco Maschera) sono intervenute la senatrice Susy Matrisciano (presidente della Commissione Lavoro) e la deputata Jessica Costanzo (della stessa Commissione Lavoro). Nel corso dell'incontro, Matrisciano e Costanzo hanno annunciato di voler contattare "il viceministro (allo Sviluppo Economico, ndr) Alessandra Todde affinché si faccia tutto il possibile per salvaguardare i lavoratori e un marchio storico sul territorio piemontese".

La produzione della ditta è stata bloccata a poche settimane dalla ripresa nell'impianto casalese, dopo che il sito di Vercelli era stato chiuso nel ridisegno dell'attività. Troppo alte, per i curatori fallimentari che stanno seguendo la situazione, le perdite economiche generate dall'autunno. Ora circa 280 dipendenti rischiano di essere "risucchiati" in un eventuale fallimento della società e di rimanere senza ammortizzatori sociali, a seguito dell'avviata comunicazione dell'ex articolo 47 da parte della curatela.

I tempi per trovare una soluzione che permetta alla Cerutti di sopravvivere stringono e di recente i rappresentanti territoriali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno incontrato per due volte l'assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, con l'assessore Elena Chiorino, per ottenere l'attivazione di due tavoli, uno al ministero del Lavoro e l'altro al ministero dello Sviluppo Economico.

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