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Il comunicato

"Con il taser quell'uomo non sarebbe morto"

Il sindacato della polizia di Vercelli sull'uccisione di un uomo a Milano

“Il fatto accaduto nei giorni scorsi a Milano sarebbe potuto essere evitato se alla polizia venisse dato in dotazione il taser: in questo modo nessuna vita sarebbe stata spezzata”. A parlare sono Claudio Castelli e Domingo Miano, rispettivamente segretario e segretario aggiunto del sindacato autonomo di polizia di Vercelli. I due commentano la vicenda accaduta a Milano pochi giorni fa: gli agenti sono intervenuti nei confronti di un cittadino filippino che minacciava con un coltello i passanti. Successivamente l’uomo si è scagliato contro un poliziotto ed è stato ferito a morte. “È sempre un immenso dolore la perdita di una vita – sottolinea anche Stefano Paoloni, segretario generale del sindacato autonomo di polizia - ma quel che è accaduto l’altra sera a Milano è la dimostrazione sempre più lampante di come il taser sia assolutamente indispensabile per le forze del comparto sicurezza. Ci fosse stato il taser oggi non si parlerebbe di una vita che non c’è più. Il Ministero dell’Interno deve agire al più presto, non si perda altro tempo per approvarlo e a fornirlo in dotazione a tutti gli operatori impiegati nel controllo del territorio”. Il Sap di Vercelli chiede quindi fortemente che anche nella nostra provincia il taser venga concesso agli agenti. “Le indagini in corso chiariranno quanto accaduto ed auspichiamo che qualora ci si trovi di fronte ad una dinamica chiara, non ci debbano essere vittime dell’istituto del cosiddetto “atto dovuto” che costringe gli operatori del comparto sicurezza ad affrontare lunghe battaglie penali e a dover sostenere in prima persona le spese legali e peritali. Norme concepite a garanzia non possono diventare il calvario di chi ha fatto il proprio dovere”.

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