" />

cerca

Giorno della memoria

"Speranza che porta vita" di Camila Santos Botelho

I racconti degli studenti della classe II A del Corso Sociale "Lanino"

Auschwitz

Giornata della memoria

Il 27 Gennaio si celebra il Giorno della Memoria e l’Istituto professionale “Lanino”, in questo periodo sta creando un’UdA (Unità didattica di apprendimento) interdisciplinare, un nuovo modo di fare didattica.
"L’UdA è una parte fondamentale del percorso formativo e ne costituisce la base - spiegano gli studenti della classe II A - Corso sociale - Con questo acronimo si indica un insieme di occasioni di apprendimento che consentono all’allievo di entrare in un rapporto personale con il sapere. Viene sviluppato un argomento, o meglio un campo di apprendimento, preferibilmente integrato, cioè affrontato da più discipline e insegnanti, con l’apporto di più punti di vista. Noi abbiamo svolto in Italiano un Laboratorio di scrittura creativa per realizzare l’UdA. Il titolo è 'Racconto e mi metto in gioco'". Spiegano i ragazzi: "Ci siamo immedesimati in un personaggio incontrato in Letteratura, nel programma svolto fino a ora che ci ha colpito particolarmente".

Il racconto di oggi è opera di Camila Santos Botelho, e si intitola "Speranza che porta vita".

Un posto freddo, grigio, spento... Questo e' il luogo della mia nascita.

Mi chiamo Hurbinek, vorrei raccontare la mia storia descrivendo posti caldi e accoglienti, posti felici, vorrei poter descrivere la mia famiglia, vorrei poter dire cosa ho in comune con i miei genitori, ma purtroppo non mi è concesso.

Da quando ne ho memoria mi ritrovo in questo posto, dove le persone sono così spente e terrorizzate che, anche se vive, sembrano già morte. Sono nato proprio qui, ad Auschwitz, un posto in cui la gente entra, avendo davanti a sé' un’ unica certezza, ovvero la morte. Purtroppo non ho idea di chi fosse stato mio padre, sicuramente lo separarono da mia madre appena arrivati nel lager; con mia madre ho avuto il privilegio di condividere giusto qualche giorno, prima che morisse anche lei e così' sono rimasto solo in questo incubo perenne.

A complicare ancora di più la mia sopravvivenza si aggiunge la mia paralisi e il fatto di essere muto. Pur provando a esprimermi, nessuno riusciva a capire da dove venissi o qualsiasi informazione su di me, io tanto meno riuscivo a comprendere la lingua che usavano. In quel posto dove la morte predomina, grazie ad alcune ragazze che mi coccolavano e mi aiutavano e a Henek, un ragazzo di circa quindici anni, quell'inferno diventava meno buio.

Quando tutti mi consideravano il più sfortunato, Henek riusciva a vedere qualcosa in me che neanch'io vedevo. Passava le giornate accanto a me nella speranza di riuscire a capire l'unica parola che riuscivo a pronunciare, ovvero ''mamma'',  spronandomi sempre di più a comunicare. Non penso riuscirò mai a descrivere l'importanza che Henek abbia avuto per me e, anche se non riuscivo a dimostrargli i miei sentimenti di gratitudine, sono certo che lo abbia percepito.

Dicono che chi trova un amico trovi un tesoro, io trovai più di questo, trovai un amico, un padre e un fratello, tutti nella stessa persona. Quel ragazzo dal cuore così puro e così empatico si è preso cura di me come se fossimo parenti, eppure noi non eravamo nulla, chiacchierava tranquillamente con me come se lo capissi, mi metteva a dormire, mi portava da mangiare, mi puliva e tanto altro.

Ero nato già senza speranze, ma Henek mi faceva sentire come se avessi le forze per vincere quella battaglia, come se dentro a questo corpo piccolo e atipico ci fosse un leone forte e tenace, amavo questa sensazione, era ciò che mi faceva sentire vivo, vedevo la speranza dell'uomo che avrei potuto diventare attraverso gli occhi verdi e lucenti di Henek. Sapere che, nonostante le apparenze, c'era anche solo una persona che credeva e vedeva del potenziale in me mi dava la forza di provare a sopravvivere.

Penso che tutti si meritino di trovare una persona che ti guardi e veda in te quello che neanche tu vedi. Sicuramente non ho avuto una bella vita, ma aver passato il mio tempo vicino a qualcuno che credeva in me è stata l'unica cosa bella che quel posto mi ha dato. 

Non sarò stata la persona più fortunata del mondo, ma posso ritenermi una persona ricca di speranza.

 

 

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500