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Le perdite degli acquedotti

Una media del 36 % per l'Autorità d'ambito territoriale ottimale n.2

Trasparente come l'acqua: la presentazione

Emergenza siccità nel distretto del Po: le portate dei fiumi sono ancora molto basse e il Consiglio dei ministri ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, fino al 31 dicembre 2022, per Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto.

In questi giorni la crisi idrica si sta facendo sempre più importante e per questo motivo è diventato fondamentale risparmiare l'acqua, tanto che l'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po ha comunicato di ridurre del 20 % i prelievi irrigui a livello distrettuale. Ma a questo punto sorge spontanea anche una riflessione sulle perdite degli acquedotti che a livello italiano si attesterebbero intorno al 42%. Nel Vercellese però la situazione è migliore: secondo la “relazione sull’andamento tecnico gestionale del servizio idrico integrato controllo di gestione per l’anno 2020 - volume 2” di Ato2, visibile sul sito, la perdita media degli acquedotti dell’autorità sarebbe del 36% (pagina 154). Il numero fa capo al 2020: “I dati tecnici – avevano spiegato da Ato2 a La Sesia lo scorso marzo - vengono redatti con un certo periodo di distanza: l’anno corrente meno quello precedente”. Le percentuali delle perdite, riportati dalla relazione sono molto variabili a seconda del tipo di territorio del Vercellese. Infatti per Amc sarebbero del 23,65%, per Amv del 35,42 %, (Amc e Amv sono andate a costituire laNew-Co AM+ S.p),per Asm Vercelli del 39,96%, per Comuni riuniti (società a cui è stato revocato l’affidamento) del 33,35%, per Cordar Biella del 31,87%, per Cordar Valsesia 32,83% e per Sii 42,94%. La media italiana, come si legge a pagina 107 della relazione, (fonte Arera, “Numeri dei servizi pubblici pubblicata online la relazione annuale dell’autorità. I dati 2020 per elettricità, gas, acqua e rifiuti”), sarebbe del 41,2 % (da oltre il 43% nel 2018). I valori di perdite più alti si hanno al Centro, nel Sud e nelle Isole. Al Nord e in zona i valori sono quindi più contenuti. Invece secondo il report “le statistiche dell’Istat sull’acqua”( 2019-2021 in tutta Italia) nel 2020 sono andati persi 41 metri cubi al giorno per chilometro di rete nei capoluoghi di provincia/città metropolitana, 36,2% dell’acqua immessa in rete (37,3% nel 2018). Le perdite, dunque come si legge sul report Istat "hanno importanti ripercussioni ambientali, sociali ed economiche soprattutto per gli episodi di  scarsità idrica sempre più frequenti. Sono da attribuire a fattori fisiologici presenti in tutte le infrastrutture idriche, alla vetustà degli impianti, prevalente soprattutto in alcune aree del territorio, e a fattori amministrativi, riconducibili a errori di misura dei contatori e ad allacci abusivi, per una quota che si stima pari al 3% delle perdite".  

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