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"Piano idrico non aggiornato, non tiene conto della siccità"

Davide Gilardino, Ato2: "Sul nostro sito è consultabile"

Trasparente come l'acqua: la presentazione

“Quest'anno, ancora più di altri anni, il cambiamento climatico sta influenzando tutti gli elementi. La continua carenza di precipitazioni ha avuto e ha ancora ripercussioni su aria, acqua e territorio. I bacini scarseggiano di acqua, il suolo è arido e l'agricoltura ne risente pesantemente, così come l'aria”. Ad affermarlo è il direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto. Inoltre giovedì 16 giugno il presidente della Regione Alberto Cirio ha richiesto a Roma lo stato di calamità per l'agricoltura. Un problema che in realtà ha interessato tutto il 2021: secondo i dati Arpa è stato il 15° anno più caldo degli ultimi 64 in Piemonte, per quanto riguarda la temperatura, si è registrato un + 2.4 gradi durante lo stesso arco temporale. Sono inoltre stati ben 111 i giorni in cui non sono cadute precipitazioni (compresi tra l’8 dicembre 2021 e il 30 marzo 2022). Proprio per far fronte a questi problemi sarebbe necessaria una programmazione aggiornata, ma secondo quanto riferisce il Comitato Acqua Pubblica Piemonte: “Il piano dell’autorità d’Ambito Biellese Casalese Vercellese risale al 2006, rivisto in parte nel 2014, non è stato più aggiornato – afferma il Comitato - come se la situazione idrogeologica del territorio fosse rimasta da allora immutata, e la crisi climatica con le sue conseguenze come la siccità non fosse allarmante. Non si parla nemmeno di abolire l’enorme spreco idrico di 16.197.750 m³/anno, corrispondenti al 36,9% dell’acqua prelevata, ma solo di ridurlo al 30% entro il 2023[1]”. Per quanto riguarda le decisioni di governo dell’acqua “Non competono ad Asm - ex Atena – dicono dal Comitato - ma ai 25 sindaci della Conferenze di Ato2. Essi devono aggiornare almeno ogni tre anni il piano d'ambito che stabilisce le finalità, priorità ed entità degli investimenti idrici, gli obiettivi della gestione, dai quali deriva l'ammontare della tariffa che deve coprire solo i costi di gestione e di investimento (full cost recovery), escludendo il profitto, abrogato dal referendum del 2011”.

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Davide Gilardino, Vice presidente di Ato2, non è d’accordo con questa diagnosi e ribatte: “Consultando l’apposita sezione sul nostro sito – dichiara – si possono vedere gli aggiornamenti, tutto ciò che riguarda gli obiettivi di qualità tecnica, il programma degli interventi e il piano delle opere strategiche 2020-2027, redatto secondo gli schemi definiti dall’articolo 2 del 2020 della legge approvata con la conferenza di autorità d’ambito n° 792 del 2020”.

Gilardino annuncia anche progetti relativi al Pnrr: “Noi ne abbiamo già candidati. I progetti serviranno per trovare delle soluzioni al fine di eliminare le poche perdite che abbiamo sul territorio e per verificare le interconnessioni affinchè non si verifichino problematiche anche in futuro”.

 

[cfr. pag. 115 Allegato alla Delibera ATO2 n. 837 del 31/03/2021  e DM 08/01/1997 Num. 99 -  Decreto Ministeriale 8 gennaio 1997, n. 99 - Regolamento sui criteri e sul metodo in base ai quali valutare le perdite degli acquedotti e delle fognature]. 

 

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