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SULLA MIA STRADA

«La Pasqua del Signore sia la nostra certezza»

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo di domenica 5 aprile

Gesù risorto

Tutto è compiuto e chinato il capo spirò. Così si è conclusa la vicenda Gesù Cristo. Tutto sembrava finito, la voce del Messia che aveva predicato un mondo nuovo di amore era stata messa per sempre a tacere. Solo qualche donna era rimasta a piangere. A quel tempo non c'erano le agenzie specializzate in sondaggi.

Se ci fossero state avrebbero registrato il fallimento totale dell'operato di Gesù.
Chissà quante pagine di grafici per dimostrare un Gesù, leader del partito del bene, con un’alta percentuale di consenso, irrimediabilmente è precipitato in un disastro. Avrebbe sbagliato alla grande, a dispetto di tutto e di tutti.


La vicenda non si è conclusa con il fallimento, anzi con il trionfo.
I discepoli si riunirono di nuovo insieme, gli apostoli tornarono a fare gruppo. Cominciarono a parlare apertamente in pubblico, iniziarono ad arrestarli: li si voleva far tacere. Alcuni furono uccisi, ma non servì nulla per arrestare la corsa dell'annuncio.


Anche noi oggi, presenti a messa, testimoniamo che non fu un fallimento quella storia.
Il motivo? È risorto da morte, come aveva predetto, è apparso vivo ai suoi e a molte persone. Morì per davvero, ma risuscitò per davvero.


Da quel mattino di Pasqua si è immessa nella storia una grande forza che ha permesso a uomini e donne di sperimentare il coraggio per vincere il male con il bene. La Pasqua del Signore sia dunque la nostra forza, la nostra speranza, la nostra pace. Anzi di più: sia la nostra certezza.

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