SULLA MIA STRADA
di Monsignor Sergio Salvini
27 Marzo 2026 16:26
Domenica delle Palme, domenica di passione: Gesù entra in Gerusalemme, acclamato re, per affrontare la passione. Questo ingresso è annuncio della vittoria che gli riporterà sulla morte. Il ramoscello di ulivo che porteremo a casa non è un portafortuna, ma un segno ricordo dell'esperienza di fede in Gesù, è un richiamo a restargli fedeli.
Il Vangelo, la Passione ci invitano a sostare in silenzio, in ascolto e contemplazione: come Gesù nella preghiera trova la forza di rimanere fedele al padre, accettando la croce, così anche noi in preghiera.
Viviamo sacramentalmente questa Pasqua. L’agonia di Gesù continua nella storia dell'umanità sofferente, nella storia di milioni di uomini provati nel corpo e nello spirito, perché, diceva Pascal, Gesù agonizza sino alla fine del mondo. Le braccia di Gesù inchiodate sulla croce rimarranno aperte per sempre, per accogliere tutti, disperati, perduti, assetati, fedeli e infedeli.
Gesù sul trono della croce irradierà l'eternità. diceva il cardinal Martini. Noi cristiani non siamo vagabondi, ma pellegrini, noi non girovaghiamo a caso, sappiamo da dove siamo partiti e conosciamo la meta del nostro viaggio.
Dio, dalla croce è obbligato a passare alla Resurrezione. Già nel cammino della vita, ritagliando spazio e tempo ai nostri mille impegni, vi invito ad essere presenti il giovedì sera nella messa in Coena Domini nella vostra parrocchia, venerdì nella sofferta celebrazione della Croce e sabato sera, nella notte luminosa della Resurrezione: tre giorni che ci accompagneranno, spero, a ridire la nostra fede, a riscoprire il dono, a cambiare la vita.
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